Sul conflitto strategia sbagliata Il M5S del Nord sarà la sorpresa”

“Ci hanno dato per morti anta volte: siamo più vivi che mai. Noi partito del Meridione? Stiamo lavorando a un Manifesto per il Nord. Adesso ci sono le regionali. Pronti al confronto con tutti, ma non con il Terzo Polo. Noi di sinistra? Riempiamo il vuoto lasciato dal Pd”. Luca Sut, coordinatore regionale dei 5S anticipa le mosse del movimento e le strategie per tornare al governo.

Partiamo dall’attualità. E parliamo della guerra in Ucraina.
Ieri, c’è stata l’ennesima mozione in Parlamento per favorire altri invii di armi. Noi, da sempre siamo per il dialogo e per lo stop alle armi all’Ucraina se davvero vogliamo parlare di pace. Il nostro auspicio è che tutta l’Europa imbocchi questa strada perché ogni atra via no va nel senso della pace. Ovviamente continueremo a votare contro di armi.

Ma su questo siete rimasti soli, assieme a Verdi e Sinistra. E quindi…
E quindi su questa nostra scelta di campo siamo e saremo irremovibili. Spiace che il Pd persista sulla linea della belligeranza. Su questo non ci sono punti d’incontreo.

Lei è un Pentastellato della prima ora?
Ho cominciato come attivista nel 2014. Ero un neofita senza precedenti esperienze. Prima di aderire ai 5S ho sempre dato il mio voto al campo progressista, in particolare all’Idv.

Il M5s di cui fa parte ha avuto negli ultimi anni notevoli scossoni interni. Mai avuto l’idea di lasciare?
No, anche perché sono dell’idea che il progetto del movimento – nonostante ci abbiano dati per morti più e più volte – sia ancora attuale.

E di che progetto si tratta?
Siamo nati, inizialmente, per dare vice ai cittadini – ed erano tanti – che non si sentivano rappresentati. C’erano anche poche differenze sostanziali tra destra e sinistra. Noi intercettavamo il malcontento che era trasversale. Adesso, nell’area progressista, siamo gli unici che teniamo la barra dritta.

Non eravate né di destra né di sinistra, mentre adesso siete decisamente di sinistra, ma ora vi siete collocati a sinistra del Pd e ammiccate a quella francese populista di Mèlenchon.
Fa parte dell’evoluzione politica. Siamo partiti dalle piazze e siamo arrivati a governare. Insomma, siamo cambiati e siamo cresciuti. Lo dimostra che, pur con tutte le diffidenze, abbiamo appoggiato il Governo Draghi spesso dovendo smussare le nostre richieste Vede, in politica restare fermi senza cambiare non ti porta nessuna parte. Ma poi, è il Pd che ha abiurato alcune battaglie. Noi riempiamo anche quel vuoto.

Col Pd pare più competizione che collaborazione, dunque.
Siamo pronti a dialogare su tutto. Su alcune proposte non vedo come non ci possa essere convergenza. Mi riferisco ad esempio al salario minimo e a tutte le politiche sociali a favore delle fasce più deboli.

Siete cambiati, ma restate un partito monarchico.
Non abbiamo nessun capo supremo. Siamo nati come struttura orizzontale con in cabina di regia Grillo e Casaleggio. Ma per puntare al governo serve anche un leader. E questo è il ruolo di Conte che rappresenta all’interno delle istituzioni il nostro programma.

Ma quali sono gli organismi del vostro Movimento?
Stiamo creando una struttura che non si rifà ai partiti tradizionali. Non apriremo sedi. Siamo nati online e tali resteremo. Sono stato nominato da Conte, come prevede lo Statuto, coordinatore regionale del Fvg. Il mio compito sarà quello di coordinare i gruppi territoriali di attivista. Il lavoro avverrà on line.

Alle elezioni il vostro cavallo di battaglia è stato il Reddito di cittadinanza. Che ha pagato, in termini di voto, soprattutto al Sud. Siete per il Meridione quello che è stata la prima Lega per il Nord?
Vorrei premettere che il Reddito di cittadinanza è contemplato in quasi tutta l’Europa. È una misura sacrosanta. Che poi sia stato più utilizzato al Sud è dovuto al fatto che in Meridione le difficoltà socio-economiche sono oggettivamente maggiori rispetto che altrove.

Certo, ma come farete a riconquistare l’elettorato del Nord?
Beh, credo sia riduttivo sostenere i 5S sono soltanto Reddito di cittadinanza. Le battaglie si chiamano anche super bonus, molto utilizzato in Veneto e nel resto del Nord, oppure la misura di transizione 4.0. Stiamo lavorando a un manifesto del Nord che conterrà tutta una serie di proposte di sostegno alle imprese, a partire dallo sviluppo sostenibile.

Si vota in Fvg, ma anche in Lazio, Lombardia e Molise. Che progetto avete?
Non pensiamo al campo largo. Noi ragioniamo sui temi. È chiaro che accetteremo il confronto. Con tutti, ma non con chi, come il Terzo Polo, ammicca al Centro destra.

