Ucraina, Landini: per fermare la guerra scendiamo tutti in piazza

In vista della mobilitazione nazionale “Europe for peace”, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha dichiarato: “La sofferenza della popolazione e le vittime civili aumentano di giorno in giorno, la minaccia nucleare è sempre più concreta. E’ tempo che chi detiene il potere comprenda che le guerre sono insostenibili dal punto di vista sociale, umano e climatico: è messa a repentaglio l`esistenza stessa del pianeta. Abbiamo da subito condannato l’aggressione russa e l`inaccettabile invasione dell`Ucraina, ci siamo fatti parte attiva per sostenere e soccorrere il popolo ucraino attraverso progetti di solidarietà realizzati anche con il sindacato locale. Continueremo ad essere concretamente solidali nei confronti dei rifugiati costretti ad abbandonare il proprio Paese e la propria occupazione, e in particolare nei confronti delle rifugiate, spesso vittime di violenze, discriminazioni, stupri e torture”.

Landini ha poi continuato: “il mondo del lavoro sta pagando un prezzo altissimo: l`inflazione ha raggiunto livelli insostenibili con conseguenze drammatiche sulle fasce sociali più povere, interi settori economici rischiano il collasso per mancanza di materie prime e per il caro energia, le crisi alimentari mondiali mettono a rischio Paesi già instabili. Chiediamo quindi l`immediato cessate il fuoco in Ucraina e l`apertura immediata di un reale negoziato. La diplomazia, con il pieno coinvolgimento delle Nazioni Unite, deve condurre ad una rapida soluzione politica del conflitto. La Cgil ripudia la guerra e continuerà a richiedere con convinzione una conferenza internazionale per la pace che impegni tutti gli Stati al rispetto del diritto internazionale, alla riduzione delle spese militari, all`eliminazione delle armi nucleari a favore di investimenti per combattere le povertà, per favorire la transizione ecologica e per garantire un lavoro dignitoso, facendo proprio l`appello di Papa Francesco che ha definito in più occasioni la guerra una scelta scellerata. La guerra non si può fermare con la guerra, per questa ragione invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione del 5 novembre a Roma”.

In vista della mobilitazione nazionale “Europe for peace”, il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, ha dichiarato: “La sofferenza della popolazione e le vittime civili aumentano di giorno in giorno, la minaccia nucleare è sempre più concreta. E’ tempo che chi detiene il potere comprenda che le guerre sono insostenibili dal punto di vista sociale, umano e climatico: è messa a repentaglio l`esistenza stessa del pianeta. Abbiamo da subito condannato l’aggressione russa e l`inaccettabile invasione dell`Ucraina, ci siamo fatti parte attiva per sostenere e soccorrere il popolo ucraino attraverso progetti di solidarietà realizzati anche con il sindacato locale. Continueremo ad essere concretamente solidali nei confronti dei rifugiati costretti ad abbandonare il proprio Paese e la propria occupazione, e in particolare nei confronti delle rifugiate, spesso vittime di violenze, discriminazioni, stupri e torture”.

Landini ha poi continuato: “il mondo del lavoro sta pagando un prezzo altissimo: l`inflazione ha raggiunto livelli insostenibili con conseguenze drammatiche sulle fasce sociali più povere, interi settori economici rischiano il collasso per mancanza di materie prime e per il caro energia, le crisi alimentari mondiali mettono a rischio Paesi già instabili. Chiediamo quindi l`immediato cessate il fuoco in Ucraina e l`apertura immediata di un reale negoziato. La diplomazia, con il pieno coinvolgimento delle Nazioni Unite, deve condurre ad una rapida soluzione politica del conflitto. La Cgil ripudia la guerra e continuerà a richiedere con convinzione una conferenza internazionale per la pace che impegni tutti gli Stati al rispetto del diritto internazionale, alla riduzione delle spese militari, all`eliminazione delle armi nucleari a favore di investimenti per combattere le povertà, per favorire la transizione ecologica e per garantire un lavoro dignitoso, facendo proprio l`appello di Papa Francesco che ha definito in più occasioni la guerra una scelta scellerata. La guerra non si può fermare con la guerra, per questa ragione invitiamo tutte e tutti a partecipare alla manifestazione del 5 novembre a Roma”.

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