Tutti gli uomini della presidente

“Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità”. Le parole di Albus Silente, provenienti dal mondo fantasy di Harry Potter, possono essere più che utili alla neo premier Meloni. Dopo aver ricoperto quell’incarico, esclusivamente per le sue qualità, il presidente del Consiglio dovrà mostrare, attraverso le decisioni e quindi le persone che la affiancheranno, il proprio modello di Paese. Ecco perché il Giorgia Power (staff, ministri, sottosegretari e commissioni) è la chiave per capire cosa ci aspetta nei prossimi mesi.

Inner circle

Ogni leader ha un cerchio magico, una serie di uomini e donne ombra. In questa categoria, nel caso della politica romana, può certamente rientrare la storica assistente della numero uno di Fdi Fabrizia Scurti. Sulla carta sarà solo la direttrice amministrativa, ma nei fatti molto di più. Non esiste, poi, più fedelissima di una sorella. Non è da escludere quindi che Arianna, oltre a continuare a svolgere il ruolo di consigliera, possa avere una funzione che vada oltre il Think Tank di Giovanbattista Fazzolari, il Gianni Letta della politica romana, designato sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Nel “gotha rosa” pure le deputate Sara Kelany e Chiara Colosimo. Da capire, poi, cosa succederà in ambito comunicazione. Oltre all’addetta stampa di sempre Giovanna Ianniello e al responsabile del partito Paolo Quadrozzi, occorrerà trovare il successore di Paola Ansuini. Secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere il vice-caporedattore di Sky Tg24 Andrea Bonini. Il social media menager, invece, sarà quasi certamente Tommaso Longobardi, già dipendente della Casaleggio Associati.

Ministri e capi di gabinetto

La maggior parte del nuovo esecutivo, come tutti sappiamo, è composto da meloniani. Su 24 ministri, 9 provengono da Fdi, 5 i tecnici (indicati o in linea di massima vicini al partito più votato dagli italiani), i leghisti e i forzisti (di cui almeno due in rottura con Berlusconi). Tale schema, quindi, rispecchierà quei burocrati, che condizioneranno e non poco la vita dello Stato. Gaetano Caputi, fedelissimo di Tremonti, non dimenticato mai da Giorgia e in corsa per la presidenza della Commissione Finanze, dovrebbe essere il capo di gabinetto della nuova premier. Alfredo Storto, già responsabile dell’Ufficio Legislativo al Mise, è in pole per affiancare Salvini alle Infrastrutture. Roberto Cingolani sarà il consulente unico per quanto riguarda l’Energia.

Il sottogoverno

Dopo il toto governo, inizia subito quello per i sottosegretari. Alcune caselle, intanto, sembrano già essere assegnate. Partendo dagli azzurri, diverse le richieste del Cav. Francesco Paolo Sisto, salvo sorprese, affiancherà Nordio alla Giustizia. Restano, al contrario, apertissimi i nodi Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, che dopo essere stati esclusi dalla partita per i dicasteri, potrebbero essere protagonisti nella successiva. Stesso discorso vale per Valentino Valentini, indicato da Berlusconi per gli Esteri, Gregorio Fontana, Matilde Siracusano, scelta per il Sud, Francesco Battistoni, che intende restare all’Agricoltura, il cognato di Tajani ed ex capogruppo Paolo Barelli (punta a diventare il numero due del Viminale) e Debora Bergamini, sponsorizzata per i Rapporti col Parlamento. Per questa funzione in corsa anche il centrista Maurizio Lupi, che certamente avrà un ruolo nel sotto-esecutivo. Tra i moderati uno spazio potrebbero ritagliarselo pure il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, Antonio De Poli, così come un uomo di Brugnaro. Per la Lega, potrebbero esserci diverse riconferme. Basti pensare a Vania Gava, Edoardo Rixi, Federico Freni, Nicola Molteni e Alessandro Morelli (a cui sarebbe stata promessa una casella al Mibact). Le novità tra i verdi dovrebbero essere Nino Minardo, Valeria Sudano, Lucia Borgonzoni e Michele Marone. Per Fdi, infine, sembrano esserci certi Maurizio Leo al Mef, Gianni Berrino al Turismo e Maurizio Gemmato alla Salute. Le new entry, invece, potrebbero essere Paola Frassinetti, in corsa per l’Istruzione ed Edmondo Cirielli, in lizza per diventare vice ministro (agli Esteri o alla Difesa). Nella mischia pure Alessio Butti e Gianfranco Rotondi. La premier dovrebbe tenersi per sé la delega ai Servizi Segreti. 

