UE, ROMANI (IAC): BENE MACRON SU COMUNITÀ POLITICA EUROPEA

Paolo Romani, capo-delegazione di Italia al Centro Senato ha quest’oggi scritto in un comunicato: “Essere europeisti non vuol dire accontentarsi dell’Unione così com’è oggi, ma lavorare ad un progetto che garantisca stabilità politica ed economica alle nazioni che la compongono e nessuna subalternità nel contesto internazionale. Va esattamente in questo senso l’intervento del presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione della Conferenza sul Futuro dell’Europa di Strasburgo”.

Romani ha proseguito: “la definizione di una posizione europea nella crisi ucraina che abbia come obiettivo primario quello di porre fine al conflitto, preservare l’indipendenza dell’Ucraina e della pace nell’intero continente, evitando ogni forma di inutile umiliazione o pericolosa vendetta; la proposta di una Comunità Politica Europea, sulla base del progetto di confederazione che fu di Mitterand, che aldilà dell’Unione stessa, la cui adesione è vincolata al rispetto di parametri anche di bilancio molto stringenti, possa creare uno spazio di cooperazione politica ed economica; l’invito all’urgente convocazione di una Convenzione per la riforma dei Trattati, a partire dal superamento dell’unanimità su alcune questioni: sono condizioni qualificanti che consentono alla Ue, unico vero attore in campo a poter svolgere tale ruolo, di avviare un processo concreto di pacificazione e superamento della crisi ucraina”.

Paolo Romani, capo-delegazione di Italia al Centro Senato ha quest’oggi scritto in un comunicato: “Essere europeisti non vuol dire accontentarsi dell’Unione così com’è oggi, ma lavorare ad un progetto che garantisca stabilità politica ed economica alle nazioni che la compongono e nessuna subalternità nel contesto internazionale. Va esattamente in questo senso l’intervento del presidente francese, Emmanuel Macron, in occasione della Conferenza sul Futuro dell’Europa di Strasburgo”.

Romani ha proseguito: “la definizione di una posizione europea nella crisi ucraina che abbia come obiettivo primario quello di porre fine al conflitto, preservare l’indipendenza dell’Ucraina e della pace nell’intero continente, evitando ogni forma di inutile umiliazione o pericolosa vendetta; la proposta di una Comunità Politica Europea, sulla base del progetto di confederazione che fu di Mitterand, che aldilà dell’Unione stessa, la cui adesione è vincolata al rispetto di parametri anche di bilancio molto stringenti, possa creare uno spazio di cooperazione politica ed economica; l’invito all’urgente convocazione di una Convenzione per la riforma dei Trattati, a partire dal superamento dell’unanimità su alcune questioni: sono condizioni qualificanti che consentono alla Ue, unico vero attore in campo a poter svolgere tale ruolo, di avviare un processo concreto di pacificazione e superamento della crisi ucraina”.

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