UCRAINA, TOYOTA FERMA PRODUZIONE ED EXPORT IN RUSSIA

 Secondo quanto riportato oggi dal Nikkei, la casa automobilistica giapponese Toyota stopperà la produzione di auto in Russia e fermerà le esportazioni verso il paese di Vladimir Putin. La produzione verrà fermata perché sarebbe diventato molto problematico il reperimento delle materie prime e dei componenti per assemblare le auto a causa delle numerose sanzioni. Tuttavia la casa giapponese continuerà a garantire i servizi di manutenzione delle vetture vendute. Toyota secondo i report annuali ha prodotto a San Pietroburgo 80mila vetture lo scorso anno, tra le quali il SUV RAV4 e la Camry. La produzione di queste autovetture dipende per il 40 per cento da componenti importati, soggetti a sanzioni internazionali in seguito all’ inizio del conflitto Russia-Ucraina. Nel settore automotive, già Daimler Truck Holdings e Volvo hanno annunciato la sospensione alle operazioni in Russia, mentre Honda, BMW e Jaguar Land Rover hanno fermato le esportazioni nel paese. Decisioni prese in seguito alla valutazione di due variabili principali ovvero, il rischio di una possibilità di una perdita reputazionale, e la difficoltà di mantenere una stabile catena delle forniture a causa delle sanzioni.

 Secondo quanto riportato oggi dal Nikkei, la casa automobilistica giapponese Toyota stopperà la produzione di auto in Russia e fermerà le esportazioni verso il paese di Vladimir Putin. La produzione verrà fermata perché sarebbe diventato molto problematico il reperimento delle materie prime e dei componenti per assemblare le auto a causa delle numerose sanzioni. Tuttavia la casa giapponese continuerà a garantire i servizi di manutenzione delle vetture vendute. Toyota secondo i report annuali ha prodotto a San Pietroburgo 80mila vetture lo scorso anno, tra le quali il SUV RAV4 e la Camry. La produzione di queste autovetture dipende per il 40 per cento da componenti importati, soggetti a sanzioni internazionali in seguito all’ inizio del conflitto Russia-Ucraina. Nel settore automotive, già Daimler Truck Holdings e Volvo hanno annunciato la sospensione alle operazioni in Russia, mentre Honda, BMW e Jaguar Land Rover hanno fermato le esportazioni nel paese. Decisioni prese in seguito alla valutazione di due variabili principali ovvero, il rischio di una possibilità di una perdita reputazionale, e la difficoltà di mantenere una stabile catena delle forniture a causa delle sanzioni.

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