Un giudice dà ragione agli insegnanti non vaccinati

Gli insegnanti non vaccinati sospesi hanno diritto a recuperare lo stipendio dal 15 dicembre 2021. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Treviso, stando a quanto riporta sulla propria pagina Telegram l’avv. Mauro Sandri. Quest’ultimo spiega che la toga ha stabilito che “il personale scolastico che non ha accettato la vaccinazione ha diritto alle retribuzioni non percepite dalla data della sospensione perché il legislatore ha riconosciuto, confessoriamente, il fondamento della tesi da me sostenuta nella causa, che la sospensione non fosse necessaria”. Secondo il legale, tale sentenza “scompagina il quadro discriminatorio” messo in atto con l’obbligo vaccinale per gli insegnanti non vaccinati ed “è suscettibile di consentire il pagamento di tutti gli arretrati al personale docente che non si è vaccinato”. Pertanto l’avv. Sandri per la prossima settimana annuncia che notificherà al ministero dell’Istruzione “la richiesta di pagamento degli stipendi arretrati per i tantissimi docenti di varie scuole della Provincia di Treviso che ho avuto ed ho l’onore di assistere”. Non solo. “La causa prosegue per ottenere anche il pagamento dei danni non patrimoniali, quelli che sono comunemente definiti danni morali”, ha aggiunto.

Il decreto legge del 24 marzo ha protratto l’obbligo vaccinale per docenti di scuole e università, personale scolastico e personale Ata fino al 15 giugno. Tuttavia dal 1°aprile il preside non può più impedire loro l’ingresso a scuola ma deve destinarli ad altre mansioni. Dalla relazione tecnica del provvedimento emerge anche una stima della platea di professori inadempienti: sono circa 3.800. E infatti – rileva Il Sole24Ore – vengono stanziati 30 milioni per la loro sostituzione fino al termine delle lezioni. Secondo l’avv. Sandri “non è, comunque, tempo di festeggiamenti: occorre traguardare gli altri insegnanti, il personale sanitario ancora tutto discriminato, e tutti i cittadini discriminati nei mesi scorsi nella loro libertà di movimento, verso questo risultato, anzi, questo risultato è ancora poco”.

Gli insegnanti non vaccinati sospesi hanno diritto a recuperare lo stipendio dal 15 dicembre 2021. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Treviso, stando a quanto riporta sulla propria pagina Telegram l’avv. Mauro Sandri. Quest’ultimo spiega che la toga ha stabilito che “il personale scolastico che non ha accettato la vaccinazione ha diritto alle retribuzioni non percepite dalla data della sospensione perché il legislatore ha riconosciuto, confessoriamente, il fondamento della tesi da me sostenuta nella causa, che la sospensione non fosse necessaria”. Secondo il legale, tale sentenza “scompagina il quadro discriminatorio” messo in atto con l’obbligo vaccinale per gli insegnanti non vaccinati ed “è suscettibile di consentire il pagamento di tutti gli arretrati al personale docente che non si è vaccinato”. Pertanto l’avv. Sandri per la prossima settimana annuncia che notificherà al ministero dell’Istruzione “la richiesta di pagamento degli stipendi arretrati per i tantissimi docenti di varie scuole della Provincia di Treviso che ho avuto ed ho l’onore di assistere”. Non solo. “La causa prosegue per ottenere anche il pagamento dei danni non patrimoniali, quelli che sono comunemente definiti danni morali”, ha aggiunto.

Il decreto legge del 24 marzo ha protratto l’obbligo vaccinale per docenti di scuole e università, personale scolastico e personale Ata fino al 15 giugno. Tuttavia dal 1°aprile il preside non può più impedire loro l’ingresso a scuola ma deve destinarli ad altre mansioni. Dalla relazione tecnica del provvedimento emerge anche una stima della platea di professori inadempienti: sono circa 3.800. E infatti – rileva Il Sole24Ore – vengono stanziati 30 milioni per la loro sostituzione fino al termine delle lezioni. Secondo l’avv. Sandri “non è, comunque, tempo di festeggiamenti: occorre traguardare gli altri insegnanti, il personale sanitario ancora tutto discriminato, e tutti i cittadini discriminati nei mesi scorsi nella loro libertà di movimento, verso questo risultato, anzi, questo risultato è ancora poco”.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli