TERRORE A PARIGI UN UOMO ACCOLTELLA SEI PERSONE A GARE DU NORD

A Parigi, ieri mattina, un uomo ha accoltellato sei persone alla stazione Gare du Nord, snodo fondamentale per i trasporti locali e per i treni diretti a Londra e al nord Europa.
L’attacco – durato appena un minuto prima dell’intervento della polizia – è stato molto violento, come ha sottolineato anche il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin,
L’uomo alle ore 6.42 circa, privo di documenti e dunque ancora non identificato, si è gettato su un passante all’ingresso della stazione dei treni pugnalandolo 15 volte con uno scalpello.
Successivamente, è entrato all’interno della stazione e ha attaccato quattro civili e un agente di polizia.
Le urla hanno allertato due agenti che sono immediatamente intervenuti in soccorso del collega.
Un ufficiale della guardia di frontiera francese, nel tentativo di bloccare l’aggressore, è stato pugnalato alla schiena senza riportare ferite profonde grazie al giubbotto antiproiettile.
Alle 6.43, i poliziotti (che stavano tornado a casa da un turno e quindi si trovavano in borghese) hanno aperto il fuoco sul sospettato riuscendo ad arrestarlo.
L’uomo, colpito al torace, al momento si trova in ospedale “fra la vita e la morte”, come ha riportato il ministro Darmanin.
I funzionari hanno fatto sapere che la vittima accoltellata fuori dalla stazione è l’unica ad essere in gravi condizioni.
Non sono invece in pericolo di vita le altre persone coinvolte.
Darmanin ha affermato che il pronto intervento degli agenti fuori servizio è stato cruciale, e ha elogiato la polizia e tutto il personale di sicurezza della Sncf, l’operatore ferroviario statale.
“Un individuo ha ferito diverse persone questa mattina alla Gare du Nord”, ha scritto su Twitter Darmanin.
“È stato rapidamente neutralizzato. Grazie alla polizia per la loro risposta efficace e coraggiosa”.
Darmanin, in mattinata, ha visitato la scena insieme al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e al ministro dei Trasporti, Clément Beaune.
Per le autorità non si è trattato di un atto terroristico: la procura parigina ha affidato alla polizia giudiziaria un’inchiesta per tentato omicidio.
La Francia, come è noto, rimane in uno stato di massima allerta dopo i molteplici attacchi di radicali islamici iniziati nel 2015. Di questi, sconvolsero particolarmente l’opinione pubblicaquello di gennaio 2015, presso la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, in cui persero la vita 12 persone, e la strage del Bataclan, a novembre dello stesso anno, durante la quale furono uccise 90 persone. Quest’ultima è considerata la più cruenta aggressione in territorio francese dalla seconda guerra mondiale.
Lo spaventoso episodio di ieri, però, nello specifico, è stato affidato alle indagini della polizia di Parigi e non a quella antiterrorismo.
Sarà poi compito dei magistrati, nelle prossime ore e giorni, decidere come classificarlo.
Lo scorso febbraio ci fu un altro attacco alla Gare du Nord, sempre senza motivi terroristici: la polizia francese, in quell’occasione, sparò e uccise un uomo che aveva accoltellato due agenti, provocando loro lievi ferite.
Insomma Parigi ripiomba nella paura.
Poco tempo fa, lo scorso 23 dicembre, al 16 di Rue d’Enghien, nel 10° arrondissement, un pensionato francese con alle spalle diversi episodi di razzismo e xenofobia, ha sparato in strada davanti al centro culturale curdo, Ahmet-Kaya , uccidendo tre persone e ferendone altre tre.
Il killer, al momento in carcere, ha esplicitamente ammesso di voler colpire quanti più stranieri possibile.
Tra i due avvenimenti c’è un solo, piccolo, sinistro “legame”: il colpevole, un militante in gruppi di estrema destra già noto alle forze dell’ordine, era un pensionato della Sncf, la compagnia ferroviaria nazionale francese.
A Parigi, ieri mattina, un uomo ha accoltellato sei persone alla stazione Gare du Nord, snodo fondamentale per i trasporti locali e per i treni diretti a Londra e al nord Europa.
L’attacco – durato appena un minuto prima dell’intervento della polizia – è stato molto violento, come ha sottolineato anche il ministro dell’Interno francese, Gerald Darmanin,
L’uomo alle ore 6.42 circa, privo di documenti e dunque ancora non identificato, si è gettato su un passante all’ingresso della stazione dei treni pugnalandolo 15 volte con uno scalpello.
Successivamente, è entrato all’interno della stazione e ha attaccato quattro civili e un agente di polizia.
Le urla hanno allertato due agenti che sono immediatamente intervenuti in soccorso del collega.
Un ufficiale della guardia di frontiera francese, nel tentativo di bloccare l’aggressore, è stato pugnalato alla schiena senza riportare ferite profonde grazie al giubbotto antiproiettile.
Alle 6.43, i poliziotti (che stavano tornado a casa da un turno e quindi si trovavano in borghese) hanno aperto il fuoco sul sospettato riuscendo ad arrestarlo.
L’uomo, colpito al torace, al momento si trova in ospedale “fra la vita e la morte”, come ha riportato il ministro Darmanin.
I funzionari hanno fatto sapere che la vittima accoltellata fuori dalla stazione è l’unica ad essere in gravi condizioni.
Non sono invece in pericolo di vita le altre persone coinvolte.
Darmanin ha affermato che il pronto intervento degli agenti fuori servizio è stato cruciale, e ha elogiato la polizia e tutto il personale di sicurezza della Sncf, l’operatore ferroviario statale.
“Un individuo ha ferito diverse persone questa mattina alla Gare du Nord”, ha scritto su Twitter Darmanin.
“È stato rapidamente neutralizzato. Grazie alla polizia per la loro risposta efficace e coraggiosa”.
Darmanin, in mattinata, ha visitato la scena insieme al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, e al ministro dei Trasporti, Clément Beaune.
Per le autorità non si è trattato di un atto terroristico: la procura parigina ha affidato alla polizia giudiziaria un’inchiesta per tentato omicidio.
La Francia, come è noto, rimane in uno stato di massima allerta dopo i molteplici attacchi di radicali islamici iniziati nel 2015. Di questi, sconvolsero particolarmente l’opinione pubblicaquello di gennaio 2015, presso la redazione del giornale satirico Charlie Hebdo, in cui persero la vita 12 persone, e la strage del Bataclan, a novembre dello stesso anno, durante la quale furono uccise 90 persone. Quest’ultima è considerata la più cruenta aggressione in territorio francese dalla seconda guerra mondiale.
Lo spaventoso episodio di ieri, però, nello specifico, è stato affidato alle indagini della polizia di Parigi e non a quella antiterrorismo.
Sarà poi compito dei magistrati, nelle prossime ore e giorni, decidere come classificarlo.
Lo scorso febbraio ci fu un altro attacco alla Gare du Nord, sempre senza motivi terroristici: la polizia francese, in quell’occasione, sparò e uccise un uomo che aveva accoltellato due agenti, provocando loro lievi ferite.
Insomma Parigi ripiomba nella paura.
Poco tempo fa, lo scorso 23 dicembre, al 16 di Rue d’Enghien, nel 10° arrondissement, un pensionato francese con alle spalle diversi episodi di razzismo e xenofobia, ha sparato in strada davanti al centro culturale curdo, Ahmet-Kaya , uccidendo tre persone e ferendone altre tre.
Il killer, al momento in carcere, ha esplicitamente ammesso di voler colpire quanti più stranieri possibile.
Tra i due avvenimenti c’è un solo, piccolo, sinistro “legame”: il colpevole, un militante in gruppi di estrema destra già noto alle forze dell’ordine, era un pensionato della Sncf, la compagnia ferroviaria nazionale francese.
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