Vaccinatevi anche dalle gaffe

Il governo Meloni e la maledizione dei sottosegretari. Dopo la svastica al braccio di Galeazzo Bignami, è finito nella bufera Marcello Gemmato, numero due al Ministero della Salute in quota Fratelli d’Italia. Le sue dichiarazioni dal sapore no vax sono diventate un caso politico, in cui la parola d’ordine è “dimissioni”.
Perché l’ombra del negazionismo, in un’Italia che ha pagato un prezzo elevato di vite umane vittime del Covid-19 e non dimentica la drammatica processione delle bare di Bergamo, grida vendetta. Soprattutto se a gettare dubbi sui vaccini, già argomento prediletto dei complottisti de noantri, è il sottosegretario alla Sanità, che per non dire cosa voleva dire ha detto più di quello che avrebbe dovuto dire. “Non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini”, ha dichiarato Gemmato a ReStart su Rai Due, cadendo così in un trappolone che si è teso da solo .E non pago, rispondendo al vicedirettore del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, ha aggiunto: “Senza vaccini sarebbe stato peggio? Non so, non ne abbiamo la prova”. In barba alle evidenze scientifiche sull’efficacia dei sieri e mistificando la realtà che evidenzia come, a seguito della vaccinazione, è crollata la mortalità nelle infezioni. E per fortuna che non abbiamo la prova contraria, di cosa sarebbe successo al mondo se le case farmaceutiche non fossero riuscite a scoprire il vaccino, che durante la fase più cruenta veniva anelato da chiunque e che, una volta arrivato, ha dato origine alla schiera ristretta di no vax. Gemmato ha infine sottolineato: “Registro che per larga parte della pandemia l’Italia è stata prima per mortalità e terza per letalità, quindi questi grandi risultati non li vedo raggiunti”. E anche su questo il sottosegretario, se non malafede, dimostra mancanza di conoscenza delle cause che hanno portato il nostro Paese sul podio dei decessi, collegati anche al fatto che l’Italia ha la popolazione più vecchia d’Europa. Se si prende in considerazione il fatto che il Covid-19 ha avuto i suoi effetti più ferali su anziani e fragili, il gioco è fatto. Insomma, per Gemmato non solo la matematica è un’opinione, ma anche la scienza, che ripetere da mesi come i vaccini abbiano funzionato e, di fronte alle polemiche sterili di chi continua a sostenere che pur con il vaccino ci si contagia, risponde con l’assunto che il farmaco vaccinale non rende immuni dal contagio, ma dalla malattia grave. E il mondo scientifico è insorto contro il sottosegretario, ma ancor più le opposizioni, che chiedono le dimissioni di Gemmato. “Un sottosegretario alla Salute che nega i vaccini non può rimanere in carica”, ha twittato il segretario del Pd, Enrico Letta. Per Carlo Calenda, leader del Terzo Polo, “Gemmato si deve dimettere. Un sottosegretario alla Salute che non prende le distanze dai no vax è decisamente nel posto sbagliato”. Stessi concetti dal segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova: “Il sottosegretario Gemmato spiega che lui non cade nella trappola di pronunciarsi sui vaccini, perché non sappiamo se funzionano. Governo dunque apertamente no-vax e anti scientifico. Chiedo a Giorgia Meloni se vuole correggere anche questa posizione o se per lei va bene così”.
E la premier sembra averla corretta, perché dal G20 di Bali, parlando del coronavirus, ha detto che “è in calo in molti paesi, tra questi l’Italia. Grazie al lavoro straordinario del personale sanitario, ai vaccini, alla prevenzione, alla responsabilizzazione dei cittadini, la vita è tornata progressivamente alla normalità”. Dunque, anche grazie ai vaccini, le nostre società hanno superato “una situazione di pericolo che abbiamo il dovere di affrontare in modo strutturale, senza mai cedere alla facile tentazione di sacrificare la libertà dei nostri cittadini in nome della tutela della loro salute. Libertà e salute si tengono insieme. Perché certamente, se non si ha la salute a nulla serve la libertà. Ma di contro, cos’è la salute senza libertà?”, ha detto il presidente del Consiglio. Anche Gemmato ha cercato di mettere una pezza, rispondendo che “i vaccini sono armi preziose contro il Covid, le mie parole decontestualizzate e oggetto di facili strumentalizzazioni“ e dicendosi “stupefatto dalle strumentalizzazioni che l’opposizione sta montando”.
Peccato che non c’è solo la sinistra a puntare il dito contro Gemmato, ma anche il mondo scientifico ha preso posizioni dure contro le esternazioni del sottosegretario. Primo tra tutti Matteo Bassetti, primario di Infettivologia al San Martino di Genova, non certo un pericoloso comunista. “Ma come si fa a dire che non c’è prova scientifica che i vaccini sono serviti a salvare la vita a milioni di persone? Basterebbe saper leggere la letteratura scientifica. Un bel tacer non fu mai scritto”, ha twittato l’infettivologo. “Aspettiamo una posizione chiara e forte dal ministro Orazio Schillaci, altrimenti è silenzio assenso”, ha aggiunto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Il titolare della Salute non è intervenuto sulla polemica, ma ha parlato delle novità sui protocolli e dell’avvio della campagna vaccinale, che partirà entro la settimana prossima e punta a far risalire il numero dei vaccinati. “Stiamo lavorando anche sulla quarantena per far sì che soprattutto i pazienti asintomatici positivi possano rientrare prima. A breve anche su questo faremo una comunicazione, eventualmente eliminando anche il tampone finale”, ha concluso Schillaci.