“Ci hanno dato per morti anta volte: siamo più vivi che mai. Noi partito del Meridione? Stiamo lavorando a un Manifesto per il Nord. Adesso ci sono le regionali. Pronti al confronto con tutti, ma non con il Terzo Polo. Noi di sinistra? Riempiamo il vuoto lasciato dal Pd”. Luca Sut, coordinatore regionale dei 5S anticipa le mosse del movimento e le strategie per tornare al governo.

Partiamo dall’attualità. E parliamo della guerra in Ucraina.
Ieri, c’è stata l’ennesima mozione in Parlamento per favorire altri invii di armi. Noi, da sempre siamo per il dialogo e per lo stop alle armi all’Ucraina se davvero vogliamo parlare di pace. Il nostro auspicio è che tutta l’Europa imbocchi questa strada perché ogni atra via no va nel senso della pace. Ovviamente continueremo a votare contro di armi.

Ma su questo siete rimasti soli, assieme a Verdi e Sinistra. E quindi…
E quindi su questa nostra scelta di campo siamo e saremo irremovibili. Spiace che il Pd persista sulla linea della belligeranza. Su questo non ci sono punti d’incontreo.

Lei è un Pentastellato della prima ora?
Ho cominciato come attivista nel 2014. Ero un neofita senza precedenti esperienze. Prima di aderire ai 5S ho sempre dato il mio voto al campo progressista, in particolare all’Idv.

Il M5s di cui fa parte ha avuto negli ultimi anni notevoli scossoni interni. Mai avuto l’idea di lasciare?
No, anche perché sono dell’idea che il progetto del movimento – nonostante ci abbiano dati per morti più e più volte – sia ancora attuale.

E di che progetto si tratta?
Siamo nati, inizialmente, per dare vice ai cittadini – ed erano tanti – che non si sentivano rappresentati. C’erano anche poche differenze sostanziali tra destra e sinistra. Noi intercettavamo il malcontento che era trasversale. Adesso, nell’area progressista, siamo gli unici che teniamo la barra dritta.

Non eravate né di destra né di sinistra, mentre adesso siete decisamente di sinistra, ma ora vi siete collocati a sinistra del Pd e ammiccate a quella francese populista di Mèlenchon.
Fa parte dell’evoluzione politica. Siamo partiti dalle piazze e siamo arrivati a governare. Insomma, siamo cambiati e siamo cresciuti. Lo dimostra che, pur con tutte le diffidenze, abbiamo appoggiato il Governo Draghi spesso dovendo smussare le nostre richieste Vede, in politica restare fermi senza cambiare non ti porta nessuna parte. Ma poi, è il Pd che ha abiurato alcune battaglie. Noi riempiamo anche quel vuoto.

Col Pd pare più competizione che collaborazione, dunque.
Siamo pronti a dialogare su tutto. Su alcune proposte non vedo come non ci possa essere convergenza. Mi riferisco ad esempio al salario minimo e a tutte le politiche sociali a favore delle fasce più deboli.

Siete cambiati, ma restate un partito monarchico.
Non abbiamo nessun capo supremo. Siamo nati come struttura orizzontale con in cabina di regia Grillo e Casaleggio. Ma per puntare al governo serve anche un leader. E questo è il ruolo di Conte che rappresenta all’interno delle istituzioni il nostro programma.

Ma quali sono gli organismi del vostro Movimento?
Stiamo creando una struttura che non si rifà ai partiti tradizionali. Non apriremo sedi. Siamo nati online e tali resteremo. Sono stato nominato da Conte, come prevede lo Statuto, coordinatore regionale del Fvg. Il mio compito sarà quello di coordinare i gruppi territoriali di attivista. Il lavoro avverrà on line.

Alle elezioni il vostro cavallo di battaglia è stato il Reddito di cittadinanza. Che ha pagato, in termini di voto, soprattutto al Sud. Siete per il Meridione quello che è stata la prima Lega per il Nord?
Vorrei premettere che il Reddito di cittadinanza è contemplato in quasi tutta l’Europa. È una misura sacrosanta. Che poi sia stato più utilizzato al Sud è dovuto al fatto che in Meridione le difficoltà socio-economiche sono oggettivamente maggiori rispetto che altrove.

Certo, ma come farete a riconquistare l’elettorato del Nord?
Beh, credo sia riduttivo sostenere i 5S sono soltanto Reddito di cittadinanza. Le battaglie si chiamano anche super bonus, molto utilizzato in Veneto e nel resto del Nord, oppure la misura di transizione 4.0. Stiamo lavorando a un manifesto del Nord che conterrà tutta una serie di proposte di sostegno alle imprese, a partire dallo sviluppo sostenibile.

Si vota in Fvg, ma anche in Lazio, Lombardia e Molise. Che progetto avete?
Non pensiamo al campo largo. Noi ragioniamo sui temi. È chiaro che accetteremo il confronto. Con tutti, ma non con chi, come il Terzo Polo, ammicca al Centro destra.

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