“Sull’uso pubblico della storia”

Intervistato da Andrea Lucatello, Davide Conti con “Sull’uso pubblico della storia” (Ed. Forum) affronta il tema dell’istituzione di un calendario civile della società, intesa nella pluralità delle sue sensibilità storiche, umane, culturali e politiche; nonché dell’opportunità di costruire un impianto identitario, partendo da alcuni fatti, avvenimenti ed eventi, piuttosto che da altri. Grazie a questa selezione, per Conti, il calendario civile stabilisce un perimetro storicamente identificativo attorno a una o più comunità e si propone di comporre non tanto molteplici memorie individuali, ma di offrire un orizzonte di senso alle vicende che hanno attraversato le vite delle persone, informando il modo di essere della società e indirizzandolo in un verso, anziché in un altro. La scelta di alcune date, dunque, cerca di rispondere da un lato alla domanda identitaria e dall’altro al carattere di narrato politico, sociale e culturale di una nazione o di uno Stato. Molto spesso questi elementi trovano un punto di convergenza nelle liturgie laiche – le grandi celebrazioni e le grandi manifestazioni – che provano a sciogliere il nodo che sottende alla ricomposizione della memoria individuale (di un singolo, dei singoli o di piccole comunità) che, per sua natura, non è mai memoria collettiva. Il processo di cui le istituzioni si fanno carico, attraverso la costruzione di un dettato civile, è quello dell’elaborazione di un paradigma memoriale che sia funzionale. Per il “calendario civile”, Conti riporta varie date, tra le quali ricordiamo quella del 27 gennaio (“Giorno della Memoria”: anniversario della liberazione di Auschwitz, nel 1945), istituita il 20 luglio 2000, con Legge n.211; e quella del 17 marzo: “Giornata dell’Unità nazionale” (Legge n.222, approvata il 23 novembre 2012: il 17 marzo 1861, a Torino fu proclamata l’Unità d’Italia). Il volume è completato da alcune immagini, riprese da “Lapidarium”, una ricerca di Paolo Pandullo sulle testimonianze pubbliche, per una memoria. Il libro è stato presentato dall’Autore e da Claudio Petruccioli alla “Fiera della piccola e media editoria” (Roma, 8 dicembre 2021). Davide Conti, storico, è consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: “Guerriglia partigiana a Roma” (2016) e “Gli uomini di Mussolini” (2017).

(DM)

Intervistato da Andrea Lucatello, Davide Conti con “Sull’uso pubblico della storia” (Ed. Forum) affronta il tema dell’istituzione di un calendario civile della società, intesa nella pluralità delle sue sensibilità storiche, umane, culturali e politiche; nonché dell’opportunità di costruire un impianto identitario, partendo da alcuni fatti, avvenimenti ed eventi, piuttosto che da altri. Grazie a questa selezione, per Conti, il calendario civile stabilisce un perimetro storicamente identificativo attorno a una o più comunità e si propone di comporre non tanto molteplici memorie individuali, ma di offrire un orizzonte di senso alle vicende che hanno attraversato le vite delle persone, informando il modo di essere della società e indirizzandolo in un verso, anziché in un altro. La scelta di alcune date, dunque, cerca di rispondere da un lato alla domanda identitaria e dall’altro al carattere di narrato politico, sociale e culturale di una nazione o di uno Stato. Molto spesso questi elementi trovano un punto di convergenza nelle liturgie laiche – le grandi celebrazioni e le grandi manifestazioni – che provano a sciogliere il nodo che sottende alla ricomposizione della memoria individuale (di un singolo, dei singoli o di piccole comunità) che, per sua natura, non è mai memoria collettiva. Il processo di cui le istituzioni si fanno carico, attraverso la costruzione di un dettato civile, è quello dell’elaborazione di un paradigma memoriale che sia funzionale. Per il “calendario civile”, Conti riporta varie date, tra le quali ricordiamo quella del 27 gennaio (“Giorno della Memoria”: anniversario della liberazione di Auschwitz, nel 1945), istituita il 20 luglio 2000, con Legge n.211; e quella del 17 marzo: “Giornata dell’Unità nazionale” (Legge n.222, approvata il 23 novembre 2012: il 17 marzo 1861, a Torino fu proclamata l’Unità d’Italia). Il volume è completato da alcune immagini, riprese da “Lapidarium”, una ricerca di Paolo Pandullo sulle testimonianze pubbliche, per una memoria. Il libro è stato presentato dall’Autore e da Claudio Petruccioli alla “Fiera della piccola e media editoria” (Roma, 8 dicembre 2021). Davide Conti, storico, è consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica. Tra le sue pubblicazioni, ricordiamo: “Guerriglia partigiana a Roma” (2016) e “Gli uomini di Mussolini” (2017).

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