Ue, Cisl: preoccupati da proposta presidenza ceca

 

Giulio Romani, segretario confederale della Cisl, si è quest’oggi espresso in merito alla situazione dei lavoratori su piattaforme dichiarando: “Sebbene l`iniziativa della presidenza ceca sulla direttiva Ue sulle piattaforme digitali sia stata bocciata siamo comunque preoccupati per un cambio di direzione rispetto alla vecchia bozza di direttiva che avevamo considerato molto equilibrata in quanto, pur evitando la rigidità di una presunzione assoluta di lavoro subordinato, introduceva una valutazione basata su pochi criteri oggettivi. A nostro parere la proposta della presidenza ceca mira a rendere questi criteri troppo stringenti e dunque maggiormente difficoltoso il percorso questa prospettiva per noi rappresenta un peggioramento del compromesso già raggiunto che potrebbe penalizzare una tipologia di lavoratori particolarmente deboli. In tal senso chiediamo al ministro del Lavoro, Calderone, di consultarsi, come da noi già richiesto senza aver ottenuto alcuna risposta, con le parti sociali prima di assumere ulteriori posizioni in sede europea, come purtroppo ha già fatto, su un tema straordinariamente delicato anche rispetto alle prospettive di allargamento ad altre tipologie di lavoro nel futuro”.

 

Giulio Romani, segretario confederale della Cisl, si è quest’oggi espresso in merito alla situazione dei lavoratori su piattaforme dichiarando: “Sebbene l`iniziativa della presidenza ceca sulla direttiva Ue sulle piattaforme digitali sia stata bocciata siamo comunque preoccupati per un cambio di direzione rispetto alla vecchia bozza di direttiva che avevamo considerato molto equilibrata in quanto, pur evitando la rigidità di una presunzione assoluta di lavoro subordinato, introduceva una valutazione basata su pochi criteri oggettivi. A nostro parere la proposta della presidenza ceca mira a rendere questi criteri troppo stringenti e dunque maggiormente difficoltoso il percorso questa prospettiva per noi rappresenta un peggioramento del compromesso già raggiunto che potrebbe penalizzare una tipologia di lavoratori particolarmente deboli. In tal senso chiediamo al ministro del Lavoro, Calderone, di consultarsi, come da noi già richiesto senza aver ottenuto alcuna risposta, con le parti sociali prima di assumere ulteriori posizioni in sede europea, come purtroppo ha già fatto, su un tema straordinariamente delicato anche rispetto alle prospettive di allargamento ad altre tipologie di lavoro nel futuro”.

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