“Uno schiaffo alla scienza riammettere i medici No Vax”

“Dai lockdown alle mascherine, spesso mi sono ritrovato sulle posizioni di chi è al governo. Nell’ultimo decreto, però, sembra quasi che i vaccini siano un errore. Questo messaggio non può e non deve passare”. A dirlo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del policlinico San Martino di Genova.

L’ultimo annuncio di Palazzo Chigi sul Covid spacca l’Italia a metà. Che idea si è fatto?
“La decisione di levare l’obbligo vaccinale per medici e operatori sanitari, in questo 2022, si potrebbe anche prendere. Lo avrei, invece, mantenuto in alcuni reparti a rischio, più per proteggere l’operatore che il malato. Mi riferisco a pronto soccorso, terapie intensive e malattie infettive. Qui il pericolo di contrarre il virus è maggiore. Se si ammalano tante persone che lavorano nello stesso settore, si ferma un servizio. Il problema, quindi, non è aver preso un provvedimento che comunque sarebbe stato adottato entro fine anno, ma come lo si è annunciato”.

Perché?
“Nel momento in cui si dice che la gestione della pandemia è stata tutta ideologica e poco scientifica e poi si dice che si reintegrano medici no vax, si fa solo un grandissimo favore a chi non si è vaccinato, mentre si schiaffeggiano tutti coloro che si sono fatti iniettare una dose. Questa posizione mi lascia perplesso, soprattutto per i modi”.

Come è stata recepita dagli italiani?
“Può sembrare quasi una resa dei conti sulla campagna vaccinale, pur essendo un fiore all’occhiello per il Paese. Ricordiamoci Figliuolo, quanto ripetuto milioni di volte. Ascoltando quanto si sta dicendo nelle ultime ore, sembra quasi che tutto ciò corrisponda a un fallimento. Posso, quindi, condividere che non ci sia più l’obbligo di vaccinarsi ovunque, ma non che si faccia una sanatoria che dica ai sanitari che non si sono vaccinati di aver fatto bene”.

Quale aspetto la lascia più perplesso?
“Non sono un politico, ma guardo i numeri. Stiamo discutendo dello 0,7% dei medici. Il 99,3% si è vaccinato. Non capisco, pertanto, questo mettersi contro tutto il mondo scientifico. Mi piacerebbe, inoltre, sentire una posizione univoca da parte del presidente del Consiglio. È pro o contro le vaccinazioni? Sull’argomento, ancora non ho udito nulla”.

Qualcuno dice mettiamo i sanitari no vax in reparti non a rischio. È d’accordo?
“I medici ospedalieri non vaccinati, in tutta Italia, saranno una ventina. Non rappresentano un problema. Una percentuale maggiore, invece, riguarda gli infermieri. Questi ultimi, comunque, potrebbero essere tranquillamente reinseriti in reparti a basso rischio, come tra l’altro già avvenuto in molte strutture”.

Cosa succederà nei prossimi giorni con l’arrivo del freddo? Ci sarà un ulteriore aumento dei contagi?
“Mi auguro che dopo questa presa di posizione di Palazzo Chigi non succeda niente. Diversamente sarebbero dolori per il governo, considerando che siamo in piena campagna vaccinale. Sarebbero molti coloro che direbbero che le cose vanno male perché qualcuno non è stato capace. Detto ciò, non so cosa accadrà. Ritengo, però, che con il passare dei giorni, ci saranno molte sindromi respiratorie di stagione, che bisognerà gestire in maniera diversa dal 2021, meno tamponi e via dicendo. Mi dispiace molto non trovarmi d’accordo con Meloni su quest’ultimo provvedimento. Il ragionamento del nuovo premier è condivisibile su molti punti”.

A cosa fa riferimento?
“Sono sempre stato molto critico per i lockdown più lunghi degli altri Paesi, per le zone gialle e rosse, per l’obbligo di mascherina, per tante cose che funzionavano. Aver messo dentro anche i vaccini, però, mi sembra sia stato un errore clamoroso. È solo un favore enorme ai no vax, che oggi sono rinfrancati e rifocillati. Ne ho sentito più di qualcuno dire avevamo ragione noi. Questa ultima scelta, purtroppo, finirà col marchiare, in modo pesante, questo esecutivo”.
Nel caso in cui salissero i contagi, dobbiamo pensare a nuove norme restrittive?
“Ritengo che ciò non sia possibile. Se il Covid tornerà a farsi sentire, senza un aumento dei casi gravi, non si può pensare di rimettere obblighi o misure restrittive. Dobbiamo, invece, tutelare i fragili, per cui è raccomandabile l’uso delle mascherine. Ecco perché invitiamo gli anziani a vaccinarsi”.

Non tornerà più neanche l’incubo mascherina?
“È stato corretto farle tenere in ospedale, mentre è giusto toglierle dappertutto, a partire dalle scuole. Questo virus oggi va affrontato in modo diverso. Serve imparare dai tanti sbagli commessi. L’importante è non includere tra questi anche i vaccini. Forse è stata l’unica cosa fatta davvero bene”.

Potranno tornare, invece, gli assembramenti?
“Sono già tornati da tempo. Vedo stadi con novantamila spettatori. A meno che non ci sia un virus nuovo e diverso, non si deve cambiare nulla. È indispensabile ritornare alla vita di prima”.

Possiamo dire che il Covid è ormai un lontano ricordo?
“Non è davvero passato, ma viviamo certamente in un contesto diverso grazie ai vaccini. Come medicina e scienza, questi ultimi non devono avere colori. Non sono né di destra, né di sinistra, ma sono per tutti e di tutti. Senza di essi non saremo dove siamo. Non bisogna mai dimenticarlo”.

