Trieste, identificato un falso coach che adescava minorenni sui social

L’uomo induceva le giovani vittime a pratiche di dimagrimento e atti autolesionistici. Al vaglio degli inquirenti il materiale sequestrato sui suoi dispositivi

Avviata in seguito alla segnalazione di una ragazzina di 15 anni, da tempo degente in ospedale per disturbi del comportamento alimentare e patologie conseguenti ad atti anti-conservativi, l’operazione Free Angels della polizia postale di Trieste e Udine ha visto l’identificazione di un uomo che, già condannato per pornografia minorile, si presentava come “coach”.

E’ stato dunque grazie alla giovane, che ha trovato il coraggio di denunciare quanto accaduto, che gli inquirenti sono riusciti ad individuare il profilo di una persona che, definitosi coach, aveva agganciato decine di minorenni convincendoli a pericolose pratiche di dimagrimento. Tra i consigli dati – riferisce la polizia – quello di non assumere più di 500 calorie al giorno, di bere molta acqua per calmare il senso di fame e di fare docce gelate per stimolare l’organismo ad un maggiore dispendio energetico.

Inquietanti le chat tra la ragazza e il “coach” recuperate dagli inquirenti con il consenso della vittima. Chat in cui la minore, all’insaputa dei genitori, inviava all’uomo contenuti multimediali testimonianti i cambiamenti del corpo in dimagrimento. E non solo, perché a quanto risulta ci sono state anche richieste di natura pedo-pornografica in cambio di soldi e regali.

Le risultanze investigative, al vaglio della procura di Trieste, hanno portato all’emissione – riferisce adnkronos citando dichiarazioni degli investigatori – di un decreto di perquisizione eseguito il 9 giugno scorso. “Sono state rinvenute alcune chat di interesse investigativo. Su un nuovo profilo social aperto solo due giorni prima l’uomo aveva già agganciato otto ragazze per indurle a pratiche pericolose di dimagrimento. Alcune gli avevano inviato messaggi e foto anche durante l’attività di perquisizione”. Ora si sta lavorando per vagliare il materiale sequestrato e per identificare ulteriori eventuali vittime irretite dall’uomo e cadute nel mito della magrezza ad ogni costo.

“Con l’obiettivo di tutelare tutti i soggetti minorenni, siamo impegnati quotidianamente a incontri formativi e divulgativi nelle scuole, con ragazzi, insegnanti e genitori e al costante monitoraggio online” sottolinea la polizia. Che aggiunge: “Nella rete ci sono comunità virtuali che si stanno diffondendo a macchia d’olio” e che promuovono anoressia e bulimia tra i più giovani “attraverso consigli e informazioni da parte di coach che senza alcuna preparazione nella materia accompagnano gli adolescenti, in particolare le ragazze, alla loro meta finale. Quella di diventare magre a qualsiasi costo, anche se il rischio è la loro vita”.

Avviata in seguito alla segnalazione di una ragazzina di 15 anni, da tempo degente in ospedale per disturbi del comportamento alimentare e patologie conseguenti ad atti anti-conservativi, l’operazione Free Angels della polizia postale di Trieste e Udine ha visto l’identificazione di un uomo che, già condannato per pornografia minorile, si presentava come “coach”.

E’ stato dunque grazie alla giovane, che ha trovato il coraggio di denunciare quanto accaduto, che gli inquirenti sono riusciti ad individuare il profilo di una persona che, definitosi coach, aveva agganciato decine di minorenni convincendoli a pericolose pratiche di dimagrimento. Tra i consigli dati – riferisce la polizia – quello di non assumere più di 500 calorie al giorno, di bere molta acqua per calmare il senso di fame e di fare docce gelate per stimolare l’organismo ad un maggiore dispendio energetico.

Inquietanti le chat tra la ragazza e il “coach” recuperate dagli inquirenti con il consenso della vittima. Chat in cui la minore, all’insaputa dei genitori, inviava all’uomo contenuti multimediali testimonianti i cambiamenti del corpo in dimagrimento. E non solo, perché a quanto risulta ci sono state anche richieste di natura pedo-pornografica in cambio di soldi e regali.

Le risultanze investigative, al vaglio della procura di Trieste, hanno portato all’emissione – riferisce adnkronos citando dichiarazioni degli investigatori – di un decreto di perquisizione eseguito il 9 giugno scorso. “Sono state rinvenute alcune chat di interesse investigativo. Su un nuovo profilo social aperto solo due giorni prima l’uomo aveva già agganciato otto ragazze per indurle a pratiche pericolose di dimagrimento. Alcune gli avevano inviato messaggi e foto anche durante l’attività di perquisizione”. Ora si sta lavorando per vagliare il materiale sequestrato e per identificare ulteriori eventuali vittime irretite dall’uomo e cadute nel mito della magrezza ad ogni costo.

“Con l’obiettivo di tutelare tutti i soggetti minorenni, siamo impegnati quotidianamente a incontri formativi e divulgativi nelle scuole, con ragazzi, insegnanti e genitori e al costante monitoraggio online” sottolinea la polizia. Che aggiunge: “Nella rete ci sono comunità virtuali che si stanno diffondendo a macchia d’olio” e che promuovono anoressia e bulimia tra i più giovani “attraverso consigli e informazioni da parte di coach che senza alcuna preparazione nella materia accompagnano gli adolescenti, in particolare le ragazze, alla loro meta finale. Quella di diventare magre a qualsiasi costo, anche se il rischio è la loro vita”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli