UE: Transizione verde, ma nessuno resti indietro

Orientamenti specifici per aiutare gli Stati membri a elaborare e attuare pacchetti strategici che garantiscano una transizione giusta verso la neutralità climatica affrontando in modo globale gli aspetti sociali e occupazionali della transizione. E’ quanto prevede la proposta di raccomandazione del Consiglio Europeo che presta particolare attenzione alle esigenze delle persone e delle famiglie che dipendono fortemente dai combustibili fossili e che, dunque,  potrebbero essere maggiormente colpite dalla transizione verde. Da Strasburgo arriva quindi un invito gli Stati membri a fare un uso ottimale dei finanziamenti pubblici e privati e a lavorare in stretta cooperazione con le parti sociali, per garantire il rispetto dei principi di equità e solidarietà previsti dal Green Deal europeo.

“Oggi integriamo le nostre proposte sul Fondo sociale per il clima, sul meccanismo per una transizione giusta e su altre iniziative – ha dichiarato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo – con ulteriori orientamenti strategici per garantire che nessuno sia lasciato indietro nel percorso verso un futuro sano, verde ed equo”.

Ma parliamo di numeri: se verranno attuate le misure e le politiche adeguate, la transizione verde ha le potenzialità per creare un milione di nuovi posti di lavoro nell’UE entro il 2030 e circa 2 milioni entro il 2050. La proposta relativa al Fondo sociale per il clima, con una dotazione di 72,2 miliardi di €, sosterrà in particolare le famiglie vulnerabili, gli utenti dei servizi di trasporto e le microimprese che risentono dell’introduzione dello scambio di quote di emissione per i combustibili utilizzati nel trasporto stradale e nell’edilizia. Saràfinanziato dai proventi dello scambio di quote di emissione. Tra le altre fonti di finanziamento UE disponibili nel quadro di NextGenerationEU figurano il meccanismo per una transizione giusta e il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), lo strumento più importante di cui dispone l’UE per investire nelle persone, con una dotazione di 99,3 miliardi di € per il periodo 2021-2027. Inoltre le riforme e gli investimenti previsti dai piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza saranno destinati alle politiche sociali, con un sostegno specifico per la transizione giusta e verde consistente ad esempio nel promuovere la creazione di posti di lavoro verdi e lo sviluppo di competenze verdi.

Per Nicolas Schmit, commissario per il Lavoro e i diritti sociali, “il Green Deal è un imperativo economico e climatico ed è responsabilità di tutti noi garantirne collettivamente il successo. Tuttavia – ha aggiunto – non possiamo sottovalutare l’impatto sociale e occupazionale della transizione verde. L’equità sociale deve essere posta al centro di tale transizione, rispecchiando i valori dell’economia sociale di mercato europea”.

Orientamenti specifici per aiutare gli Stati membri a elaborare e attuare pacchetti strategici che garantiscano una transizione giusta verso la neutralità climatica affrontando in modo globale gli aspetti sociali e occupazionali della transizione. E’ quanto prevede la proposta di raccomandazione del Consiglio Europeo che presta particolare attenzione alle esigenze delle persone e delle famiglie che dipendono fortemente dai combustibili fossili e che, dunque,  potrebbero essere maggiormente colpite dalla transizione verde. Da Strasburgo arriva quindi un invito gli Stati membri a fare un uso ottimale dei finanziamenti pubblici e privati e a lavorare in stretta cooperazione con le parti sociali, per garantire il rispetto dei principi di equità e solidarietà previsti dal Green Deal europeo.

“Oggi integriamo le nostre proposte sul Fondo sociale per il clima, sul meccanismo per una transizione giusta e su altre iniziative – ha dichiarato Frans Timmermans, Vicepresidente esecutivo per il Green Deal europeo – con ulteriori orientamenti strategici per garantire che nessuno sia lasciato indietro nel percorso verso un futuro sano, verde ed equo”.

Ma parliamo di numeri: se verranno attuate le misure e le politiche adeguate, la transizione verde ha le potenzialità per creare un milione di nuovi posti di lavoro nell’UE entro il 2030 e circa 2 milioni entro il 2050. La proposta relativa al Fondo sociale per il clima, con una dotazione di 72,2 miliardi di €, sosterrà in particolare le famiglie vulnerabili, gli utenti dei servizi di trasporto e le microimprese che risentono dell’introduzione dello scambio di quote di emissione per i combustibili utilizzati nel trasporto stradale e nell’edilizia. Saràfinanziato dai proventi dello scambio di quote di emissione. Tra le altre fonti di finanziamento UE disponibili nel quadro di NextGenerationEU figurano il meccanismo per una transizione giusta e il Fondo sociale europeo Plus (FSE+), lo strumento più importante di cui dispone l’UE per investire nelle persone, con una dotazione di 99,3 miliardi di € per il periodo 2021-2027. Inoltre le riforme e gli investimenti previsti dai piani per la ripresa e la resilienza degli Stati membri finanziati dal dispositivo per la ripresa e la resilienza saranno destinati alle politiche sociali, con un sostegno specifico per la transizione giusta e verde consistente ad esempio nel promuovere la creazione di posti di lavoro verdi e lo sviluppo di competenze verdi.

Per Nicolas Schmit, commissario per il Lavoro e i diritti sociali, “il Green Deal è un imperativo economico e climatico ed è responsabilità di tutti noi garantirne collettivamente il successo. Tuttavia – ha aggiunto – non possiamo sottovalutare l’impatto sociale e occupazionale della transizione verde. L’equità sociale deve essere posta al centro di tale transizione, rispecchiando i valori dell’economia sociale di mercato europea”.

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