Uk, ora tocca a Sunak

Rishi Sunak è il nuovo primo ministro che governerà il Regno Unito.
Il nuovo leader dei conservatori è stato eletto senza ballottaggio dopo che Penny Mordaunt – così come Boris Johnson – si è ritirata dalla corsa pochi minuti prima che il partito annunciasse quante preferenze si fosse aggiudicato ciascun candidato (e ne servivano almeno 100).

Domenica sera BoJo si è fatto da parte dicendo di aver, sì raggiunto la soglia necessaria, ma che non era comunque abbastanza per cementare l’unità del partito. Penny Mordaunt, invece, ha riconosciuto di non aver raggiunto la soglia, e prima della chiusura del processo di nomina ha twittato il suo ritiro e il suo “pieno sostegno”all’avversario Tory.

E così, Sunak, ex cancelliere del governo Johnson, arrivato secondo nella gara di leadership contro Truss in estate, si è assicurato l’appoggio di più della metà del partito parlamentare.

A 42 anni è il ministro più giovane da oltre 200 anni e, date le sue origini indiane punjabi, sarà il primo ministro britannico non bianco della storia di questo Paese. La sua vittoria è stata un’incoronazione effettiva, senza un solo voto formale espresso, nemmeno dai parlamentari, e per questo motivo ha riacceso le richieste di elezioni generali, visto e considerato che è il terzo tory al potere da quando BoJo è stato eletto nel 2019. Angela Rayner MP, vice leader del Labour, ha dichiarato: “I conservatori hanno incoronato Rishi Sunak come primo ministro senza che lui dicesse una sola parola su come avrebbe governato il paese e senza che nessuno avesse la possibilità di votare. Rishi Sunak non ha mandato e non ha idea di cosa serva ai lavoratori. Abbiamo bisogno di elezioni generali in modo che il pubblico abbia voce in capitolo sul futuro della Gran Bretagna e la possibilità di un nuovo inizio con i laburisti”.
Nella sua dichiarazione, Mordaunt, che secondo quanto riferito era bloccata su circa 90 nomination, ha dichiarato: “Questi sono tempi senza precedenti. Nonostante il calendario compresso per il concorso di leadership, è chiaro che i colleghi sentono che oggi abbiamo bisogno di certezze. Hanno preso questa decisione in buona fede per il bene del Paese”.
L’ascesa di Sunak al numero 10 di Downing Street, dopo soli sette anni come parlamentare e due anni nel governo, è degna di nota.

È stato nominato cancelliere da Johnson poco prima della crisi pandemica, ed è noto per aver lanciato il programma di congedo a protezione dei posti di lavoro, oltre ad aver sostenuto la controversa iniziativa “eat out, help out” (“mangiare fuori per dare una mano”) che alcuni hanno ritenuto essere la causa di un’ulteriore ondata di infezioni. Ex analista di Goldman Sachs e gestore di hedge fund, è considerato il parlamentare più ricco e, all’inizio di quest’anno, a seguito dello scalpore per lo status fiscale non domiciliare di sua moglie e la rivelazione di detenere la greencard americana mentre ricopriva il ruolo di ministro, è stato quasi cancellato come candidato alla leadership. Nonostante questo, nel grande liceo che sono le Houses of Parliament, riscuote grande successo. Jake Berry, presidente del partito conservatore, ha così commentato la sua vittoria: “Vorrei congratularmi con Rishi Sunak per essere diventato il nuovo leader del nostro partito. Ora è il momento per l’intero gruppo di riunirsi e unirsi a quattro zampe dietro Rishi, mentre lui porta avanti il lavoro fondamentale di affrontare le sfide che dobbiamo affrontare come paese. Il tempo dei dibattiti interni è davvero finito e, guidato da Rishi Sunak, so che faremo rispettare le priorità del popolo britannico”.
Giovane, ricco, elegante e conservatore. Il fatto che sia di origini indiane poi, lo aiuterà a evitarsi qualche critica e a stare dalla parte politicamente corretta della storia.

