Usa-Ue, accordi commerciali contro i fornitori a rischio

Non solo sanzioni alla Russia. E non solo la preoccupazione, sempre più pressante, dell’esigenza di una governance globale della tecnologia, nella convinzione che il suo controllo faccia la differenza nel braccio di ferro con Putin. A Parigi, la seconda riunione ministeriale del Consiglio per il commercio e la tecnologia Stati Uniti-Europa (Trade and Technology Council) ha confermato il fronte comune dell’Occidente per consolidare una manovra economica in grado al più presto di svincolarsi da economie e fornitori a rischio. L’attenzione è rivolta soprattutto a materie prime, terre rare e semiconduttori, che chiamano in causa la Cina, sempre più frenata da una produzione industriale al ribasso (- 3%), con i porti sostanzialmente fermi e una disoccupazione crescente in 31 delle sue città più importanti per gli effetti della sua strategia Covid Zero.
Il TTC, dopo la sua costituzione nel giugno scorso e una prima riunione a settembre con l’individuazione di 10 gruppi di lavoro sui temi più emergenti, cavalca la crisi mondiale e preme sull’acceleratore. Lo spiega Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo per un’Europa pronta per l’era digitale e copresidente del TTC: “Questa cooperazione va al di là della nostra reazione alla guerra. Insieme ai nostri partner transatlantici, possiamo creare una visione positiva per le nostre economie”. In primo piano, le catene di approvvigionamento messe a rischio dalla crisi. Lo rileva Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo e commissario per il Commercio: “Lavoriamo a stretto contatto per garantire la sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento e rafforzare la sicurezza alimentare globale”.
Il modello di intervento è quello che ha portato, per la pandemia, a risultati sulle forniture di vaccini. Lo dice Thierry Breton, commissario per il Mercato interno: “La collaborazione transatlantica sulle catene di approvvigionamento e sulle tecnologie digitali è fondamentale per difendere i nostri interessi e i nostri valori comuni. Avendo lavorato con successo con gli Stati Uniti sulle strozzature della catena di approvvigionamento per gli ingredienti dei vaccini, nutriamo l’ambizione comune di rafforzare la resilienza della catena in altri settori, dalle materie prime ai semiconduttori”.
E l’ambizione si trasforma in concretezza, per catene di approvvigionamento sicure. Di fronte al persistere della minaccia rappresentata dall’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, Usa e Ue nell’ambito del TTC hanno deciso di sviluppare un meccanismo comune di allarme rapido e di monitoraggio costante sulle catene del valore dei semiconduttori, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la preparazione in caso di interruzioni dell’approvvigionamento e intensificare lo scambio di informazioni per evitare una corsa alle sovvenzioni. A fine anno, ma forse prima se l’urgenza dello scacchiere geopolitico lo determinerà, il TTC tornerà a fare il punto sulle iniziative dei suoi gruppi di lavoro.

Non solo sanzioni alla Russia. E non solo la preoccupazione, sempre più pressante, dell’esigenza di una governance globale della tecnologia, nella convinzione che il suo controllo faccia la differenza nel braccio di ferro con Putin. A Parigi, la seconda riunione ministeriale del Consiglio per il commercio e la tecnologia Stati Uniti-Europa (Trade and Technology Council) ha confermato il fronte comune dell’Occidente per consolidare una manovra economica in grado al più presto di svincolarsi da economie e fornitori a rischio. L’attenzione è rivolta soprattutto a materie prime, terre rare e semiconduttori, che chiamano in causa la Cina, sempre più frenata da una produzione industriale al ribasso (- 3%), con i porti sostanzialmente fermi e una disoccupazione crescente in 31 delle sue città più importanti per gli effetti della sua strategia Covid Zero.
Il TTC, dopo la sua costituzione nel giugno scorso e una prima riunione a settembre con l’individuazione di 10 gruppi di lavoro sui temi più emergenti, cavalca la crisi mondiale e preme sull’acceleratore. Lo spiega Margrethe Vestager, vicepresidente esecutivo per un’Europa pronta per l’era digitale e copresidente del TTC: “Questa cooperazione va al di là della nostra reazione alla guerra. Insieme ai nostri partner transatlantici, possiamo creare una visione positiva per le nostre economie”. In primo piano, le catene di approvvigionamento messe a rischio dalla crisi. Lo rileva Valdis Dombrovskis, vicepresidente esecutivo e commissario per il Commercio: “Lavoriamo a stretto contatto per garantire la sicurezza delle nostre catene di approvvigionamento e rafforzare la sicurezza alimentare globale”.
Il modello di intervento è quello che ha portato, per la pandemia, a risultati sulle forniture di vaccini. Lo dice Thierry Breton, commissario per il Mercato interno: “La collaborazione transatlantica sulle catene di approvvigionamento e sulle tecnologie digitali è fondamentale per difendere i nostri interessi e i nostri valori comuni. Avendo lavorato con successo con gli Stati Uniti sulle strozzature della catena di approvvigionamento per gli ingredienti dei vaccini, nutriamo l’ambizione comune di rafforzare la resilienza della catena in altri settori, dalle materie prime ai semiconduttori”.
E l’ambizione si trasforma in concretezza, per catene di approvvigionamento sicure. Di fronte al persistere della minaccia rappresentata dall’aggressione russa nei confronti dell’Ucraina, Usa e Ue nell’ambito del TTC hanno deciso di sviluppare un meccanismo comune di allarme rapido e di monitoraggio costante sulle catene del valore dei semiconduttori, con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza e la preparazione in caso di interruzioni dell’approvvigionamento e intensificare lo scambio di informazioni per evitare una corsa alle sovvenzioni. A fine anno, ma forse prima se l’urgenza dello scacchiere geopolitico lo determinerà, il TTC tornerà a fare il punto sulle iniziative dei suoi gruppi di lavoro.

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