Ucraina, Zuppi: dialogo primo passo fondamentale per la pace

“Oggi in Ucraina c`è bisogno di avviare il dialogo: fosse anche solo esplorativo, ma va avviato.
L`importante è capire che il primo passo per la pace può sembrare il più rischioso, ma è quello che porterà alla vera vittoria: la pace nella giustizia”. Queste le parole odierne del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi .
“Il Papa ha chiesto a Putin di fermare la spirale di violenza e di morte e a Zelensky di prendere in considerazione serie proposte di pace. Si tratterà di trovare la via giusta di composizione. Lo ha ricordato l`ex segretario di Stato americano Henry Kissinger: un dialogo, anche solo esplorativo, è essenziale in quest`atmosfera di guerra e nucleare. La grande domanda è che cosa dobbiamo aspettare, forse un`altra tragedia delle dimensioni dell`atomica per fermarci? Urgente è bloccare l`escalation, non possiamo permettere che l`uso di armi nucleari diventi convenzionale, che si normalizzi. In questo devono giocare un ruolo gli organismi internazionali. Bisogna ricreare nuova fiducia nella composizione pacifica e nel controllo internazionale su eventuali accordi, fiducia che ora non c`è”.
Il cardinale Zuppi ha poi concluso: “Il grido di vita e di pace delle vittime non viene ascoltato dagli uomini, perché si abituano, lo mettono a tacere, pensano che riguardi altri. Le vittime ci ricordano, invece, che quello che è successo a loro può accadere anche a noi, perché non succede sempre agli altri”.

“Oggi in Ucraina c`è bisogno di avviare il dialogo: fosse anche solo esplorativo, ma va avviato.
L`importante è capire che il primo passo per la pace può sembrare il più rischioso, ma è quello che porterà alla vera vittoria: la pace nella giustizia”. Queste le parole odierne del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi .
“Il Papa ha chiesto a Putin di fermare la spirale di violenza e di morte e a Zelensky di prendere in considerazione serie proposte di pace. Si tratterà di trovare la via giusta di composizione. Lo ha ricordato l`ex segretario di Stato americano Henry Kissinger: un dialogo, anche solo esplorativo, è essenziale in quest`atmosfera di guerra e nucleare. La grande domanda è che cosa dobbiamo aspettare, forse un`altra tragedia delle dimensioni dell`atomica per fermarci? Urgente è bloccare l`escalation, non possiamo permettere che l`uso di armi nucleari diventi convenzionale, che si normalizzi. In questo devono giocare un ruolo gli organismi internazionali. Bisogna ricreare nuova fiducia nella composizione pacifica e nel controllo internazionale su eventuali accordi, fiducia che ora non c`è”.
Il cardinale Zuppi ha poi concluso: “Il grido di vita e di pace delle vittime non viene ascoltato dagli uomini, perché si abituano, lo mettono a tacere, pensano che riguardi altri. Le vittime ci ricordano, invece, che quello che è successo a loro può accadere anche a noi, perché non succede sempre agli altri”.

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