Terezin, il film di Guidi con Alessio Boni e Bocci una storia per ricordare il giorno della Memoria

Come ormai è consuetudine, nel Giorno della Memoria, si cerca di riflettere e far rifletere attraverso le opere del grande schermo.

Una ricerca incessante di storie, testimonianze, immagini per ricordare e sensibilizzare il pubblico sulle tematiche legate all’Olocausto e alle vittime di ogni guerra.

Quest’anno, alla luce dei conflitti che stanno scrivendo uno dei capitoli più tristi e spaventosi della storia contemporanea, l’attenzione è particolarmente vigile sulle pellicole di tematica volta al ricordare per non ripetere.

Nel panorama delle produzioni legate al soggetto, una produzione Minerva Pictures con Rai Cinema e con Three Brothers e Ovepossibile.

Uscirà al cinema il 26 gennaio, per celebrare il “Il Giorno della Memoria”, Terezin, film che racconta un lato inedito della vita vissuta dai deportati ebrei nei primi anni ’40, all’interno del campo di detenzione di Theresienstadt, detto ghetto di Terezin.

Tra di loro soprattutto artisti e creativi , molti compositori, pittori, poeti, scultori, scrittori: il cuore e l’anima della cultura centro europea di quegli anni.
La storia, che si focalizza sul clarinettista Antonio e un gruppo di musicisti, descrive la forza dell’arte in situazioni estreme, raccontando come l’uomo sia profondamente capace di negare se stesso e allo stesso tempo, proprio grazie all’arte, in grado di compiere assoluti prodigi.

Dietro la macchina da presa, al suo esordio, c’è Gabriele Guidi che dirige un cast internazionale composto da Mauro Conte (Una questione privata, Sulla mia pelle), l’attrice slovacca Dominika Moravkova, Alessio Boni, Cesare Bocci, Antonia Liskova, Jan Revai, Bořek Slezáček e Marián Mitaš. Il film è una coproduzione internazionale di Minerva Pictures con Rai Cinema, insieme alla ceca Three Brothers Production.
Antonio, clarinettista italiano e Martina, violinista cecoslovacca, si innamorano a Praga durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942 vengono deportati a Terezin dove la loro storia si intreccia con le incredibili vicende dei tanti artisti e intellettuali rinchiusi nel ghetto.

Eccellenze umane ed artistiche del centro Europa che, durante la guerra, realizzarono centinaia di produzioni musicali – ancora oggi rappresentate ed uniche al mondo – riuscendo a far divenire l’arte uno strumento di sopravvivenza per migliaia di persone segregate.

Come ormai è consuetudine, nel Giorno della Memoria, si cerca di riflettere e far rifletere attraverso le opere del grande schermo.

Una ricerca incessante di storie, testimonianze, immagini per ricordare e sensibilizzare il pubblico sulle tematiche legate all’Olocausto e alle vittime di ogni guerra.

Quest’anno, alla luce dei conflitti che stanno scrivendo uno dei capitoli più tristi e spaventosi della storia contemporanea, l’attenzione è particolarmente vigile sulle pellicole di tematica volta al ricordare per non ripetere.

Nel panorama delle produzioni legate al soggetto, una produzione Minerva Pictures con Rai Cinema e con Three Brothers e Ovepossibile.

Uscirà al cinema il 26 gennaio, per celebrare il “Il Giorno della Memoria”, Terezin, film che racconta un lato inedito della vita vissuta dai deportati ebrei nei primi anni ’40, all’interno del campo di detenzione di Theresienstadt, detto ghetto di Terezin.

Tra di loro soprattutto artisti e creativi , molti compositori, pittori, poeti, scultori, scrittori: il cuore e l’anima della cultura centro europea di quegli anni.
La storia, che si focalizza sul clarinettista Antonio e un gruppo di musicisti, descrive la forza dell’arte in situazioni estreme, raccontando come l’uomo sia profondamente capace di negare se stesso e allo stesso tempo, proprio grazie all’arte, in grado di compiere assoluti prodigi.

Dietro la macchina da presa, al suo esordio, c’è Gabriele Guidi che dirige un cast internazionale composto da Mauro Conte (Una questione privata, Sulla mia pelle), l’attrice slovacca Dominika Moravkova, Alessio Boni, Cesare Bocci, Antonia Liskova, Jan Revai, Bořek Slezáček e Marián Mitaš. Il film è una coproduzione internazionale di Minerva Pictures con Rai Cinema, insieme alla ceca Three Brothers Production.
Antonio, clarinettista italiano e Martina, violinista cecoslovacca, si innamorano a Praga durante la Seconda Guerra Mondiale. Nel 1942 vengono deportati a Terezin dove la loro storia si intreccia con le incredibili vicende dei tanti artisti e intellettuali rinchiusi nel ghetto.

Eccellenze umane ed artistiche del centro Europa che, durante la guerra, realizzarono centinaia di produzioni musicali – ancora oggi rappresentate ed uniche al mondo – riuscendo a far divenire l’arte uno strumento di sopravvivenza per migliaia di persone segregate.

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