Attualità

Lo sviluppo urbano di Roma passa dal Circolo Canottieri: Veloccia incontra costruttori e progettisti

di Cristiana Flaminio -


Lo sviluppo urbano di Roma passa dal Circolo Canottieri. Dove si è tenuto, ieri, un interessante incontro con l’assessore comunale all’Urbanistica, Maurizio Veloccia, sul tema dello sviluppo urbano della città. Insieme a Veloccia, al tavolo dei relatori si sono accomodati anche l’ingegner Nicolò Rebecchini, presidente Ance Lazio, il professor Paolo Desideri per i progettisti, il professor Silvano Curcio (La Sapienza). A moderare il dibattito, il giornalista Bruno Manfellotto.

Maurizio Veloccia ha spiegato, a proposito di sviluppo urbano, come Roma sia una città “in profonda trasformazione” che presto potrebbe cambiare volto grazie a “tantissimi investimenti pubblici”. Tuttavia, occorrerà far tesoro di questa stagione per fare in modo che, più che un punto di arrivo, rappresenti l’abbrivio di un’era di sviluppo urbano intelligente: “Ovviamente questa stagione straordinaria di Pnrr e di Giubileo si esaurirà, e quindi dobbiamo poi sommare una capacità attrattiva degli investimenti privati. Ci sono tanti progetti in corso”. Quali? Veloccia si è soffermato su uno in particolare: “La settimana scorsa abbiamo visto la demolizione dell’ex centro direzionale dell’Alitalia, sono arrivate quaranta proposte per la riqualificazione dell’ex Fiera di Roma. Quindi tanti interventi bloccati da anni oggi riprendono, e c’è sicuramente una nuova attrattività di Roma. Compito dell’amministrazione – ha concluso l’assessore – è guidare questa attrattività verso un indirizzo dello sviluppo urbano che sia al passo con i tempi. Quindi sostenibilità e grande qualità. Perché Roma se la merita”.

Il presidente Ance Rebecchini ha espresso l’interesse e l’attenzione dei costruttori rispetto a questa stagione: “Stiamo guardando con molta attenzione le iniziative che questa amministrazione sta prendendo, iniziative di apertura che denotano come ci si sia resi conto che il volano per l’economia di questa città e di tutto il Lazio sia il nostro settore. Abbiamo anche apprezzato la mozione approvata che rivede i grandi programmi urbanistici che sono ancora in itinere per problemi di varia natura”. Quindi ha aggiunto: “Ora bisogna passare dalle parole al fare, che è molto complicato, prima di tutto perché l’amministrazione è poco dotata in termini di uomini per gestire i progetti. Abbiamo un piano regolatore che è nato in un’altra epoca, in cui non esisteva il patto di stabilità e in cui si potevano decidere grandi infrastrutture in pochi giorni, e oggi non si può più fare. E anche il decentramento funzionale va rivisto e attualizzato”.

 La sfida del professor Desideri: “Abbiamo provato a sfatare la nomea di Roma che ha tempi biblici di realizzazione dei progetti, portandone tre: il primo, vinto addirittura nel 2017, quello della nuova Stazione della Metro C Metronia-Amba Aradan, che è a chiusura cantiere; un progetto che dimostra come sia possibile mettere insieme infrastrutture, archeologia, spazio urbano, riqualificazione. E poi due recentissimi interventi finanziati dal Pnrr, che sono i servizi a Corviale, col cantiere aperto una settimana fa, e la ristrutturazione generale di Tor Bella Monaca, anche questo cantiere aperto. L’amministrazione deve esserne orgogliosa perché sta portando a compimento tante cose”.

Infine il professor Curcio ha sottolineato come “ il fulcro è la rigenerazione urbana, cioè quell’attività che attraverso politiche e strumenti mira al recupero e alla riqualificazione di spazi urbani e di complessi edilizi in stato d’abbandono. Il tema è di stretta attualità, perché per parlare di Roma in termini di sostenibilità bisogna partire da quello che già esiste. Questo patrimonio edilizio importante che un recente censimento ha valutato in 800 complessi edilizi in stato d’abbandono. E’ la base sulla quale operare questo scatto in termini di sostenibilità”.


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