Tajani: “Senza Forza Italia il centrodestra non vince. La Meloni? La volevamo nel governo”

“Prima di pensare a chi farà il premier bisogna pensare di far vincere le elezioni al centrodestra e senza Forza Italia non si vince”. Antonio Tajani manda un messaggio a Giorgia Meloni: l’unità prima di tutto. Soprattutto prima della partita interna alla coalizione per decidere chi sarà il candidato premier. Il coordinatore azzurro, intervenendo al forum Ansa, ribadisce la centralità del partito di Berlusconi: “Lo spazio al centro non va lasciato ad altri, Forza Italia è una garanzia per il centrodestra e per il Paese”. Tajani rivendica la scelta governista, spiegando come il sostegno al governo Draghi non sia contrario al “patto anti inciucio” chiesto da Fratelli d’Italia: “Abbiamo fatto una scelta molto chiara nel momento in cui ci siamo trovati nel pieno di una pandemia, anteponendo l’interesse del Paese a quello del nostro partito. Quando si tratta di salvare l’Italia indossiamo tutti la maglia della nazionale, fermo restano che su alcune questioni abbiamo puntato i piedi. Gli elettori ci hanno capito tant’è che Fi è cresciuta nei consensi con stabilità. Gli Italiani hanno apprezzato la nostra azione di governo. Avremmo voluto che anche Fdi avesse partecipato a questo governo proprio perché si dicono patrioti”.

La presenza nell’esecutivo avrebbe dunque garantito gli interessi dell’Italia e del centrodestra: “Se Forza Italia non fosse al governo non ci sarebbe stato l’accordo sui balneari, noi siamo per una economia di mercato e sociale e finita l’esperienza dell’attuale esecutivo bisogna lavorare ad un progetto alternativo alla sinistra che disegni l’Italia del futuro, anche in chiave popolare e di centro”. Tra i risultati Tajani annovera anche l’accordo raggiunto sulla riforma del catasto: “Abbiamo difeso la casa e abbiamo rispettato le richieste dell’Ue, facciamo emergere il sommerso che finirà nella casse dei Comuni che diminuiranno le tasse. Merito della mediazione è di Fi”. Il coordinatore azzurro mette anche una croce definitiva sull’ipotesi di una nuova legge elettorale, che “andrebbe fatta a inizio legislatura” e non in prossimità della scadenza del quinquennio quando “non ci sono i tempi necessari e ancora tante cose importanti da fare”.

Dopo aver ribadito il voto favorevole di Forza Italia ai referendum sulla giustizia, Tajani ne ha approfittato per chiarire ulteriormente la posizione del partito sul conflitto in Ucraina: “Berlusconi è un uomo di pace. Biden all’inizio è stato molto duro, poi c’è stato un cambio di passo. Noi non dobbiamo fare la guerra alla Russia. Pur essendo dalla parte dell’Ue, dell’Occidente e degli Stati Uniti dobbiamo lavorare per un cessate il fuoco”. Tra le conseguenze della guerra c’è anche quella di una possibile emergenza alimentare, con il blocco del grano nei porti del Mar Nero, problema per il quale il coordinatore azzurro ha auspicato “l’apertura di corridoi verdi” che permetterebbero di “samare milioni di persone in Africa”.

“Prima di pensare a chi farà il premier bisogna pensare di far vincere le elezioni al centrodestra e senza Forza Italia non si vince”. Antonio Tajani manda un messaggio a Giorgia Meloni: l’unità prima di tutto. Soprattutto prima della partita interna alla coalizione per decidere chi sarà il candidato premier. Il coordinatore azzurro, intervenendo al forum Ansa, ribadisce la centralità del partito di Berlusconi: “Lo spazio al centro non va lasciato ad altri, Forza Italia è una garanzia per il centrodestra e per il Paese”. Tajani rivendica la scelta governista, spiegando come il sostegno al governo Draghi non sia contrario al “patto anti inciucio” chiesto da Fratelli d’Italia: “Abbiamo fatto una scelta molto chiara nel momento in cui ci siamo trovati nel pieno di una pandemia, anteponendo l’interesse del Paese a quello del nostro partito. Quando si tratta di salvare l’Italia indossiamo tutti la maglia della nazionale, fermo restano che su alcune questioni abbiamo puntato i piedi. Gli elettori ci hanno capito tant’è che Fi è cresciuta nei consensi con stabilità. Gli Italiani hanno apprezzato la nostra azione di governo. Avremmo voluto che anche Fdi avesse partecipato a questo governo proprio perché si dicono patrioti”.

La presenza nell’esecutivo avrebbe dunque garantito gli interessi dell’Italia e del centrodestra: “Se Forza Italia non fosse al governo non ci sarebbe stato l’accordo sui balneari, noi siamo per una economia di mercato e sociale e finita l’esperienza dell’attuale esecutivo bisogna lavorare ad un progetto alternativo alla sinistra che disegni l’Italia del futuro, anche in chiave popolare e di centro”. Tra i risultati Tajani annovera anche l’accordo raggiunto sulla riforma del catasto: “Abbiamo difeso la casa e abbiamo rispettato le richieste dell’Ue, facciamo emergere il sommerso che finirà nella casse dei Comuni che diminuiranno le tasse. Merito della mediazione è di Fi”. Il coordinatore azzurro mette anche una croce definitiva sull’ipotesi di una nuova legge elettorale, che “andrebbe fatta a inizio legislatura” e non in prossimità della scadenza del quinquennio quando “non ci sono i tempi necessari e ancora tante cose importanti da fare”.

Dopo aver ribadito il voto favorevole di Forza Italia ai referendum sulla giustizia, Tajani ne ha approfittato per chiarire ulteriormente la posizione del partito sul conflitto in Ucraina: “Berlusconi è un uomo di pace. Biden all’inizio è stato molto duro, poi c’è stato un cambio di passo. Noi non dobbiamo fare la guerra alla Russia. Pur essendo dalla parte dell’Ue, dell’Occidente e degli Stati Uniti dobbiamo lavorare per un cessate il fuoco”. Tra le conseguenze della guerra c’è anche quella di una possibile emergenza alimentare, con il blocco del grano nei porti del Mar Nero, problema per il quale il coordinatore azzurro ha auspicato “l’apertura di corridoi verdi” che permetterebbero di “samare milioni di persone in Africa”.

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