VACANZE: SIAMO DIVISI TRA PIACERI E PAURE

 

Siamo a fine giugno e l’estate è cominciata da poco. Ci troviamo quindi in periodo di vacanze. già iniziate per alcuni oppure da pregustare a breve per molti. Eppure questa estate, a causa del coronavirus, é diversa dalle altre. Molto diversa. La pandemia che ha arrecato tanti lutti al nostro Paese e innumerevoli danni all’apparato produttivo e sociale italiano, con il sistema sanitario messo a dura prova, non è stata sconfitta. Anzi, a detta di quasi tutto il mondo scientifico, potrebbe tornare con virulenza il prossimo autunno. Il timore, quindi, di dover affrontare a breve un ulteriore periodo di “detenzione domiciliare” e di isolamento attanaglia quasi tutti gli italiani e, con questo spirito, ci si prepara al periodo vacanziero. E’ indubbio che questa paura di un ritorno dell’epidemia costituisca un freno alla voglia di tanti di andare al mare o di fare escursioni in montagna. La necessità di mantenere le misure di sicurezza come le mascherine e di sanificare le strutture ricettive (alberghi, pensioni, case in affitto, ristoranti, stabilimenti balneari, mezzi di trasporto e quant’altro) costituiscono una forte remora per tanti italiani e molti turisti stranieri. Quasi tutti gli operatori del settore delle vacanze sono convinti che l’estate 2020 sarà una delle peggiori, se non la peggiore, di quelle del dopoguerra. E non bastano gli incentivi annunciati dal governo a far risollevare una stagione che appare molto compromessa. Le misure dell’esecutivo giallo-rosso appaiono timide, contorte, prigioniere della morsa della burocrazia e quindi non facilmente applicabili. Il che convincerà soprattutto le piccole strutture alberghiere e pensionistiche, molti “Bed and Breakfast” e tanti ristoranti, bar, gelaterie a non aprire perché i costi di gestione supererebbero i ricavi. Le paure per le vacanze, per i possibili rischi per la salute e per un rincaro dei prezzi dovuto alle maggiori spese degli operatori turistici, sono più che giustificate e potrebbero far propendere molti italiani a rinunciare a mare o montagna per restarsene al sicuro nella propria abitazione. Nel contempo, però, soprattutto dopo il lungo periodo di quarantena che abbiamo vissuto fino a qualche giorno fa, siamo spinti a lasciare il nostro domicilio per andare all’aria aperta, a goderci delle belle nuotate al mare, a rinfrescarci tra le montagne, a rifugiarsi in qualche tranquillo agriturismo. Noi siamo il “Belpaese”, e rinunciare al piacere di godercelo in prima persona sarebbe doloroso. Oltretutto quest’anno che, causa coronavirus, vedrà meno turisti stranieri affollare le nostre coste, i nostri laghi e i tanti angoli meravigliosi che caratterizzano l’Italia, facendoci sentire quindi più “padroni” in casa nostra. Siamo allora tutti divisi tra piaceri e paure, tra desiderio di dimenticare il doloroso inizio di questo anno bisestile ed il timore che in autunno si possa ripiombare in quell’atmosfera plumbea che ha caratterizzato la fase 1 della pandemia. Speriamo tutti che la paura non abbia il sopravvento. 

Abbiamo bisogno di passare ore spensierate e felici pur avendo la mascherina al collo. Non solo perché  il turismo rappresenta una voce importante per l’economia del nostro Paese, ma soprattutto perché  le vacanze costituiscono una importante valvola di sfogo per le tensioni accumulate nei mesi passati. E ne abbiamo molto bisogno in attesa dei prossimi mesi autunnali ed invernali.

Susanna Ricci

 

 

Siamo a fine giugno e l’estate è cominciata da poco. Ci troviamo quindi in periodo di vacanze. già iniziate per alcuni oppure da pregustare a breve per molti. Eppure questa estate, a causa del coronavirus, é diversa dalle altre. Molto diversa. La pandemia che ha arrecato tanti lutti al nostro Paese e innumerevoli danni all’apparato produttivo e sociale italiano, con il sistema sanitario messo a dura prova, non è stata sconfitta. Anzi, a detta di quasi tutto il mondo scientifico, potrebbe tornare con virulenza il prossimo autunno. Il timore, quindi, di dover affrontare a breve un ulteriore periodo di “detenzione domiciliare” e di isolamento attanaglia quasi tutti gli italiani e, con questo spirito, ci si prepara al periodo vacanziero. E’ indubbio che questa paura di un ritorno dell’epidemia costituisca un freno alla voglia di tanti di andare al mare o di fare escursioni in montagna. La necessità di mantenere le misure di sicurezza come le mascherine e di sanificare le strutture ricettive (alberghi, pensioni, case in affitto, ristoranti, stabilimenti balneari, mezzi di trasporto e quant’altro) costituiscono una forte remora per tanti italiani e molti turisti stranieri. Quasi tutti gli operatori del settore delle vacanze sono convinti che l’estate 2020 sarà una delle peggiori, se non la peggiore, di quelle del dopoguerra. E non bastano gli incentivi annunciati dal governo a far risollevare una stagione che appare molto compromessa. Le misure dell’esecutivo giallo-rosso appaiono timide, contorte, prigioniere della morsa della burocrazia e quindi non facilmente applicabili. Il che convincerà soprattutto le piccole strutture alberghiere e pensionistiche, molti “Bed and Breakfast” e tanti ristoranti, bar, gelaterie a non aprire perché i costi di gestione supererebbero i ricavi. Le paure per le vacanze, per i possibili rischi per la salute e per un rincaro dei prezzi dovuto alle maggiori spese degli operatori turistici, sono più che giustificate e potrebbero far propendere molti italiani a rinunciare a mare o montagna per restarsene al sicuro nella propria abitazione. Nel contempo, però, soprattutto dopo il lungo periodo di quarantena che abbiamo vissuto fino a qualche giorno fa, siamo spinti a lasciare il nostro domicilio per andare all’aria aperta, a goderci delle belle nuotate al mare, a rinfrescarci tra le montagne, a rifugiarsi in qualche tranquillo agriturismo. Noi siamo il “Belpaese”, e rinunciare al piacere di godercelo in prima persona sarebbe doloroso. Oltretutto quest’anno che, causa coronavirus, vedrà meno turisti stranieri affollare le nostre coste, i nostri laghi e i tanti angoli meravigliosi che caratterizzano l’Italia, facendoci sentire quindi più “padroni” in casa nostra. Siamo allora tutti divisi tra piaceri e paure, tra desiderio di dimenticare il doloroso inizio di questo anno bisestile ed il timore che in autunno si possa ripiombare in quell’atmosfera plumbea che ha caratterizzato la fase 1 della pandemia. Speriamo tutti che la paura non abbia il sopravvento. 

Abbiamo bisogno di passare ore spensierate e felici pur avendo la mascherina al collo. Non solo perché  il turismo rappresenta una voce importante per l’economia del nostro Paese, ma soprattutto perché  le vacanze costituiscono una importante valvola di sfogo per le tensioni accumulate nei mesi passati. E ne abbiamo molto bisogno in attesa dei prossimi mesi autunnali ed invernali.

Susanna Ricci

 

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