UCRAINA, LANDINI: CONTRARIO ALL’AUMENTO SPESA PER ARMAMENTI

“E’ una contraddizione quello che sta succedendo. Se di fronte alla scelta della Russia, la risposta nel mondo è quella di aumentare le spese per gli armamenti, personalmente non mi convince. Anche perché faccio notare che noi oggi avremmo bisogno di aumentare la spesa per la sanità pubblica, di investire sui vaccini in tutto il mondo”. Queste alcune delle parole dette da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a margine di un appuntamento a Napoli.
“Non penso che la strada migliore, in questa fase, sia quella di andare a un aumento della spesa in tutta Europa e nel mondo per gli armamenti. Non abbiamo bisogno di più armi, ma di più lavoro, più giustizia, di un modello che sia rispettoso dell’ambiente e di cambiare radicalmente il modello di sviluppo”.
Landini conclude: “E’ questa una delle ragioni per cui abbiamo chiesto al Governo di essere convocati perché banalmente è il momento di mettere in condizione le lavoratrici e i lavoratori di essere protagonisti di questo cambiamento e non semplicemente di subirlo”.

“E’ una contraddizione quello che sta succedendo. Se di fronte alla scelta della Russia, la risposta nel mondo è quella di aumentare le spese per gli armamenti, personalmente non mi convince. Anche perché faccio notare che noi oggi avremmo bisogno di aumentare la spesa per la sanità pubblica, di investire sui vaccini in tutto il mondo”. Queste alcune delle parole dette da Maurizio Landini, segretario generale della Cgil, a margine di un appuntamento a Napoli.
“Non penso che la strada migliore, in questa fase, sia quella di andare a un aumento della spesa in tutta Europa e nel mondo per gli armamenti. Non abbiamo bisogno di più armi, ma di più lavoro, più giustizia, di un modello che sia rispettoso dell’ambiente e di cambiare radicalmente il modello di sviluppo”.
Landini conclude: “E’ questa una delle ragioni per cui abbiamo chiesto al Governo di essere convocati perché banalmente è il momento di mettere in condizione le lavoratrici e i lavoratori di essere protagonisti di questo cambiamento e non semplicemente di subirlo”.

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