L’INTERVISTA – “Via Speranza, gestione Covid catastrofica”

A colloquio con l’infettivologo Matteo Bassetti.

“Se davvero ci sarà un rimpasto di governo mi auguro vivamente che ci sia un nuovo ministro della Salute: la gestione 2022 del Covid è stata catastrofica. Se a settembre dovessero rimettere le mascherine a scuola, guiderò la protesta dei giovani in piazza. Non ha senso trattare il virus di oggi come se fosse quello del 2020-2021. La popolazione oggi è coperta dalle forme gravi quasi al 100 per cento”. Parola dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova, il quale ci ha spiegato perché l’Italia è rimasto l’unico Paese d’Europa dove purtroppo vige una sorta di “fine pandemia mai”.

Professore, perché mai dovrebbero rimettere le mascherine a scuola a settembre?
Perché purtroppo la sensazione- poi magari mi sbaglio – è che andiamo anziché verso un alleggerimento delle restrizioni verso un ritorno della mascherina in classe a settembre. Questo perché in questi anni non si è fatto quello che andava fatto a scuola. Stiamo replicando lo schema degli anni passati: si lasciano i cittadini e gli studenti liberi d’estate e poi a settembre qualcuno si sveglierà e dirà che bisognerà rimettere la mascherina in classe.

Cosa andava fatto per mettere in sicurezza le scuole?
Intervenire sui sistemi di areazione, sulle classi pollaio, troppo affollate, niente di tutto questo è stato fatto in questi anni. Per cui la soluzione più facile ma non quella giusta – sia chiaro – sarebbe quella di rimettere la mascherina, “perché ci sono i contagi e gli studenti vanno protetti”. Sarebbe veramente scandaloso e se davvero dovesse succedere come ho detto io guiderei la protesta degli studenti. Perché giustamente finora li abbiamo lasciati liberi di andare senza mascherina in discoteca, ai concerti, agli aperitivi, sulle spiagge, nelle piscine. Questo fino a un minuto prima di rientrare in classe, dove invece si imporrebbe la mascherina per incapacità manifesta di gestire il sistema della sicurezza scolastica.

Qual è il quadro sanitario della popolazione scolastica?
Tanti studenti li abbiamo protetti con la vaccinazione, altri si sono contagiati tra quest’estate e i primi mesi dell’anno con la variante Omicron e quindi hanno sviluppato gli anticorpi. Ciononostante – anche se spero che non sia così – il rischio è che per il terzo anno consecutivo si stiano riproponendo i temi che anticipano il ritorno in classe: “Troppi contagi, come facciamo a mettere la scuola in sicurezza, c’è la variante Centaurus…” E quindi diranno: “Mettiamo la mascherina ai ragazzi, tanto non votano”.

Sarebbe un incubo, per loro, dover stare di nuovo per ore con la mascherina…
Non dimentichiamoci che i ragazzi in età scolare sono da tre anni i più penalizzati dalle restrizioni anti Covid. Gli studenti vanno tutelati e siccome non hanno una voce, gliela darò io scendendo in piazza con loro.

Lei ha detto che per un’enormità del genere, se il governo non fosse caduto meriterebbe di cadere…
A me interessa che si chieda il conto a chi la responsabilità dell’obbligo della mascherina a scuola, quindi il ministro della Pubblica istruzione e il ministro della Salute. Hanno deciso che fosse obbligatoria anche all’esame di maturità. Stiamo parlando di ragazzi che sono andati senza mascherina al concerto di Vasco Rossi insieme a 100mila persone e il giorno dopo l’hanno dovuta mettere per sostenere l’esame di maturità. Si tratta di decisioni totalmente prive di senso. Come vocazione, lo dico sempre, io ho quella di guardare anche a quello che fanno gli altri e magari imparare da quello che fanno gli altri.

E quindi?
Siamo rimasti l’unico Paese in Europa e forse nel mondo, a parte la Cina immagino, che ha mandato i ragazzi a fare l’esame di terza media e di maturità con le mascherine. Un’enormità del genere ha avuto davvero troppo poca eco. E lo ripeto, è perché i ragazzi non votano. Perché se votassero evidentemente qualcuno gli avrebbe dato maggior voce. Invece questi nostri ragazzi hanno subìto per tre anni – con la Dad, le mascherine, le quarantene, l’isolamento, con modalità al limite del ridicolo – senza dire nulla.

