Tre prostitute uccise a coltellate: l’ombra del serial killer

Una mattinata di sangue nel quartiere romano di Prati. E l’ombra di un unico assassino, forse un serial killer provetto, che avrebbe prima ucciso due prostitute in via Augusto Riboty e che, un’ora dopo, potrebbe aver scatenato la sua furia omicida contro un trans in via Durazzo. L’allarme è scattata intorno alle 11, quando il custode del condominio di via Riboty, a poca distanza dalla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, ha scoperto il corpo di una donna riverso nel sangue, sul pianerottolo del secondo piano. Quando la polizia è intervenuta sulla scena, ha subito accertato che la vittima, una prostituta cinese, era stata uccisa a coltellate. Così gli inquirenti hanno proceduto ad aprire la porta dell’appartamento, trasformato da anni in una casa d’appuntamenti, e si sono trovati davanti a un altro omicidio.
Anche un’altra massaggiatrice asiatica era stata ammazzata con dei fendenti. Neanche il tempo di eseguire i rilievi scientifici sulla scena del delitto che, da via Teulada, è scattato un nuovo allarme. Alle 12.30 una signora ha chiamato il 113 tra le lacrime. Entrata nell’appartamento della sua amica Marta Castano, un trans colombiano di 65 anni, ha scoperto una macabra scena: la vittima era morta nel suo letto, con una profonda ferita da taglio al petto. A quel punto, sulla base dei primi riscontri sulle lesioni e anche prendendo in considerazione la breve distanza tra i due luoghi del delitto, agli investigatori è sorto il dubbio: a impugnare la lama lunga contro le tre vittime può essere stata la stessa mano. Sono in corso gli approfondimenti investigativi e in queste ore testimoni, conoscenti e residenti vengono ascoltati. L’obiettivo è quello di trovare un punto di contatto tra le cinesi e la colombiana. Magari un cliente abituale, che possa essere stato visto da qualcuno negli stessi luoghi dei delitti, o forse un nuovo frequentatore che potrebbe essere stato ripreso dalle immagini delle telecamere. E a Roma si è scatenato il panico, per il timore che nella zona sia in azione un serial killer delle prostitute.

Una mattinata di sangue nel quartiere romano di Prati. E l’ombra di un unico assassino, forse un serial killer provetto, che avrebbe prima ucciso due prostitute in via Augusto Riboty e che, un’ora dopo, potrebbe aver scatenato la sua furia omicida contro un trans in via Durazzo. L’allarme è scattata intorno alle 11, quando il custode del condominio di via Riboty, a poca distanza dalla cittadella giudiziaria di piazzale Clodio, ha scoperto il corpo di una donna riverso nel sangue, sul pianerottolo del secondo piano. Quando la polizia è intervenuta sulla scena, ha subito accertato che la vittima, una prostituta cinese, era stata uccisa a coltellate. Così gli inquirenti hanno proceduto ad aprire la porta dell’appartamento, trasformato da anni in una casa d’appuntamenti, e si sono trovati davanti a un altro omicidio.
Anche un’altra massaggiatrice asiatica era stata ammazzata con dei fendenti. Neanche il tempo di eseguire i rilievi scientifici sulla scena del delitto che, da via Teulada, è scattato un nuovo allarme. Alle 12.30 una signora ha chiamato il 113 tra le lacrime. Entrata nell’appartamento della sua amica Marta Castano, un trans colombiano di 65 anni, ha scoperto una macabra scena: la vittima era morta nel suo letto, con una profonda ferita da taglio al petto. A quel punto, sulla base dei primi riscontri sulle lesioni e anche prendendo in considerazione la breve distanza tra i due luoghi del delitto, agli investigatori è sorto il dubbio: a impugnare la lama lunga contro le tre vittime può essere stata la stessa mano. Sono in corso gli approfondimenti investigativi e in queste ore testimoni, conoscenti e residenti vengono ascoltati. L’obiettivo è quello di trovare un punto di contatto tra le cinesi e la colombiana. Magari un cliente abituale, che possa essere stato visto da qualcuno negli stessi luoghi dei delitti, o forse un nuovo frequentatore che potrebbe essere stato ripreso dalle immagini delle telecamere. E a Roma si è scatenato il panico, per il timore che nella zona sia in azione un serial killer delle prostitute.

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