“Sono le scelte che facciamo che dimostrano quel che siamo veramente, molto più delle nostre capacità”. Le parole di Albus Silente, provenienti dal mondo fantasy di Harry Potter, possono essere più che utili alla neo premier Meloni. Dopo aver ricoperto quell’incarico, esclusivamente per le sue qualità, il presidente del Consiglio dovrà mostrare, attraverso le decisioni e quindi le persone che la affiancheranno, il proprio modello di Paese. Ecco perché il Giorgia Power (staff, ministri, sottosegretari e commissioni) è la chiave per capire cosa ci aspetta nei prossimi mesi.

Inner circle

Ogni leader ha un cerchio magico, una serie di uomini e donne ombra. In questa categoria, nel caso della politica romana, può certamente rientrare la storica assistente della numero uno di Fdi Fabrizia Scurti. Sulla carta sarà solo la direttrice amministrativa, ma nei fatti molto di più. Non esiste, poi, più fedelissima di una sorella. Non è da escludere quindi che Arianna, oltre a continuare a svolgere il ruolo di consigliera, possa avere una funzione che vada oltre il Think Tank di Giovanbattista Fazzolari, il Gianni Letta della politica romana, designato sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Nel “gotha rosa” pure le deputate Sara Kelany e Chiara Colosimo. Da capire, poi, cosa succederà in ambito comunicazione. Oltre all’addetta stampa di sempre Giovanna Ianniello e al responsabile del partito Paolo Quadrozzi, occorrerà trovare il successore di Paola Ansuini. Secondo le ultime indiscrezioni, dovrebbe essere il vice-caporedattore di Sky Tg24 Andrea Bonini. Il social media menager, invece, sarà quasi certamente Tommaso Longobardi, già dipendente della Casaleggio Associati.

Ministri e capi di gabinetto

La maggior parte del nuovo esecutivo, come tutti sappiamo, è composto da meloniani. Su 24 ministri, 9 provengono da Fdi, 5 i tecnici (indicati o in linea di massima vicini al partito più votato dagli italiani), i leghisti e i forzisti (di cui almeno due in rottura con Berlusconi). Tale schema, quindi, rispecchierà quei burocrati, che condizioneranno e non poco la vita dello Stato. Gaetano Caputi, fedelissimo di Tremonti, non dimenticato mai da Giorgia e in corsa per la presidenza della Commissione Finanze, dovrebbe essere il capo di gabinetto della nuova premier. Alfredo Storto, già responsabile dell’Ufficio Legislativo al Mise, è in pole per affiancare Salvini alle Infrastrutture. Roberto Cingolani sarà il consulente unico per quanto riguarda l’Energia.

Il sottogoverno

Dopo il toto governo, inizia subito quello per i sottosegretari. Alcune caselle, intanto, sembrano già essere assegnate. Partendo dagli azzurri, diverse le richieste del Cav. Francesco Paolo Sisto, salvo sorprese, affiancherà Nordio alla Giustizia. Restano, al contrario, apertissimi i nodi Licia Ronzulli e Alessandro Cattaneo, che dopo essere stati esclusi dalla partita per i dicasteri, potrebbero essere protagonisti nella successiva. Stesso discorso vale per Valentino Valentini, indicato da Berlusconi per gli Esteri, Gregorio Fontana, Matilde Siracusano, scelta per il Sud, Francesco Battistoni, che intende restare all’Agricoltura, il cognato di Tajani ed ex capogruppo Paolo Barelli (punta a diventare il numero due del Viminale) e Debora Bergamini, sponsorizzata per i Rapporti col Parlamento. Per questa funzione in corsa anche il centrista Maurizio Lupi, che certamente avrà un ruolo nel sotto-esecutivo. Tra i moderati uno spazio potrebbero ritagliarselo pure il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa, Antonio De Poli, così come un uomo di Brugnaro. Per la Lega, potrebbero esserci diverse riconferme. Basti pensare a Vania Gava, Edoardo Rixi, Federico Freni, Nicola Molteni e Alessandro Morelli (a cui sarebbe stata promessa una casella al Mibact). Le novità tra i verdi dovrebbero essere Nino Minardo, Valeria Sudano, Lucia Borgonzoni e Michele Marone. Per Fdi, infine, sembrano esserci certi Maurizio Leo al Mef, Gianni Berrino al Turismo e Maurizio Gemmato alla Salute. Le new entry, invece, potrebbero essere Paola Frassinetti, in corsa per l’Istruzione ed Edmondo Cirielli, in lizza per diventare vice ministro (agli Esteri o alla Difesa). Nella mischia pure Alessio Butti e Gianfranco Rotondi. La premier dovrebbe tenersi per sé la delega ai Servizi Segreti. 

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli