Un’asta digitale e sostenibile per i i cimeli di John Lennon

Il manoscritto di “Hey Jude”, alcune chitarre Gibson regalate da John Lennon al figlio, una giacca afgana indossata dalla voce dei Beatles durante il Mistery Tour e un mantello nero utilizzato durante le riprese del film Help!. Sono solo alcuni dei cimeli di John Lennon che andranno all’asta il prossimo 7 febbraio a Los Angeles, per volontà di suo figlio Julian. Ma si tratterà di un’asta sicuramente particolare nella quale nessuno si aggiudicherà i veri oggetti ma soltanto Nft (Non fungible token o token non fungibili), la copia conforme dell’oggetto fisico reale originale sotto forma di codice.

In pratica, i vincitori dell’asta potranno rivendicare la proprietà di un file digitale, un “oggetto da collezione audiovisivo” corredato da una descrizione in cui Julian Lennon racconta uno “specifico ricordo sincero”. I non-fungible token (NFT) sono la moda del momento nel nuovo mondo dei collezionisti digitali: si tratta di opere d’arte virtuali uniche e certificate.

Nel caso dei cimeli di John Lennon non saranno venduti gli oggetti materiali, ma degli oggetti audiovisivi a loro modo unici. Nel caso di Hey Jude, ad esempio, è venduto il manoscritto con la voce di Julian sullo sfondo mentre racconta la genesi dell’opera. “Per me, da acquirente, guardare una foto non sarebbe abbastanza quindi ho voluto aggiungere qualcosa di un po’ più personale – ha raccontato Julian – scrivere e raccontare una storiella legata alle immagini e ho voluto anche animare le immagini e il manoscritto”. Il ricavato dell’asta andrà in parte a Julian Lennon e in parte alla sua fondazione che raccoglie finanziamenti contro il cambiamento climatico.

“Mi sento incredibilmente fortunato a vivere in un’epoca in cui l’innovazione mi permette di condividere pezzi così personali della mia storia e della famiglia Lennon –  ha detto il figlio d’arte, cantautore, scrittore e artista – . Attraverso questa collezione Nft, sono in grado di garantire l’accesso esclusivo a oggetti speciali che amo e portare avanti l’eredità di mio padre in un modo nuovo”.

Le copie digitali, assicurano Julian Lennon e la casa d’aste, sono uniche: un singolo Nft contiene i dati digitali relativi all’opera originale, non intercambiabile, archiviato sulla blockchain. I vincitori dell’asta, quindi, si porteranno a casa una sorta di edizione numerata 1 di 1, mentre Julian Lennon continuerà a tenere con sé l’oggetto fisico.

Il manoscritto di “Hey Jude”, alcune chitarre Gibson regalate da John Lennon al figlio, una giacca afgana indossata dalla voce dei Beatles durante il Mistery Tour e un mantello nero utilizzato durante le riprese del film Help!. Sono solo alcuni dei cimeli di John Lennon che andranno all’asta il prossimo 7 febbraio a Los Angeles, per volontà di suo figlio Julian. Ma si tratterà di un’asta sicuramente particolare nella quale nessuno si aggiudicherà i veri oggetti ma soltanto Nft (Non fungible token o token non fungibili), la copia conforme dell’oggetto fisico reale originale sotto forma di codice.

In pratica, i vincitori dell’asta potranno rivendicare la proprietà di un file digitale, un “oggetto da collezione audiovisivo” corredato da una descrizione in cui Julian Lennon racconta uno “specifico ricordo sincero”. I non-fungible token (NFT) sono la moda del momento nel nuovo mondo dei collezionisti digitali: si tratta di opere d’arte virtuali uniche e certificate.

Nel caso dei cimeli di John Lennon non saranno venduti gli oggetti materiali, ma degli oggetti audiovisivi a loro modo unici. Nel caso di Hey Jude, ad esempio, è venduto il manoscritto con la voce di Julian sullo sfondo mentre racconta la genesi dell’opera. “Per me, da acquirente, guardare una foto non sarebbe abbastanza quindi ho voluto aggiungere qualcosa di un po’ più personale – ha raccontato Julian – scrivere e raccontare una storiella legata alle immagini e ho voluto anche animare le immagini e il manoscritto”. Il ricavato dell’asta andrà in parte a Julian Lennon e in parte alla sua fondazione che raccoglie finanziamenti contro il cambiamento climatico.

“Mi sento incredibilmente fortunato a vivere in un’epoca in cui l’innovazione mi permette di condividere pezzi così personali della mia storia e della famiglia Lennon –  ha detto il figlio d’arte, cantautore, scrittore e artista – . Attraverso questa collezione Nft, sono in grado di garantire l’accesso esclusivo a oggetti speciali che amo e portare avanti l’eredità di mio padre in un modo nuovo”.

Le copie digitali, assicurano Julian Lennon e la casa d’aste, sono uniche: un singolo Nft contiene i dati digitali relativi all’opera originale, non intercambiabile, archiviato sulla blockchain. I vincitori dell’asta, quindi, si porteranno a casa una sorta di edizione numerata 1 di 1, mentre Julian Lennon continuerà a tenere con sé l’oggetto fisico.

Pubblicitàspot_img
Pubblicitàspot_img

Ultimi articoli