Un milione di adolescenti soffre disturbi mentali, in campo un accordo per il supporto psicologico

Quasi un milione di adolescenti, solo nel 2019, evidenziava problemi di salute mentale. Ora, l’Unicef e ReDiPsi (Reti di psicologi per i diritti umani) varano un Accordo di collaborazione della durata di 3 anni con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza e consapevolezza sui diritti di bambine, bambini e adolescenti, e sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Lo ribadisce la presidente di Unicef, Carmela Pace: “In Italia si stima che, nel 2019, il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni soffrivano di problemi legati alla salute mentale, circa 956.000 in totale. Fra le ragazze, la percentuale era maggiore (17,2%, pari a 478.554) rispetto ai ragazzi (16,1%, pari a 477.518). Attivarsi a favore dell’infanzia significa contribuire concretamente al benessere dei più piccoli. E noi siamo da sempre impegnati nella promozione dei loro diritti affinché vengano attuati e rispettati”.

La Pace rammenta anche l’attualità: ““Proprio in questo momento i bambini stanno vivendo un periodo molto complesso e ora più che mai hanno bisogno di essere tutelati e ascoltati. Sono certa che insieme a ReDiPsi potremo realizzare tante attività e iniziative che vanno proprio in questa direzione”.
In particolare, l’Accordo prevede di promuovere l’ascolto e il coinvolgimento di bambine, bambini e adolescenti in tutti gli ambiti e le decisioni che li riguardano. Ma anche di realizzare attività e percorsi di ricerca per promuovere un approccio integrato e sistemico delle componenti psicologiche, educative, culturali, giuridiche, sociali, economiche implicate nel rispetto dell’impianto generale della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. E di monitorare e contrastare le forme di violazione dei principi e degli articoli della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia dell’Adolescenza (CRC); condividere i dati concernenti le presunte e/o accertate violazioni facilitando percorsi di segnalazione consapevoli; organizzare momenti di formazione e incontro tra settori professionali differenti attraverso convegni, seminari, corsi, gruppi di lavoro ed altre manifestazioni di carattere scientifico-culturale, finalizzati a diffondere conoscenza e consapevolezza della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza come strumento di lavoro trasversale e condiviso.
Il valore e l’ampiezza della rete che rappresenta sono ricordati da Gabriella Scaduto, presidente ReDiPsi: “I diritti umani hanno più che mai bisogno di un approccio basato sulle competenze psicologiche e la psicologia è da sempre vocata a mettersi al servizio della tutela dei diritti. In Italia esercitano la professione oltre 100mila psicologi, un gruppo esteso e capillare che deve trovare sempre più la propria naturale collocazione nelle reti e nei sistemi di tutela”.
“Ciò è fondamentale – aggiunge -, soprattutto in un momento storico ove sono le competenze psicologiche a fare la differenza nell’interpretazione, nella comprensione e in tutte le politiche che riguardano i più giovani. ReDiPsi è la realtà che in Italia raccoglie tutti gli psicologi che vogliono far proprio questo mandato culturale sociale e professionale. E il lavoro con Unicef è per noi al contempo un piacere, un onore e una naturale declinazione di ciò che siamo nel profondo e che vogliamo rappresentare nel panorama sociale e professionale italiano”.

Quasi un milione di adolescenti, solo nel 2019, evidenziava problemi di salute mentale. Ora, l’Unicef e ReDiPsi (Reti di psicologi per i diritti umani) varano un Accordo di collaborazione della durata di 3 anni con l’obiettivo di promuovere una maggiore conoscenza e consapevolezza sui diritti di bambine, bambini e adolescenti, e sull’attuazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza.
Lo ribadisce la presidente di Unicef, Carmela Pace: “In Italia si stima che, nel 2019, il 16,6% dei ragazzi e delle ragazze fra i 10 e i 19 anni soffrivano di problemi legati alla salute mentale, circa 956.000 in totale. Fra le ragazze, la percentuale era maggiore (17,2%, pari a 478.554) rispetto ai ragazzi (16,1%, pari a 477.518). Attivarsi a favore dell’infanzia significa contribuire concretamente al benessere dei più piccoli. E noi siamo da sempre impegnati nella promozione dei loro diritti affinché vengano attuati e rispettati”.

La Pace rammenta anche l’attualità: ““Proprio in questo momento i bambini stanno vivendo un periodo molto complesso e ora più che mai hanno bisogno di essere tutelati e ascoltati. Sono certa che insieme a ReDiPsi potremo realizzare tante attività e iniziative che vanno proprio in questa direzione”.
In particolare, l’Accordo prevede di promuovere l’ascolto e il coinvolgimento di bambine, bambini e adolescenti in tutti gli ambiti e le decisioni che li riguardano. Ma anche di realizzare attività e percorsi di ricerca per promuovere un approccio integrato e sistemico delle componenti psicologiche, educative, culturali, giuridiche, sociali, economiche implicate nel rispetto dell’impianto generale della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. E di monitorare e contrastare le forme di violazione dei principi e degli articoli della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia dell’Adolescenza (CRC); condividere i dati concernenti le presunte e/o accertate violazioni facilitando percorsi di segnalazione consapevoli; organizzare momenti di formazione e incontro tra settori professionali differenti attraverso convegni, seminari, corsi, gruppi di lavoro ed altre manifestazioni di carattere scientifico-culturale, finalizzati a diffondere conoscenza e consapevolezza della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza come strumento di lavoro trasversale e condiviso.
Il valore e l’ampiezza della rete che rappresenta sono ricordati da Gabriella Scaduto, presidente ReDiPsi: “I diritti umani hanno più che mai bisogno di un approccio basato sulle competenze psicologiche e la psicologia è da sempre vocata a mettersi al servizio della tutela dei diritti. In Italia esercitano la professione oltre 100mila psicologi, un gruppo esteso e capillare che deve trovare sempre più la propria naturale collocazione nelle reti e nei sistemi di tutela”.
“Ciò è fondamentale – aggiunge -, soprattutto in un momento storico ove sono le competenze psicologiche a fare la differenza nell’interpretazione, nella comprensione e in tutte le politiche che riguardano i più giovani. ReDiPsi è la realtà che in Italia raccoglie tutti gli psicologi che vogliono far proprio questo mandato culturale sociale e professionale. E il lavoro con Unicef è per noi al contempo un piacere, un onore e una naturale declinazione di ciò che siamo nel profondo e che vogliamo rappresentare nel panorama sociale e professionale italiano”.

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