Rishi Sunak è il nuovo primo ministro che governerà il Regno Unito.
Il nuovo leader dei conservatori è stato eletto senza ballottaggio dopo che Penny Mordaunt – così come Boris Johnson – si è ritirata dalla corsa pochi minuti prima che il partito annunciasse quante preferenze si fosse aggiudicato ciascun candidato (e ne servivano almeno 100).

Domenica sera BoJo si è fatto da parte dicendo di aver, sì raggiunto la soglia necessaria, ma che non era comunque abbastanza per cementare l’unità del partito. Penny Mordaunt, invece, ha riconosciuto di non aver raggiunto la soglia, e prima della chiusura del processo di nomina ha twittato il suo ritiro e il suo “pieno sostegno”all’avversario Tory.

E così, Sunak, ex cancelliere del governo Johnson, arrivato secondo nella gara di leadership contro Truss in estate, si è assicurato l’appoggio di più della metà del partito parlamentare.

A 42 anni è il ministro più giovane da oltre 200 anni e, date le sue origini indiane punjabi, sarà il primo ministro britannico non bianco della storia di questo Paese. La sua vittoria è stata un’incoronazione effettiva, senza un solo voto formale espresso, nemmeno dai parlamentari, e per questo motivo ha riacceso le richieste di elezioni generali, visto e considerato che è il terzo tory al potere da quando BoJo è stato eletto nel 2019. Angela Rayner MP, vice leader del Labour, ha dichiarato: “I conservatori hanno incoronato Rishi Sunak come primo ministro senza che lui dicesse una sola parola su come avrebbe governato il paese e senza che nessuno avesse la possibilità di votare. Rishi Sunak non ha mandato e non ha idea di cosa serva ai lavoratori. Abbiamo bisogno di elezioni generali in modo che il pubblico abbia voce in capitolo sul futuro della Gran Bretagna e la possibilità di un nuovo inizio con i laburisti”.
Nella sua dichiarazione, Mordaunt, che secondo quanto riferito era bloccata su circa 90 nomination, ha dichiarato: “Questi sono tempi senza precedenti. Nonostante il calendario compresso per il concorso di leadership, è chiaro che i colleghi sentono che oggi abbiamo bisogno di certezze. Hanno preso questa decisione in buona fede per il bene del Paese”.
L’ascesa di Sunak al numero 10 di Downing Street, dopo soli sette anni come parlamentare e due anni nel governo, è degna di nota.

È stato nominato cancelliere da Johnson poco prima della crisi pandemica, ed è noto per aver lanciato il programma di congedo a protezione dei posti di lavoro, oltre ad aver sostenuto la controversa iniziativa “eat out, help out” (“mangiare fuori per dare una mano”) che alcuni hanno ritenuto essere la causa di un’ulteriore ondata di infezioni. Ex analista di Goldman Sachs e gestore di hedge fund, è considerato il parlamentare più ricco e, all’inizio di quest’anno, a seguito dello scalpore per lo status fiscale non domiciliare di sua moglie e la rivelazione di detenere la greencard americana mentre ricopriva il ruolo di ministro, è stato quasi cancellato come candidato alla leadership. Nonostante questo, nel grande liceo che sono le Houses of Parliament, riscuote grande successo. Jake Berry, presidente del partito conservatore, ha così commentato la sua vittoria: “Vorrei congratularmi con Rishi Sunak per essere diventato il nuovo leader del nostro partito. Ora è il momento per l’intero gruppo di riunirsi e unirsi a quattro zampe dietro Rishi, mentre lui porta avanti il lavoro fondamentale di affrontare le sfide che dobbiamo affrontare come paese. Il tempo dei dibattiti interni è davvero finito e, guidato da Rishi Sunak, so che faremo rispettare le priorità del popolo britannico”.
Giovane, ricco, elegante e conservatore. Il fatto che sia di origini indiane poi, lo aiuterà a evitarsi qualche critica e a stare dalla parte politicamente corretta della storia.

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