Usa, rubato manoscritto di “Hotel California”

L’hanno rubato e poi hanno cercato di venderlo: si tratta di un manoscritto di 100 pagine, che contiene appunti scritti a mano del notissimo album degli Eagles intitolato “Hotel California”. Un testo scritto da uno dei fondatori della band che, secondo le stime, vale oltre un milione di dollari.

E’ successo negli Stati Uniti, dove i ladri, di età compresa tra i 58 e i 66 anni, alla sbarra per il furto, si sono dichiarati innocenti. I loro legali hanno parlato di “accuse ingiustificate” che intendono “combattere energicamente”. In una dichiarazione inviata all’Afp hanno sottolineato che “L’ufficio del pubblico ministero vede crimini dove non ce ne sono e offusca ingiustamente la reputazione di professionisti rispettati”.

Secondo quanto riferito da Abc news, “sebbene sapessero che i documenti erano stati rubati”, i tre imputati “hanno tentato di vendere i manoscritti, falsificato i documenti di provenienza e mentito a case d’asta, potenziali acquirenti e forze dell’ordine”, sostiene invece l’accusa. “Hanno inventato storie sull’origine dei documenti e sul loro diritto di possederli per trarne profitto” ha dichiarato il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg.

L’inizio del caso risale alla fine degli anni Settanta, quando uno scrittore ingaggiato dalla rock band californiana per scrivere un libro sulla storia del gruppo, si prese gli appunti senza mai restituirli.

Don Henley – riferisce RaiNews – aveva tentato invano di recuperare i documenti quando aveva saputo che i due uomini ne erano in possesso. Ma questi ultimi sono accusati di aver falsificato documenti attestanti una provenienza legale per costringere Henley a riacquistarli a caro prezzo.

L’hanno rubato e poi hanno cercato di venderlo: si tratta di un manoscritto di 100 pagine, che contiene appunti scritti a mano del notissimo album degli Eagles intitolato “Hotel California”. Un testo scritto da uno dei fondatori della band che, secondo le stime, vale oltre un milione di dollari.

E’ successo negli Stati Uniti, dove i ladri, di età compresa tra i 58 e i 66 anni, alla sbarra per il furto, si sono dichiarati innocenti. I loro legali hanno parlato di “accuse ingiustificate” che intendono “combattere energicamente”. In una dichiarazione inviata all’Afp hanno sottolineato che “L’ufficio del pubblico ministero vede crimini dove non ce ne sono e offusca ingiustamente la reputazione di professionisti rispettati”.

Secondo quanto riferito da Abc news, “sebbene sapessero che i documenti erano stati rubati”, i tre imputati “hanno tentato di vendere i manoscritti, falsificato i documenti di provenienza e mentito a case d’asta, potenziali acquirenti e forze dell’ordine”, sostiene invece l’accusa. “Hanno inventato storie sull’origine dei documenti e sul loro diritto di possederli per trarne profitto” ha dichiarato il procuratore distrettuale di Manhattan Alvin Bragg.

L’inizio del caso risale alla fine degli anni Settanta, quando uno scrittore ingaggiato dalla rock band californiana per scrivere un libro sulla storia del gruppo, si prese gli appunti senza mai restituirli.

Don Henley – riferisce RaiNews – aveva tentato invano di recuperare i documenti quando aveva saputo che i due uomini ne erano in possesso. Ma questi ultimi sono accusati di aver falsificato documenti attestanti una provenienza legale per costringere Henley a riacquistarli a caro prezzo.

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