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Salute

Tumore alla prostata: la prevenzione passa dal dialogo col medico e dalla conoscenza dei propri fattori di rischio

di Redazione -


di Gennaro Musi*

Ci sono controlli che facciamo perché abbiamo un sintomo e altri che facciamo proprio perché non abbiamo alcun sintomo. È una differenza fondamentale quando si parla di prevenzione: alcune malattie possono svilupparsi silenziosamente, senza dare segnali evidenti. È il caso del tumore della prostata, una delle neoplasie più frequenti nella popolazione maschile. La storia di Robert De Niro è significativa. Nel 2003, a 60 anni, l’attore scoprì di avere un tumore della prostata. Suo padre era morto della stessa malattia e De Niro ha raccontato di essersi sottoposto regolarmente ai controlli.

La sua esperienza porta al centro un elemento fondamentale: conoscere la propria storia familiare permette di parlare con il medico del proprio rischio e capire quali controlli siano più appropriati. Il PSA può essere uno degli strumenti utilizzati per valutare la salute della prostata, ma il suo significato va sempre interpretato dal medico nel contesto della storia clinica e dei fattori di rischio della persona. Un valore alterato non indica necessariamente la presenza di un tumore, ma può rendere necessari ulteriori accertamenti. Anche perché il tumore della prostata, nelle fasi iniziali, può non provocare sintomi. Per questo è importante non aspettare che sia un disturbo a portare un uomo dal medico.

Fattori di rischio, PSA e Follow the Blue: informarsi e prevenire

Da oltre 30 anni, la Fondazione Ieo-Monzino ETS sostiene la Ricerca clinica e sperimentale dell’Istituto Europeo di Oncologia e del Centro Cardiologico Monzino, finanziando direttamente progetti innovativi con l’obiettivo di trasformare i risultati della ricerca in nuove possibilità di cura. La Fondazione è altresì impegnata nella diffusione di informazioni sulla prevenzione e sulla diagnosi precoce dei tumori e delle malattie cardiovascolari, attraverso i media e i propri canali di comunicazione.

Il tumore della prostata è uno dei tumori più diffusi tra gli uomini ed è fortemente legato all’età: è più frequente dopo i 50 anni, soprattutto oltre i 60. Familiarità e predisposizione genetica sono tra i principali fattori di rischio. Anche uno stile di vita sano contribuisce alla salute generale: alimentazione equilibrata, attività fisica, peso adeguato, niente fumo e consumo moderato di alcol. Il tumore può svilupparsi senza sintomi nelle fasi iniziali. Per questo è importante parlare con il proprio medico e valutare, in base all’età e ai fattori di rischio individuali, i controlli più appropriati.

Tra gli strumenti utilizzati ci sono la visita urologica e il dosaggio del PSA, un esame del sangue che può indicare la necessità di ulteriori approfondimenti. Con Follow the Blue, la Fondazione Ieo-Monzino ETS promuove la consapevolezza sulla salute maschile e invita gli uomini a non trascurare la prevenzione e a confrontarsi con il proprio medico. Informarsi, prevenire, sostenere la Ricerca.

*Direttore Divisione Chirurgia Urologica IEO

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