Ucraina Russia Blinken Ancora nessun ritiro delle forze russe

“Gli Stati Uniti non rilevano alcun ritiro di truppe dal confine ucraino da parte della Russia”, ha detto il segretario di Stato Antony Blinken, in un’intervista all’emittente ucraina Ictv. “Non abbiamo ancora visto una rimozione delle forze che circondano l’Ucraina, alcun ritiro, alcun termine delle cosiddette esercitazioni nelle quali la Russia sostiene di essere impegnata”, ha detto Blinken. Washington e i suoi alleati, ha aggiunto, sono preparati a tutti gli scenari: “Se la Russia sceglie la strada della diplomazia, siamo pienamente disposti a confrontarci. Allo stesso tempo, se scelgono la strada dell’aggressione, siamo pronti a rispondere”. Blinken ha ribadito che se Vladimir Putin accoglierà l’appello della Duma “a riconoscere le cosiddette repubblica di Donetsk e Luhansk come indipendenti”, questo “equivarrà ad un rifiuto degli impegni degli accordi di Minsk, che fissano il processo per una piena reintegrazione politica, sociale ed economica di queste parti della regione ucraina del Donbas controllate dalle forza guidata dalla Russia e alleati politici dal 2014”. E questo “minerebbe ulteriormente la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, costituendo una grande violazione del diritto internazionale”. Una scelta del genere da parte del Cremlino, conclude Blinken, “mettere ancora di più in dubbio il dichiarato impegno della Russia di continuare ad impegnarsi a trovare una soluzione pacifica di questa crisi, e – conclude – renderebbe necessaria una rapida e ferma risposta da parte degli Stati Uniti in pieno coordinamento con i nostri alleati e partner”. Se Vladimir Putin deciderà di invadere l’Ucraina, la Russia ne uscirà “indebolita, non rafforzata”. Lo ha sottolineato Derek Chollet, consigliere del dipartimento di Stato e consigliere politico del segretario di Stato Antony Blinken, nel corso di una videoconferenza con i media internazionali. Come conseguenza dell’invasione ci sarebbe una “probabile insurrezione ucraina” e ci sarebbero “sacche con i cadaveri che tornerebbero a Mosca”, ha aggiunto il funzionario Usa, tracciando uno scenario che, ha detto, si tradurrebbe in una “scelta dolorosa e costosa per la Russia”. ”Non abbiamo ancora visto alcun ritiro” da parte della truppe russe, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Bbc, dicendo che del ritiro russo ”ne abbiamo solo sentito parlare”. Intervistato in un campo di addestramento militare nell’Ucraina occidentale, Zelensky ha aggiunto che quando le truppe russe si ritireranno ”lo vedranno tutti, non solo l’esercito. Ma per ora sono solo parole”. Dicendo di ritenere che ”tutte le persone normali sperano in una de-escalation”, il presidente ucraino ha affermato che ”per quanto riguarda la minaccia” posta dalla Russia ”ho detto molte volte che siamo sereni su qualsiasi minaccia perché ricordiamo che tutto questo non è iniziato ieri. Succede da molti anni”.

“Gli Stati Uniti non rilevano alcun ritiro di truppe dal confine ucraino da parte della Russia”, ha detto il segretario di Stato Antony Blinken, in un’intervista all’emittente ucraina Ictv. “Non abbiamo ancora visto una rimozione delle forze che circondano l’Ucraina, alcun ritiro, alcun termine delle cosiddette esercitazioni nelle quali la Russia sostiene di essere impegnata”, ha detto Blinken. Washington e i suoi alleati, ha aggiunto, sono preparati a tutti gli scenari: “Se la Russia sceglie la strada della diplomazia, siamo pienamente disposti a confrontarci. Allo stesso tempo, se scelgono la strada dell’aggressione, siamo pronti a rispondere”. Blinken ha ribadito che se Vladimir Putin accoglierà l’appello della Duma “a riconoscere le cosiddette repubblica di Donetsk e Luhansk come indipendenti”, questo “equivarrà ad un rifiuto degli impegni degli accordi di Minsk, che fissano il processo per una piena reintegrazione politica, sociale ed economica di queste parti della regione ucraina del Donbas controllate dalle forza guidata dalla Russia e alleati politici dal 2014”. E questo “minerebbe ulteriormente la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina, costituendo una grande violazione del diritto internazionale”. Una scelta del genere da parte del Cremlino, conclude Blinken, “mettere ancora di più in dubbio il dichiarato impegno della Russia di continuare ad impegnarsi a trovare una soluzione pacifica di questa crisi, e – conclude – renderebbe necessaria una rapida e ferma risposta da parte degli Stati Uniti in pieno coordinamento con i nostri alleati e partner”. Se Vladimir Putin deciderà di invadere l’Ucraina, la Russia ne uscirà “indebolita, non rafforzata”. Lo ha sottolineato Derek Chollet, consigliere del dipartimento di Stato e consigliere politico del segretario di Stato Antony Blinken, nel corso di una videoconferenza con i media internazionali. Come conseguenza dell’invasione ci sarebbe una “probabile insurrezione ucraina” e ci sarebbero “sacche con i cadaveri che tornerebbero a Mosca”, ha aggiunto il funzionario Usa, tracciando uno scenario che, ha detto, si tradurrebbe in una “scelta dolorosa e costosa per la Russia”. ”Non abbiamo ancora visto alcun ritiro” da parte della truppe russe, ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky alla Bbc, dicendo che del ritiro russo ”ne abbiamo solo sentito parlare”. Intervistato in un campo di addestramento militare nell’Ucraina occidentale, Zelensky ha aggiunto che quando le truppe russe si ritireranno ”lo vedranno tutti, non solo l’esercito. Ma per ora sono solo parole”. Dicendo di ritenere che ”tutte le persone normali sperano in una de-escalation”, il presidente ucraino ha affermato che ”per quanto riguarda la minaccia” posta dalla Russia ”ho detto molte volte che siamo sereni su qualsiasi minaccia perché ricordiamo che tutto questo non è iniziato ieri. Succede da molti anni”.

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