Il governo Meloni e la maledizione dei sottosegretari. Dopo la svastica al braccio di Galeazzo Bignami, è finito nella bufera Marcello Gemmato, numero due al Ministero della Salute in quota Fratelli d’Italia. Le sue dichiarazioni dal sapore no vax sono diventate un caso politico, in cui la parola d’ordine è “dimissioni”.
Perché l’ombra del negazionismo, in un’Italia che ha pagato un prezzo elevato di vite umane vittime del Covid-19 e non dimentica la drammatica processione delle bare di Bergamo, grida vendetta. Soprattutto se a gettare dubbi sui vaccini, già argomento prediletto dei complottisti de noantri, è il sottosegretario alla Sanità, che per non dire cosa voleva dire ha detto più di quello che avrebbe dovuto dire. “Non cado nella trappola di schierarmi a favore o contro i vaccini”, ha dichiarato Gemmato a ReStart su Rai Due, cadendo così in un trappolone che si è teso da solo .E non pago, rispondendo al vicedirettore del Corriere della Sera Aldo Cazzullo, ha aggiunto: “Senza vaccini sarebbe stato peggio? Non so, non ne abbiamo la prova”. In barba alle evidenze scientifiche sull’efficacia dei sieri e mistificando la realtà che evidenzia come, a seguito della vaccinazione, è crollata la mortalità nelle infezioni. E per fortuna che non abbiamo la prova contraria, di cosa sarebbe successo al mondo se le case farmaceutiche non fossero riuscite a scoprire il vaccino, che durante la fase più cruenta veniva anelato da chiunque e che, una volta arrivato, ha dato origine alla schiera ristretta di no vax. Gemmato ha infine sottolineato: “Registro che per larga parte della pandemia l’Italia è stata prima per mortalità e terza per letalità, quindi questi grandi risultati non li vedo raggiunti”. E anche su questo il sottosegretario, se non malafede, dimostra mancanza di conoscenza delle cause che hanno portato il nostro Paese sul podio dei decessi, collegati anche al fatto che l’Italia ha la popolazione più vecchia d’Europa. Se si prende in considerazione il fatto che il Covid-19 ha avuto i suoi effetti più ferali su anziani e fragili, il gioco è fatto. Insomma, per Gemmato non solo la matematica è un’opinione, ma anche la scienza, che ripetere da mesi come i vaccini abbiano funzionato e, di fronte alle polemiche sterili di chi continua a sostenere che pur con il vaccino ci si contagia, risponde con l’assunto che il farmaco vaccinale non rende immuni dal contagio, ma dalla malattia grave. E il mondo scientifico è insorto contro il sottosegretario, ma ancor più le opposizioni, che chiedono le dimissioni di Gemmato. “Un sottosegretario alla Salute che nega i vaccini non può rimanere in carica”, ha twittato il segretario del Pd, Enrico Letta. Per Carlo Calenda, leader del Terzo Polo, “Gemmato si deve dimettere. Un sottosegretario alla Salute che non prende le distanze dai no vax è decisamente nel posto sbagliato”. Stessi concetti dal segretario di Più Europa, Benedetto Della Vedova: “Il sottosegretario Gemmato spiega che lui non cade nella trappola di pronunciarsi sui vaccini, perché non sappiamo se funzionano. Governo dunque apertamente no-vax e anti scientifico. Chiedo a Giorgia Meloni se vuole correggere anche questa posizione o se per lei va bene così”.
E la premier sembra averla corretta, perché dal G20 di Bali, parlando del coronavirus, ha detto che “è in calo in molti paesi, tra questi l’Italia. Grazie al lavoro straordinario del personale sanitario, ai vaccini, alla prevenzione, alla responsabilizzazione dei cittadini, la vita è tornata progressivamente alla normalità”. Dunque, anche grazie ai vaccini, le nostre società hanno superato “una situazione di pericolo che abbiamo il dovere di affrontare in modo strutturale, senza mai cedere alla facile tentazione di sacrificare la libertà dei nostri cittadini in nome della tutela della loro salute. Libertà e salute si tengono insieme. Perché certamente, se non si ha la salute a nulla serve la libertà. Ma di contro, cos’è la salute senza libertà?”, ha detto il presidente del Consiglio. Anche Gemmato ha cercato di mettere una pezza, rispondendo che “i vaccini sono armi preziose contro il Covid, le mie parole decontestualizzate e oggetto di facili strumentalizzazioni“ e dicendosi “stupefatto dalle strumentalizzazioni che l’opposizione sta montando”.
Peccato che non c’è solo la sinistra a puntare il dito contro Gemmato, ma anche il mondo scientifico ha preso posizioni dure contro le esternazioni del sottosegretario. Primo tra tutti Matteo Bassetti, primario di Infettivologia al San Martino di Genova, non certo un pericoloso comunista. “Ma come si fa a dire che non c’è prova scientifica che i vaccini sono serviti a salvare la vita a milioni di persone? Basterebbe saper leggere la letteratura scientifica. Un bel tacer non fu mai scritto”, ha twittato l’infettivologo. “Aspettiamo una posizione chiara e forte dal ministro Orazio Schillaci, altrimenti è silenzio assenso”, ha aggiunto Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe. Il titolare della Salute non è intervenuto sulla polemica, ma ha parlato delle novità sui protocolli e dell’avvio della campagna vaccinale, che partirà entro la settimana prossima e punta a far risalire il numero dei vaccinati. “Stiamo lavorando anche sulla quarantena per far sì che soprattutto i pazienti asintomatici positivi possano rientrare prima. A breve anche su questo faremo una comunicazione, eventualmente eliminando anche il tampone finale”, ha concluso Schillaci.

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