Guardi, io ho fatto i tre vaccini poi ho preso il Covid, variante Omicron 2: un giorno di febbre, qualche giorno di debolezza e stop. Come me, tanti, tantissimi si sono presi la Omicron, senza dubbio meno pericolosa delle precedenti. Possiamo dire che ora che il virus è endemico non avrebbe senso ripartire in autunno con chiusure e restrizioni?
Assolutamente sì. Infatti io mi auguro che non succeda. Ma siccome conosco la limitatezza della visione prospettica di molte delle persone molto vicine al ministro della Salute, le dico che il loro è un po’ mettere le mani avanti. Perché è evidente che non dobbiamo più subire restrizioni visto che siamo di fronte a una popolazione che per il 92 per cento ha ricevuto il vaccino e il restante non vaccinato ha fatto il Covid. Pertanto noi abbiamo una popolazione quasi al 100 per cento coperta almeno per le forme gravi. A tal proposito ricordo che nel 2021 io sono stato tra coloro che più hanno sostenuto la vaccinazione, non tanto per evitare che ci fosse il contagio simil influenzale ma per evitare che le persone finissero in ospedale con la polmonite. Se ci siamo dimenticati questo passaggio vuol dire che ci siamo dimenticati la ragione per cui abbiamo spinto la popolazione a vaccinarsi. Anche con l’obbligo indiretto del green pass sul posto di lavoro.

Oggi invece?
Con una variante come Omicron 5 così come con Centaurus, che probabilmente prenderà il sopravvento, in autunno avremo un virus tutto sommato sotto controllo. Questo grazie alla vaccinazione e grazie anche all’immunità ibrida e all’immunità sviluppata facendo il Covid. Serve dunque un atteggiamento diverso: queste varianti non possono essere affrontate con le regole adottate finora. Sarebbe un errore clamoroso. Eppure vedrà che tra dieci giorni sui giornali torneranno a parlare di restrizioni e mascherine.

Purtroppo sembra quasi che se dovesse restare Draghi tornerà il Covid, un “fine pandemia mai”…
Non giudico Draghi per il lavoro fatto in altri ambiti, però da medico le dico che nel settore della sanità e in particolare nella gestione del Covid, questo 2022 è stato disastroso. Non ne hanno imbroccata una.

Quindi dovremmo augurarci che se davvero faranno il Draghi-bis e ci sarà un rimpasto di governo cambi almeno il ministro della Salute?
Beh, io me lo auguro assolutamente e come me se lo augurano tantissimi italiani. Perché siamo appunto in un “fine pandemia mai”. Da medico e ricercatore le dico che l’atteggiamento è sbagliato perché non c’è un’apertura alla novità. Questo modo di dare solo bastone e non dare carota è sbagliato. Con la situazione epidemiologica attuale le posso dire che questo virus non ha niente a che vedere con il virus del 2020. Sia che questo fatto sia legato ai vaccini o all’immunità o al virus stesso che è cambiato, in ogni caso – e lei stesso ne è un esempio – è molto meno pericoloso.

A colloquio con l’infettivologo Matteo Bassetti.

“Se davvero ci sarà un rimpasto di governo mi auguro vivamente che ci sia un nuovo ministro della Salute: la gestione 2022 del Covid è stata catastrofica. Se a settembre dovessero rimettere le mascherine a scuola, guiderò la protesta dei giovani in piazza. Non ha senso trattare il virus di oggi come se fosse quello del 2020-2021. La popolazione oggi è coperta dalle forme gravi quasi al 100 per cento”. Parola dell’infettivologo Matteo Bassetti, direttore Clinica Malattie Infettive Ospedale Policlinico San Martino di Genova, il quale ci ha spiegato perché l’Italia è rimasto l’unico Paese d’Europa dove purtroppo vige una sorta di “fine pandemia mai”.

Professore, perché mai dovrebbero rimettere le mascherine a scuola a settembre?
Perché purtroppo la sensazione- poi magari mi sbaglio – è che andiamo anziché verso un alleggerimento delle restrizioni verso un ritorno della mascherina in classe a settembre. Questo perché in questi anni non si è fatto quello che andava fatto a scuola. Stiamo replicando lo schema degli anni passati: si lasciano i cittadini e gli studenti liberi d’estate e poi a settembre qualcuno si sveglierà e dirà che bisognerà rimettere la mascherina in classe.

Cosa andava fatto per mettere in sicurezza le scuole?
Intervenire sui sistemi di areazione, sulle classi pollaio, troppo affollate, niente di tutto questo è stato fatto in questi anni. Per cui la soluzione più facile ma non quella giusta – sia chiaro – sarebbe quella di rimettere la mascherina, “perché ci sono i contagi e gli studenti vanno protetti”. Sarebbe veramente scandaloso e se davvero dovesse succedere come ho detto io guiderei la protesta degli studenti. Perché giustamente finora li abbiamo lasciati liberi di andare senza mascherina in discoteca, ai concerti, agli aperitivi, sulle spiagge, nelle piscine. Questo fino a un minuto prima di rientrare in classe, dove invece si imporrebbe la mascherina per incapacità manifesta di gestire il sistema della sicurezza scolastica.

Qual è il quadro sanitario della popolazione scolastica?
Tanti studenti li abbiamo protetti con la vaccinazione, altri si sono contagiati tra quest’estate e i primi mesi dell’anno con la variante Omicron e quindi hanno sviluppato gli anticorpi. Ciononostante – anche se spero che non sia così – il rischio è che per il terzo anno consecutivo si stiano riproponendo i temi che anticipano il ritorno in classe: “Troppi contagi, come facciamo a mettere la scuola in sicurezza, c’è la variante Centaurus…” E quindi diranno: “Mettiamo la mascherina ai ragazzi, tanto non votano”.

