UCRAINA, MULÈ: MOMENTO CRUCIALE, NECESSARIO AIUTO ESERCITO UCRAINA

In un intervista radiofonica a Radio105 il sottosegretario Fi alla Difesa Giorgio Mulè ha affermato:  “Dall`incontro di oggi a Ramstein è uscita la consapevolezza che è un momento cruciale dell’invasione della Russia in Ucraina e c’è la necessità di serrare i ranghi e assistere l’esercito dell’Ucraina per difendersi al meglio rispetto alla preparazione dell’attacco del Donbass. Si è aggiunta adesso la novità della Transnistria, questa piccola regione che fa parte della Moldavia, che è una regione nei confronti della quale la Russia ha deciso di sferrare un attacco replicando quello che avevamo già visto su grande scala con l’Ucraina”.

Mulè poi sottolinea: “Un coinvolgimento diretto è quello che abbiamo voluto evitare, che stiamo evitando da parte della NATO. Il trattato della NATO impone che scatta una clausola di difesa tra tutti gli strati se uno dei 30 stati viene attaccato, in quel caso parte una sorta di solidarietà militare. Se la Russia decidesse di attaccare la Polonia o un qualsiasi stato che aderisce al trattato della NATO, in quel momento sarebbero problemi molto seri, ma si lavora perché questo non succeda. L`incidente è la cosa che più temiamo: è sufficiente che un aereo dell`Alleanza Atlantica nei pressi dei confini dell`Ucraina venga inquadrato e ingaggi un duello in aria perché possa succedere una escalation che nessuno vuole che succeda. Il pericolo c`è ed è giusto dirselo, tutto questo è determinato, ed è giusto dirselo fino alla noia, non da atti di belligeranza ostili da parte dei Paesi dell`Occidente nei confronti della Russia, noi non abbiamo sparato un colpo contro la Russia”.

Mulè ha poi terminato: “Come tutti i paesi della NATO l`Italia ospita delle basi della NATO, ma questo non significa che l’Italia è più esposta al pericolo. La presenza di basi della NATO in Italia non autorizza a pensare che il livello di pericolosità da noi sia superiore ad altri Paesi”.

In un intervista radiofonica a Radio105 il sottosegretario Fi alla Difesa Giorgio Mulè ha affermato:  “Dall`incontro di oggi a Ramstein è uscita la consapevolezza che è un momento cruciale dell’invasione della Russia in Ucraina e c’è la necessità di serrare i ranghi e assistere l’esercito dell’Ucraina per difendersi al meglio rispetto alla preparazione dell’attacco del Donbass. Si è aggiunta adesso la novità della Transnistria, questa piccola regione che fa parte della Moldavia, che è una regione nei confronti della quale la Russia ha deciso di sferrare un attacco replicando quello che avevamo già visto su grande scala con l’Ucraina”.

Mulè poi sottolinea: “Un coinvolgimento diretto è quello che abbiamo voluto evitare, che stiamo evitando da parte della NATO. Il trattato della NATO impone che scatta una clausola di difesa tra tutti gli strati se uno dei 30 stati viene attaccato, in quel caso parte una sorta di solidarietà militare. Se la Russia decidesse di attaccare la Polonia o un qualsiasi stato che aderisce al trattato della NATO, in quel momento sarebbero problemi molto seri, ma si lavora perché questo non succeda. L`incidente è la cosa che più temiamo: è sufficiente che un aereo dell`Alleanza Atlantica nei pressi dei confini dell`Ucraina venga inquadrato e ingaggi un duello in aria perché possa succedere una escalation che nessuno vuole che succeda. Il pericolo c`è ed è giusto dirselo, tutto questo è determinato, ed è giusto dirselo fino alla noia, non da atti di belligeranza ostili da parte dei Paesi dell`Occidente nei confronti della Russia, noi non abbiamo sparato un colpo contro la Russia”.

Mulè ha poi terminato: “Come tutti i paesi della NATO l`Italia ospita delle basi della NATO, ma questo non significa che l’Italia è più esposta al pericolo. La presenza di basi della NATO in Italia non autorizza a pensare che il livello di pericolosità da noi sia superiore ad altri Paesi”.

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