Torna la Belloni, lo stop di Renzi

A fine giornata torna in corsa il nome di Elisabetta Belloni. Il capo del Dis risponde all’identikit tracciato da Salvini e Conte. All’uscita del vertice a tre con Letta, i leader di Lega e 5stelle lanciano all’unisono la candidatura della numero uno dei Servizi Segreti, pur non nominandola mai. “Ho avuto diversi incontri in giornata, sto lavorando, conto che a breve ci sia una presidente donna in gamba”, detta Salvini ai cronisti, assicurando di essere fiducioso. Dopo qualche minuto gli fa da sponda Conte: “Spero che da parte delle forze politiche ci sia la sensibilità per avere finalmente la possibilità di eleggere un Presidente della Repubblica donna”.

Ma non tutti sono d’accordo. Anzi, c’è un partito trasversale che osteggia decisamente la candidatura Belloni. Se ne fa interprete Matteo Renzi: “Non penso che sia minimamente possibile votare la capo dei Servizi segreti alla presidenza della Repubblica: non sta né in cielo né in terra. Se è il suo nome proporremo di non votarlo”, dichiara il leader di Iv.

Ma Salvini tira dritto e, dopo la bocciatura in Aula della Casellati, incontra Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Fi e Licia Ronzulli per dare, come suggeriscono dalla Lega, “una risposta positiva al Paese, di altro livello e al di fuori dei partiti, superando veti e perdite di tempo”. La Belloni, insomma.

L’unico a stare coperto, in questa fase, è Enrico Letta, che all’uscita dal vertice con Salvini e Conte si limita a dire: “Siamo pronti a discutere anche tutta la notte, ma non è semplice. Sono ottimista, non molto ottimista, nel senso che stiamo lavorando, stiamo discutendo ed è importante che si sia aperto un dialogo”.

In precedenza Salvini aveva visto anche Draghi, sul quale però resta la contrarietà di Fratelli d’Italia: “Se vogliono votarsi Draghi lo facciano, noi non lo votiamo” fa sapere Ignazio La Russa.

A fine giornata torna in corsa il nome di Elisabetta Belloni. Il capo del Dis risponde all’identikit tracciato da Salvini e Conte. All’uscita del vertice a tre con Letta, i leader di Lega e 5stelle lanciano all’unisono la candidatura della numero uno dei Servizi Segreti, pur non nominandola mai. “Ho avuto diversi incontri in giornata, sto lavorando, conto che a breve ci sia una presidente donna in gamba”, detta Salvini ai cronisti, assicurando di essere fiducioso. Dopo qualche minuto gli fa da sponda Conte: “Spero che da parte delle forze politiche ci sia la sensibilità per avere finalmente la possibilità di eleggere un Presidente della Repubblica donna”.

Ma non tutti sono d’accordo. Anzi, c’è un partito trasversale che osteggia decisamente la candidatura Belloni. Se ne fa interprete Matteo Renzi: “Non penso che sia minimamente possibile votare la capo dei Servizi segreti alla presidenza della Repubblica: non sta né in cielo né in terra. Se è il suo nome proporremo di non votarlo”, dichiara il leader di Iv.

Ma Salvini tira dritto e, dopo la bocciatura in Aula della Casellati, incontra Antonio Tajani, coordinatore nazionale di Fi e Licia Ronzulli per dare, come suggeriscono dalla Lega, “una risposta positiva al Paese, di altro livello e al di fuori dei partiti, superando veti e perdite di tempo”. La Belloni, insomma.

L’unico a stare coperto, in questa fase, è Enrico Letta, che all’uscita dal vertice con Salvini e Conte si limita a dire: “Siamo pronti a discutere anche tutta la notte, ma non è semplice. Sono ottimista, non molto ottimista, nel senso che stiamo lavorando, stiamo discutendo ed è importante che si sia aperto un dialogo”.

In precedenza Salvini aveva visto anche Draghi, sul quale però resta la contrarietà di Fratelli d’Italia: “Se vogliono votarsi Draghi lo facciano, noi non lo votiamo” fa sapere Ignazio La Russa.

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