Taranto, caso di revenge porn: condannato l’autore

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna ad un uomo per utilizzo di minori per produrre materiale pornografico. La vicenda è iniziata nel 2006, quando una giovane, residente nel tarantino, ha conosciuto in chat quello che lei credeva un diciannovenne. Era in realtà un uomo di 50 anni, che l’ha prima irretita e poi umiliata.

I fatti – riferisce La Gazzetta del mezzogiorno – sono gli stessi di tante altre storie simili: prima una foto sexy e poi sempre qualcosa in più, fino a quando la ragazza si è mostrata nuda e riconoscibile in viso. Ed è lì che sono scattati i ricatti: nuove foto e nuovi video, sempre più degradanti.

L’incubo dura quasi 15 anni, ma la vittima alla fine decide di denunciare tutto. Sono quindi stati avviati due processi, il primo presso il tribunale di Lecce per il materiale relativo al periodo in cui la ragazza era minorenne e il secondo a Taranto, per le stesse cose relative a quando era maggiorenne.

Quello terminato nei giorni scorsi era il primo, mentre il secondo è in fase di appello: in primo grado l’uomo era stato assolto per assenza di prove.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna ad un uomo per utilizzo di minori per produrre materiale pornografico. La vicenda è iniziata nel 2006, quando una giovane, residente nel tarantino, ha conosciuto in chat quello che lei credeva un diciannovenne. Era in realtà un uomo di 50 anni, che l’ha prima irretita e poi umiliata.

I fatti – riferisce La Gazzetta del mezzogiorno – sono gli stessi di tante altre storie simili: prima una foto sexy e poi sempre qualcosa in più, fino a quando la ragazza si è mostrata nuda e riconoscibile in viso. Ed è lì che sono scattati i ricatti: nuove foto e nuovi video, sempre più degradanti.

L’incubo dura quasi 15 anni, ma la vittima alla fine decide di denunciare tutto. Sono quindi stati avviati due processi, il primo presso il tribunale di Lecce per il materiale relativo al periodo in cui la ragazza era minorenne e il secondo a Taranto, per le stesse cose relative a quando era maggiorenne.

Quello terminato nei giorni scorsi era il primo, mentre il secondo è in fase di appello: in primo grado l’uomo era stato assolto per assenza di prove.

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