Cinema

Tutti i misteri e i segreti di quel tale Liberato

di Riccardo Manfredelli -


«Sarai arrabbiato perché non ti dico chi sono. Dopo tutto questo casino, te lo dico così? Il mio segreto è la mia storia». E “Il Segreto di Liberato” la racconta attingendo a una molteplicità di linguaggi, l’animazione e il documentario su tutti.
Il film è inoltre ricco di testimonianze che raccontano il “dietro le quinte” del fenomeno musicale più imprendibile dell’ultimo lustro; le coordina Francesco Lettieri, regista di tutti i videoclip di Liberato nonché del suo “Segreto”: «Era dicembre del 2016 quando ho ricevuto questo messaggio anonimo a cui inizialmente non ho risposto. Abbiamo deciso di provarci, lavorando al videoclip di “9 maggio” durante le feste di Natale. Fece in pochi giorni un numero di visualizzazioni impressionante per un progetto indipendente». Da quel momento il successo è inarrestabile, anche in Europa: i suoi live fanno registrare ad ogni “chiamata” numeri mastodontici e ogni 9 maggio le pagine social di Liberato sono prese d’assalto nella speranza di un nuovo annuncio. «A memoria, non c’è altro artista che sia così legato ad una data specifica», notano gli addetti ai lavori. E’ questo il primo dei “perché” a cui “Il Segreto di Liberato” fornisce una risposta: alla fine del film, certamente non conosceremo l’identità del cantante il cui percorso fa da anello di congiunzione tra l’elettronica e la tradizione della canzone d’amore napoletana, ma avremo un quadro comunque più chiaro delle motivazioni che lo animano. Tutto è già “scritto” nel suo passato: meritno una menzione speciale Giuseppe Squillaci e Lorenzo Ceccotti (LRNZ) che con il loro straordinario lavoro sulle sequenze animate, hanno conferito nuova, vitalissima e autonoma dignità artistica ai flashback. La lotteria sull’identità di Liberato rimane aperta e ogni anno, con l’avvicinarsi del 9 maggio, si ripropone con maggiore intensità di traffico web. «Se Liberato si svelasse il suo successo finirebbe? Crediamo che ormai il pubblico abbia superato la questione dell’identità. E’ il messaggio quello che conta davvero, ed è arrivato»: che nell’epoca della iper-esposizione di sé, la vera rivoluzione è rimanere anonimi, lasciare che qualcos’altro parli per noi e a prescindere da noi. Come Mina, i Daft-Punk, Elena Ferrante o il “The New Pope” di Paolo Sorrentino. «Il fatto che nessuno sappia chi è Liberato, permette a tutti di credere di poter essere Liberato», che allora diventa sorta di entità immanente, simbolo e icona della napoletanità con i suoi “luoghi deputati”: Mater Dei, il Liceo “Genovesi”, la rotonda Diaz. Fingiamo che sapere chi sia Liberato non ci interessi, anzi prendiamo per buona la pista che porta a Gennaro Nocerino. Il “Segreto”, tuttavia, aggiunge mistero al mistero: chi è Lucia, musa dell’ultimo singolo del cantante incappucciato? Ceccotti fa ordine e spiega: «Abbiamo attentamente mischiato le carte per impedire al pubblico di risalire all’identità di Lucia. Non volevamo invadere la privacy di nessuno e abbiamo fatto di tutto per non creare problemi».


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