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Frana sulla Tofana, l’allarme degli esperti

La frana della Tofana rappresenta un nuovo segnale della fragilità di un ambiente montano

di Gianluca Pascutti -

@ANSAfoto


Un enorme distacco di roccia ha interessato la Tofana di Dentro, sopra Cortina d’Ampezzo, riportando l’attenzione sulla crescente instabilità delle montagne dolomitiche. La frana, avvenuta lungo le pareti settentrionali del massiccio, ha sollevato una vasta nube di polvere visibile anche a grande distanza e ha fatto scattare immediatamente le verifiche di sicurezza nell’area.

Il crollo sulla Tofana di Dentro

Il movimento franoso si è verificato ieri pomeriggio e ha coinvolto una porzione della parete nord della montagna. In un primo momento le operazioni di controllo sono state rese difficili dalla grande quantità di polvere rimasta sospesa nell’aria. La zona interessata si trova sopra la Val Travenanzes, una delle aree più frequentate dagli escursionisti durante la stagione estiva e autunnale. Per ragioni di sicurezza è stata disposta la chiusura del sentiero che attraversa la valle, mentre i tecnici continuano a monitorare l’evoluzione del versante. Le ricognizioni aeree effettuate successivamente hanno escluso il coinvolgimento di persone. Non risultano infatti feriti né dispersi.

Perché le montagne stanno cedendo

L’episodio riaccende il dibattito sulle condizioni delle montagne alpine. Secondo diversi geologi, le Dolomiti stanno attraversando una fase particolarmente delicata dal punto di vista geomorfologico. Tra i fattori osservati dagli esperti c’è la forte escursione termica, ovvero la differenza tra le temperature del giorno e quelle della notte. Questo fenomeno sottopone le rocce a continui cicli di espansione e contrazione. Nel tempo le fratture presenti nei versanti tendono ad allargarsi. I blocchi rocciosi diventano così sempre più instabili fino a raggiungere il punto di rottura. Le pareti esposte a nord sembrano particolarmente sensibili a questi processi. Anche altri importanti crolli registrati negli ultimi anni sulle Dolomiti hanno interessato settori con caratteristiche simili.

Un fenomeno che preoccupa

Gli specialisti parlano di montagne sempre più stressate. Il problema non riguarda soltanto i singoli episodi, ma una tendenza che viene osservata con crescente attenzione. La combinazione tra variazioni termiche, eventi meteorologici intensi e trasformazioni dell’ambiente alpino può accelerare il deterioramento delle pareti rocciose. Per questo motivo il monitoraggio diventa fondamentale nelle aree più frequentate. Ogni frana rappresenta un caso specifico e richiede analisi approfondite. Tuttavia, il nuovo crollo sulla Tofana di Dentro conferma quanto i versanti delle Dolomiti siano oggi soggetti a continui cambiamenti.

Area sotto osservazione

Dopo il distacco, i controlli hanno evidenziato la presenza di ulteriori scariche di materiale. Proprio questo elemento ha spinto le autorità a mantenere alta l’attenzione sulla zona. Le verifiche proseguiranno anche nei prossimi giorni per valutare la stabilità della parete e l’eventuale rischio di nuovi cedimenti. Nel frattempo, resta valido l’invito alla prudenza per chi frequenta i sentieri dell’area ampezzana.

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