Unicost: “Preoccupante votare rinnovo Csm con attuale legge elettorale”

“Sarebbe preoccupante e grave votare a luglio il rinnovo del Csm con l’attuale legge elettorale. Confidiamo che governo e Parlamento accelerino sulla riforma, è indispensabile arrivare a un risultato”. Così Rossella Marro, Presidente nazionale Unicost, in una intervista che è stata pubblicata oggi dal quotidiano cattolico Avvenire.
Sulla questione del sistema elettorale del Csm, in particolare sulla proposta di binominale maggioritario, l’esponente di Unicost ha rilevato che “non favorirebbe il pluralismo, ma la nascita di due poli contrapposti nella componente togata. Il Csm è un organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, è opportuno che sia largamente rappresentativo”.
Sul sorteggio, la giudice ha osservato: “Peggio ancora. La componente togata sarebbe delegittimata rispetto a quella laica e darebbe il segnale inquietante che una categoria altamente qualificata non è in grado di eleggere liberamente i componenti del csm. Davvero si ritiene che si possa estrarre da un bussolotto candidati a caso, che abbiano analoghe qualità, attitudini e competenze? Non è vero che uno vale uno”.
La proposta di Unicost è invece a favore di un sistema proporzionale, che “agevolerebbe le candidature indipendenti e consentirebbe a tutte le componenti, anche minoritarie e portatrici di istanze di rinnovamento, di essere rappresentate nel Csm”.
Tale proposta interverrebbe anche sulle distorsioni correntizie all’interno della Magistratura. Secondo Marro: “A nostro modo di vedere, le “correnti” non sono una patologia. La spinta ad associarsi fra persone che condividono ideali e valori è connaturata a ogni società civile. La deriva del correntismo, che va contrastata, subentra quando prevalgono all’interno logiche affaristiche o di appartenenza”.
Relativamente alla presunzione di innocenza, osserva Marro che esiste il rischio di imbrigliare troppo l’informazione. “In alcuni momenti, per vicende importanti, bisogna dare notizie ufficiali ed immediate. Se non lo si fa, si rischia di alimentare ridde di voci e illazioni che non fanno bene a nessuno, né agli indagati e alla giustizia, né ai cittadini”.

“Sarebbe preoccupante e grave votare a luglio il rinnovo del Csm con l’attuale legge elettorale. Confidiamo che governo e Parlamento accelerino sulla riforma, è indispensabile arrivare a un risultato”. Così Rossella Marro, Presidente nazionale Unicost, in una intervista che è stata pubblicata oggi dal quotidiano cattolico Avvenire.
Sulla questione del sistema elettorale del Csm, in particolare sulla proposta di binominale maggioritario, l’esponente di Unicost ha rilevato che “non favorirebbe il pluralismo, ma la nascita di due poli contrapposti nella componente togata. Il Csm è un organo di garanzia dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, è opportuno che sia largamente rappresentativo”.
Sul sorteggio, la giudice ha osservato: “Peggio ancora. La componente togata sarebbe delegittimata rispetto a quella laica e darebbe il segnale inquietante che una categoria altamente qualificata non è in grado di eleggere liberamente i componenti del csm. Davvero si ritiene che si possa estrarre da un bussolotto candidati a caso, che abbiano analoghe qualità, attitudini e competenze? Non è vero che uno vale uno”.
La proposta di Unicost è invece a favore di un sistema proporzionale, che “agevolerebbe le candidature indipendenti e consentirebbe a tutte le componenti, anche minoritarie e portatrici di istanze di rinnovamento, di essere rappresentate nel Csm”.
Tale proposta interverrebbe anche sulle distorsioni correntizie all’interno della Magistratura. Secondo Marro: “A nostro modo di vedere, le “correnti” non sono una patologia. La spinta ad associarsi fra persone che condividono ideali e valori è connaturata a ogni società civile. La deriva del correntismo, che va contrastata, subentra quando prevalgono all’interno logiche affaristiche o di appartenenza”.
Relativamente alla presunzione di innocenza, osserva Marro che esiste il rischio di imbrigliare troppo l’informazione. “In alcuni momenti, per vicende importanti, bisogna dare notizie ufficiali ed immediate. Se non lo si fa, si rischia di alimentare ridde di voci e illazioni che non fanno bene a nessuno, né agli indagati e alla giustizia, né ai cittadini”.

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