Sarebbe un incubo, per loro, dover stare di nuovo per ore con la mascherina…
Non dimentichiamoci che i ragazzi in età scolare sono da tre anni i più penalizzati dalle restrizioni anti Covid. Gli studenti vanno tutelati e siccome non hanno una voce, gliela darò io scendendo in piazza con loro.

Lei ha detto che per un’enormità del genere, se il governo non fosse caduto meriterebbe di cadere…
A me interessa che si chieda il conto a chi la responsabilità dell’obbligo della mascherina a scuola, quindi il ministro della Pubblica istruzione e il ministro della Salute. Hanno deciso che fosse obbligatoria anche all’esame di maturità. Stiamo parlando di ragazzi che sono andati senza mascherina al concerto di Vasco Rossi insieme a 100mila persone e il giorno dopo l’hanno dovuta mettere per sostenere l’esame di maturità. Si tratta di decisioni totalmente prive di senso. Come vocazione, lo dico sempre, io ho quella di guardare anche a quello che fanno gli altri e magari imparare da quello che fanno gli altri.

E quindi?
Siamo rimasti l’unico Paese in Europa e forse nel mondo, a parte la Cina immagino, che ha mandato i ragazzi a fare l’esame di terza media e di maturità con le mascherine. Un’enormità del genere ha avuto davvero troppo poca eco. E lo ripeto, è perché i ragazzi non votano. Perché se votassero evidentemente qualcuno gli avrebbe dato maggior voce. Invece questi nostri ragazzi hanno subìto per tre anni – con la Dad, le mascherine, le quarantene, l’isolamento, con modalità al limite del ridicolo – senza dire nulla.

Guardi, io ho fatto i tre vaccini poi ho preso il Covid, variante Omicron 2: un giorno di febbre, qualche giorno di debolezza e stop. Come me, tanti, tantissimi si sono presi la Omicron, senza dubbio meno pericolosa delle precedenti. Possiamo dire che ora che il virus è endemico non avrebbe senso ripartire in autunno con chiusure e restrizioni?
Assolutamente sì. Infatti io mi auguro che non succeda. Ma siccome conosco la limitatezza della visione prospettica di molte delle persone molto vicine al ministro della Salute, le dico che il loro è un po’ mettere le mani avanti. Perché è evidente che non dobbiamo più subire restrizioni visto che siamo di fronte a una popolazione che per il 92 per cento ha ricevuto il vaccino e il restante non vaccinato ha fatto il Covid. Pertanto noi abbiamo una popolazione quasi al 100 per cento coperta almeno per le forme gravi. A tal proposito ricordo che nel 2021 io sono stato tra coloro che più hanno sostenuto la vaccinazione, non tanto per evitare che ci fosse il contagio simil influenzale ma per evitare che le persone finissero in ospedale con la polmonite. Se ci siamo dimenticati questo passaggio vuol dire che ci siamo dimenticati la ragione per cui abbiamo spinto la popolazione a vaccinarsi. Anche con l’obbligo indiretto del green pass sul posto di lavoro.

Oggi invece?
Con una variante come Omicron 5 così come con Centaurus, che probabilmente prenderà il sopravvento, in autunno avremo un virus tutto sommato sotto controllo. Questo grazie alla vaccinazione e grazie anche all’immunità ibrida e all’immunità sviluppata facendo il Covid. Serve dunque un atteggiamento diverso: queste varianti non possono essere affrontate con le regole adottate finora. Sarebbe un errore clamoroso. Eppure vedrà che tra dieci giorni sui giornali torneranno a parlare di restrizioni e mascherine.

Purtroppo sembra quasi che se dovesse restare Draghi tornerà il Covid, un “fine pandemia mai”…
Non giudico Draghi per il lavoro fatto in altri ambiti, però da medico le dico che nel settore della sanità e in particolare nella gestione del Covid, questo 2022 è stato disastroso. Non ne hanno imbroccata una.

Quindi dovremmo augurarci che se davvero faranno il Draghi-bis e ci sarà un rimpasto di governo cambi almeno il ministro della Salute?
Beh, io me lo auguro assolutamente e come me se lo augurano tantissimi italiani. Perché siamo appunto in un “fine pandemia mai”. Da medico e ricercatore le dico che l’atteggiamento è sbagliato perché non c’è un’apertura alla novità. Questo modo di dare solo bastone e non dare carota è sbagliato. Con la situazione epidemiologica attuale le posso dire che questo virus non ha niente a che vedere con il virus del 2020. Sia che questo fatto sia legato ai vaccini o all’immunità o al virus stesso che è cambiato, in ogni caso – e lei stesso ne è un esempio – è molto meno pericoloso.

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