“Dai lockdown alle mascherine, spesso mi sono ritrovato sulle posizioni di chi è al governo. Nell’ultimo decreto, però, sembra quasi che i vaccini siano un errore. Questo messaggio non può e non deve passare”. A dirlo Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive del policlinico San Martino di Genova.

L’ultimo annuncio di Palazzo Chigi sul Covid spacca l’Italia a metà. Che idea si è fatto?
“La decisione di levare l’obbligo vaccinale per medici e operatori sanitari, in questo 2022, si potrebbe anche prendere. Lo avrei, invece, mantenuto in alcuni reparti a rischio, più per proteggere l’operatore che il malato. Mi riferisco a pronto soccorso, terapie intensive e malattie infettive. Qui il pericolo di contrarre il virus è maggiore. Se si ammalano tante persone che lavorano nello stesso settore, si ferma un servizio. Il problema, quindi, non è aver preso un provvedimento che comunque sarebbe stato adottato entro fine anno, ma come lo si è annunciato”.

Perché?
“Nel momento in cui si dice che la gestione della pandemia è stata tutta ideologica e poco scientifica e poi si dice che si reintegrano medici no vax, si fa solo un grandissimo favore a chi non si è vaccinato, mentre si schiaffeggiano tutti coloro che si sono fatti iniettare una dose. Questa posizione mi lascia perplesso, soprattutto per i modi”.

Come è stata recepita dagli italiani?
“Può sembrare quasi una resa dei conti sulla campagna vaccinale, pur essendo un fiore all’occhiello per il Paese. Ricordiamoci Figliuolo, quanto ripetuto milioni di volte. Ascoltando quanto si sta dicendo nelle ultime ore, sembra quasi che tutto ciò corrisponda a un fallimento. Posso, quindi, condividere che non ci sia più l’obbligo di vaccinarsi ovunque, ma non che si faccia una sanatoria che dica ai sanitari che non si sono vaccinati di aver fatto bene”.

Quale aspetto la lascia più perplesso?
“Non sono un politico, ma guardo i numeri. Stiamo discutendo dello 0,7% dei medici. Il 99,3% si è vaccinato. Non capisco, pertanto, questo mettersi contro tutto il mondo scientifico. Mi piacerebbe, inoltre, sentire una posizione univoca da parte del presidente del Consiglio. È pro o contro le vaccinazioni? Sull’argomento, ancora non ho udito nulla”.

Qualcuno dice mettiamo i sanitari no vax in reparti non a rischio. È d’accordo?
“I medici ospedalieri non vaccinati, in tutta Italia, saranno una ventina. Non rappresentano un problema. Una percentuale maggiore, invece, riguarda gli infermieri. Questi ultimi, comunque, potrebbero essere tranquillamente reinseriti in reparti a basso rischio, come tra l’altro già avvenuto in molte strutture”.

Cosa succederà nei prossimi giorni con l’arrivo del freddo? Ci sarà un ulteriore aumento dei contagi?
“Mi auguro che dopo questa presa di posizione di Palazzo Chigi non succeda niente. Diversamente sarebbero dolori per il governo, considerando che siamo in piena campagna vaccinale. Sarebbero molti coloro che direbbero che le cose vanno male perché qualcuno non è stato capace. Detto ciò, non so cosa accadrà. Ritengo, però, che con il passare dei giorni, ci saranno molte sindromi respiratorie di stagione, che bisognerà gestire in maniera diversa dal 2021, meno tamponi e via dicendo. Mi dispiace molto non trovarmi d’accordo con Meloni su quest’ultimo provvedimento. Il ragionamento del nuovo premier è condivisibile su molti punti”.

A cosa fa riferimento?
“Sono sempre stato molto critico per i lockdown più lunghi degli altri Paesi, per le zone gialle e rosse, per l’obbligo di mascherina, per tante cose che funzionavano. Aver messo dentro anche i vaccini, però, mi sembra sia stato un errore clamoroso. È solo un favore enorme ai no vax, che oggi sono rinfrancati e rifocillati. Ne ho sentito più di qualcuno dire avevamo ragione noi. Questa ultima scelta, purtroppo, finirà col marchiare, in modo pesante, questo esecutivo”.
Nel caso in cui salissero i contagi, dobbiamo pensare a nuove norme restrittive?
“Ritengo che ciò non sia possibile. Se il Covid tornerà a farsi sentire, senza un aumento dei casi gravi, non si può pensare di rimettere obblighi o misure restrittive. Dobbiamo, invece, tutelare i fragili, per cui è raccomandabile l’uso delle mascherine. Ecco perché invitiamo gli anziani a vaccinarsi”.

Non tornerà più neanche l’incubo mascherina?
“È stato corretto farle tenere in ospedale, mentre è giusto toglierle dappertutto, a partire dalle scuole. Questo virus oggi va affrontato in modo diverso. Serve imparare dai tanti sbagli commessi. L’importante è non includere tra questi anche i vaccini. Forse è stata l’unica cosa fatta davvero bene”.

Potranno tornare, invece, gli assembramenti?
“Sono già tornati da tempo. Vedo stadi con novantamila spettatori. A meno che non ci sia un virus nuovo e diverso, non si deve cambiare nulla. È indispensabile ritornare alla vita di prima”.

Possiamo dire che il Covid è ormai un lontano ricordo?
“Non è davvero passato, ma viviamo certamente in un contesto diverso grazie ai vaccini. Come medicina e scienza, questi ultimi non devono avere colori. Non sono né di destra, né di sinistra, ma sono per tutti e di tutti. Senza di essi non saremo dove siamo. Non bisogna mai dimenticarlo”.

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