Un caffè con Pino Strabioli la tv che porta la cultura nelle case

Da anni riesce a dimostrare che si può fare televisione ad alti livelli a costi bassissimi. Pino Strabioli, padrone di casa de “Il Caffè” e di “S’è fatta notte”, entrambi in onda su Raiuno, si racconta a L’Identità.

Ogni sabato ti vediamo alla guida de “Il Caffe”. Un primo bilancio?
Ottimo in termini di ascolti perché stiamo andando in onda dalle 7 alle 8 e anche in termini di accoglienza. Abbiamo debuttato con Elena Sofia Ricci, poi sono venuti a trovarci Giovanni Scifoni, Giampiero Ingrassia, Diana Del Bufalo ma non dimenticando mai gli scrittori: da Edoardo Albinati a Sveva Casati Modignani. Un bilancio positivo in una piccola isola felice.

Rispetto allo scorso anno ci sono novità…
La prima è che con il nuovo assetto aziendale, siamo sotto Rai Cultura, abbiamo un nuovo studio, conduco in solitaria ma questo non è un valore aggiunto. Roberta Ammendola che era con me, adesso conduce un programma su Rai Italia, per cui siamo divisi ma amici: ci vogliamo molto bene. Tra le nuove rubriche se ne aggiunta una con Marco Varvello, corrispondente Rai da Londra, ogni settimana ci racconta ciò che accade in Inghilterra. Nella prossima puntata celebreremo i 60 anni dalla nascita del personaggio di James Bond. E poi stiamo pensando di aprire anche una finestra sui giovani talenti della musica lirica, della danza classica di quelle arti che fanno grande l’Italia. Una sorta di laboratorio.

Sempre su Rai1, ma in seconda serata, ti vediamo con Maurizio Costanzo nel programma S’è fatta notte…
Quella con Maurizio è diventata una sorta di innamoramento. Siamo partiti da Raitre con “Insonnia” poi due cicli di “Io li conoscevo bene”. Maurizio è una fucina, un forziere di ricordi, di incontri straordinari: da Totò a Gorbachov. Ora “S’è fatta notte” il lunedì in seconda serata su Rai1. Un programma che ancora oggi porta la firma di Enrico Vaime.

Quale vorresti fosse il prossimo step della tua carriera e a quali progetti ti stai dedicando?
Non penso al futuro, vivo il presente. Con “ il caffè” stiamo dimostrando che si può fare una buona tv a costi ridotti. Mi piacerebbe continuare a raccontare la cultura come so farla io, con la curiosità che ancora mi accende e mi tiene vivo. La gente quando mi incontra per strada, mi dice lei va ricercato all’alba o di notte: un posizionamento di orario più godibile per il pubblico. A me piace fare questa tv perché mi ritaglio gli spazi per il teatro. Ho appena finito il tour con De Sica e stiamo preparando la tournée invernale con Patty Pravo oltre al mio spettacolo dedicato a Paolo Poli, inoltre faccio la direzione artistica del teatro Mancinelli di Orvieto e del teatro comunale di Atri – Teramo. Non dico vorrei fare Sanremo, non ne sarei neanche capace. Ho raccontato il Festival di Sanremo in radio. In televisione mi piacerebbe poter continuare a raccontare il presente, il passato con lo sguardo al futuro in spazi con un po’ più di visibilità. Quest’anno con “Il Caffè “ siamo felicissimi di andare in onda, in replica, anche su Rai5 alle 18 e questa è una piccola conquista

Tornando indietro c’è qualcosa che non rifaresti?
Non lascerei l’università per fare il teatro. Non mi sono laureato: ho dato solo un paio di esami e quella è stata un po’ una sconfitta. Poi però il teatro mi ha travolto. Per le scelte televisive, rifarei tutto.

Da anni riesce a dimostrare che si può fare televisione ad alti livelli a costi bassissimi. Pino Strabioli, padrone di casa de “Il Caffè” e di “S’è fatta notte”, entrambi in onda su Raiuno, si racconta a L’Identità.

Ogni sabato ti vediamo alla guida de “Il Caffe”. Un primo bilancio?
Ottimo in termini di ascolti perché stiamo andando in onda dalle 7 alle 8 e anche in termini di accoglienza. Abbiamo debuttato con Elena Sofia Ricci, poi sono venuti a trovarci Giovanni Scifoni, Giampiero Ingrassia, Diana Del Bufalo ma non dimenticando mai gli scrittori: da Edoardo Albinati a Sveva Casati Modignani. Un bilancio positivo in una piccola isola felice.

Rispetto allo scorso anno ci sono novità…
La prima è che con il nuovo assetto aziendale, siamo sotto Rai Cultura, abbiamo un nuovo studio, conduco in solitaria ma questo non è un valore aggiunto. Roberta Ammendola che era con me, adesso conduce un programma su Rai Italia, per cui siamo divisi ma amici: ci vogliamo molto bene. Tra le nuove rubriche se ne aggiunta una con Marco Varvello, corrispondente Rai da Londra, ogni settimana ci racconta ciò che accade in Inghilterra. Nella prossima puntata celebreremo i 60 anni dalla nascita del personaggio di James Bond. E poi stiamo pensando di aprire anche una finestra sui giovani talenti della musica lirica, della danza classica di quelle arti che fanno grande l’Italia. Una sorta di laboratorio.

Sempre su Rai1, ma in seconda serata, ti vediamo con Maurizio Costanzo nel programma S’è fatta notte…
Quella con Maurizio è diventata una sorta di innamoramento. Siamo partiti da Raitre con “Insonnia” poi due cicli di “Io li conoscevo bene”. Maurizio è una fucina, un forziere di ricordi, di incontri straordinari: da Totò a Gorbachov. Ora “S’è fatta notte” il lunedì in seconda serata su Rai1. Un programma che ancora oggi porta la firma di Enrico Vaime.

Quale vorresti fosse il prossimo step della tua carriera e a quali progetti ti stai dedicando?
Non penso al futuro, vivo il presente. Con “ il caffè” stiamo dimostrando che si può fare una buona tv a costi ridotti. Mi piacerebbe continuare a raccontare la cultura come so farla io, con la curiosità che ancora mi accende e mi tiene vivo. La gente quando mi incontra per strada, mi dice lei va ricercato all’alba o di notte: un posizionamento di orario più godibile per il pubblico. A me piace fare questa tv perché mi ritaglio gli spazi per il teatro. Ho appena finito il tour con De Sica e stiamo preparando la tournée invernale con Patty Pravo oltre al mio spettacolo dedicato a Paolo Poli, inoltre faccio la direzione artistica del teatro Mancinelli di Orvieto e del teatro comunale di Atri – Teramo. Non dico vorrei fare Sanremo, non ne sarei neanche capace. Ho raccontato il Festival di Sanremo in radio. In televisione mi piacerebbe poter continuare a raccontare il presente, il passato con lo sguardo al futuro in spazi con un po’ più di visibilità. Quest’anno con “Il Caffè “ siamo felicissimi di andare in onda, in replica, anche su Rai5 alle 18 e questa è una piccola conquista

Tornando indietro c’è qualcosa che non rifaresti?
Non lascerei l’università per fare il teatro. Non mi sono laureato: ho dato solo un paio di esami e quella è stata un po’ una sconfitta. Poi però il teatro mi ha travolto. Per le scelte televisive, rifarei tutto.

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