Tommasi “Aggressione non rispecchia i valori inclusivi della città

“Questi fatti non rispecchiano certo l’anima democratica di Verona e i responsabili vanno perseguiti secondo le norme della Repubblica. Si tratta di un piccolo gruppo di persone che fa molto rumore, ma i veronesi non sono certo questi, anzi, la nostra gente ha sempre fatto dell’accoglienza un valore”. Damiano Tommasi, il sindaco ex campione della Roma tricolore, non l’ha proprio digerito il raid di Casapound martedì sera dopo Marocco-Spagna, contro i supporter nordafricani che festeggiavano. Tommasi non ci sta oltre che per la violenza gratuita in sé a carico di cittadini, immigrati marocchini e figli di immigrati nati a Verona, cui ha dato la sua solidarietà e della città, che avevano l’unica colpa di festeggiare per il successo della loro nazionale, anche perché ancora una volta Verona torna all’attenzione delle cronache nazionali per violenze legate all’estrema destra. Negli anni Novanta del secolo scorso erano state più d’una le indagini contro i naziskin aperte della magistratura veronese, senza tornare indietro alla strategia della tensione e alla Rosa dei Venti che a Verona avevano scritto pagine poco commendevoli per la nostra democrazia. In epoca più recente ci sono state aggressioni, alcune delle quali anche con esito tragico. Su tutte quelle costata la vita a a Nicola Tommasoli.
Si comprende perché il sindaco-calciatore era molto deluso, anche se osserva che si tratta di poche persone rispetto al tessuto democratico di una città che ha la forza di emarginare chi non rispetta le regole della dialettica democratica. “Naturalmente mi dispiace per quello che è successo, sebbene sia l’opera di una piccola minoranza di persone – ha spiegato ai cronisti nei giorni scorsi -, anche perché si è turbata la festa di una comunità che vive Verona con gli stessi diritti e doveri degli altri cittadini “. Il sindaco si è complimentato con l’operato delle forze dell’ordine ed ha ribadito che la forza dello sport dev’essere quella di mettere in minoranza i violenti. Ieri pomeriggio alla manifestazione democratica contro il pestaggio di martedì erano presenti anche rappresentanti dell’amministrazione comunale. A cominciare dalla vicesindaca Barbara Bissoli.
«Il mio intervento – ha detto – vuole sottolineare e rimarcare quanto già ribadito dal nostro sindaco
Tommasi e dall’assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità, Jacopo Buffolo, cioè testimoniare la vicinanza e la solidarietà dell’Amministrazione comunale e di tutta la città . Verona non è quella dei fatti di martedì scorso, perché è una città che ha girato pagina ed è inclusiva. Voglio sottolineare la riprovazione per quanto accaduto, assolutamente fuori luogo perché la violenza non è mai motivata ed è sempre esecrabile”. Da parte sua il primo cittadino ha osservato che parlerà in giunta dell’eventuale costituzione del Comune come parte civile al processo contro i responsabili del pestaggio e dei danneggiamenti. Tommasi e la sua giunta vogliono ribadire a chiare lettere che Verona non solo è una città inclusiva, ma che l’utilizzo degli spazi pubblici da parte di tutti per iniziative culturali e politiche è nel dna della sua amministrazione.

“Questi fatti non rispecchiano certo l’anima democratica di Verona e i responsabili vanno perseguiti secondo le norme della Repubblica. Si tratta di un piccolo gruppo di persone che fa molto rumore, ma i veronesi non sono certo questi, anzi, la nostra gente ha sempre fatto dell’accoglienza un valore”. Damiano Tommasi, il sindaco ex campione della Roma tricolore, non l’ha proprio digerito il raid di Casapound martedì sera dopo Marocco-Spagna, contro i supporter nordafricani che festeggiavano. Tommasi non ci sta oltre che per la violenza gratuita in sé a carico di cittadini, immigrati marocchini e figli di immigrati nati a Verona, cui ha dato la sua solidarietà e della città, che avevano l’unica colpa di festeggiare per il successo della loro nazionale, anche perché ancora una volta Verona torna all’attenzione delle cronache nazionali per violenze legate all’estrema destra. Negli anni Novanta del secolo scorso erano state più d’una le indagini contro i naziskin aperte della magistratura veronese, senza tornare indietro alla strategia della tensione e alla Rosa dei Venti che a Verona avevano scritto pagine poco commendevoli per la nostra democrazia. In epoca più recente ci sono state aggressioni, alcune delle quali anche con esito tragico. Su tutte quelle costata la vita a a Nicola Tommasoli.
Si comprende perché il sindaco-calciatore era molto deluso, anche se osserva che si tratta di poche persone rispetto al tessuto democratico di una città che ha la forza di emarginare chi non rispetta le regole della dialettica democratica. “Naturalmente mi dispiace per quello che è successo, sebbene sia l’opera di una piccola minoranza di persone – ha spiegato ai cronisti nei giorni scorsi -, anche perché si è turbata la festa di una comunità che vive Verona con gli stessi diritti e doveri degli altri cittadini “. Il sindaco si è complimentato con l’operato delle forze dell’ordine ed ha ribadito che la forza dello sport dev’essere quella di mettere in minoranza i violenti. Ieri pomeriggio alla manifestazione democratica contro il pestaggio di martedì erano presenti anche rappresentanti dell’amministrazione comunale. A cominciare dalla vicesindaca Barbara Bissoli.
«Il mio intervento – ha detto – vuole sottolineare e rimarcare quanto già ribadito dal nostro sindaco
Tommasi e dall’assessore alle Politiche giovanili e Pari opportunità, Jacopo Buffolo, cioè testimoniare la vicinanza e la solidarietà dell’Amministrazione comunale e di tutta la città . Verona non è quella dei fatti di martedì scorso, perché è una città che ha girato pagina ed è inclusiva. Voglio sottolineare la riprovazione per quanto accaduto, assolutamente fuori luogo perché la violenza non è mai motivata ed è sempre esecrabile”. Da parte sua il primo cittadino ha osservato che parlerà in giunta dell’eventuale costituzione del Comune come parte civile al processo contro i responsabili del pestaggio e dei danneggiamenti. Tommasi e la sua giunta vogliono ribadire a chiare lettere che Verona non solo è una città inclusiva, ma che l’utilizzo degli spazi pubblici da parte di tutti per iniziative culturali e politiche è nel dna della sua amministrazione.

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