Vizi privati e pubbliche virtù. Le verità dei maggiordomi

Se vogliamo vincere la timidezza nei confronti di una figura autorevole, basta immaginarsela sul water. Così ci insegnavano le nonne più arzille, quando andavamo a piangere per paura delle interrogazioni più severe dei professori a scuola. Ed eccoci, dopo giorni e giorni di solennità, facendo ogni tipo di sforzo per immaginare il re Carlo III del Regno Unito, capo della Chiesa Anglicana sulle nuove monete, sui francobolli e cercando di imparare almeno una strofa di God Save the King, che ora è il momento di tornare ad essere un po’ più quello che siamo sempre stati: pirandelliani? Boccacceschi, irriverenti? Siamo italiani e prima dei reali, ci interessa la realtà. Che è anche fatta di scivoloni, gaffe e vizi. Cosa che se non ci fossero stati, a quest’ora la monarchia britannica l’avremmo studiata giusto sui libri di storia. Con tanti, tanti sbadigli. Ma i gossip ci attirano sempre di più e ora è il momento di sbirciare sotto al kilt del nuovo sovrano. Dalle famose intercettazioni in cui avrebbe voluto essere il tampax dell’attuale regina consorte, alla prima uscita di senno, perché la penna con la quale stava firmando uno dei primi documenti da sovrano lo aveva sporcato, facendo ricamare i dietrologi su una presunta idiosincrasia nei confronti delle penne, Carlo è noto per essere viziatello e per un tot di intemperanze, cosa che prima o poi finirà nelle pagine firmate o vendute ai Netflix di turno da quel centinaio di dipendenti liquidati da Clarence house a poche ore dalla sua incoronazione. Ma torniamo nel bagno dei signori, o meglio, in quello stesso di sua Maestà, per scoprire che il sovrano pretende asciugamani perfettamente piegati e mutande stirate in un modo tutto suo particolare.

Tra le manie di Carlo III, da quanto racconta una lingua biforcuta di un ex maggiordomo, c’è anzitutto un bagno mattutino con la vasca riempita di acqua tiepida per metà. E fin qua, vizio, peraltro condiviso anche con la Regina Elisabetta II, che voleva 17 cm di acqua e non più, tutto ok. L’importante è che si lavi. Carlo aggiunge, però al rito, una fissa specifica: il tappo della vasca deve essere rivolto sempre nella stessa direzione. Scaramanzia? Chi lo sa? Se volete togliervi qualche sfizio, su Amazon c’è il documentario “Serving the Royals: “Inside the Firm”, dove l’ex maggiordomo di Buckingham Palace Paul Burrell, rivela fisime e manie del nuovo monarca britannico, senza risparmiarsi dettagli di alcun tipo. Ogni mattina il pigiama di re Carlo III viene stirato accuratamente, così come le stringhe delle sue scarpe. Rendiamoci conto: le stringhe. Va bene: l’operazione durerà si e no 10 minuti, ma rendiamoci conto. A cosa servono le stringhe stirate? Dio salvi il Re, dalle stringhe storte e arricciate, concediamogliela. Chi pianifica di ospitare a casa Sua Maestà e (regina) consorte potrà risparmiare sulla carta igienica: Carlo se la porta da casa, vuole la sua. Non sia mai che le natiche regali non tocchino i mille veli selezionati dopo un casting accuratissimo. La fonte è il libro “The Palace Papers: Inside the House of Windsor – The Truth and The Turmoil”, dove l’autrice racconta che in occasione di visite da amici o di viaggi, Carlo fa portare la sua carta igienica preferita, ma non solo. Nell’armamentario arrivano anche l’asse del gabinetto, il suo letto ortopedico e due quadri con paesaggi della Scozia. In pratica ogni viaggio è un vero e proprio trasloco. Per fortuna che ha parlato di spending review. E questo non riguarda solo la stanza da bagno ma anche le stoviglie e certe golosità per la prima colazione: nel suo bagaglio non mancano mai le sue personali posate d’argento e otto tipi di miele. Questo dovrebbe renderlo un soggetto dolce. O almeno diabetico. Non ci risulta che sia né l’uno, né l’altro.

E che le sfuriate di questi giorni siano da un lato semplicemente frutto delle tensioni e del peso delle responsabilità arrivate (si fa per dire) da un giorno all’altro. Dall’altro, figlie di un carattere tutt’altro che semplice che da eternamente figlio si è potuto permettere di assecondare senza che la madre, in altre faccende affaccendata, glielo facesse notare eccessivamente.

Quello che dovrà fare adesso, con l’aiuto della moglie Camilla, da tempo consapevole dell’aria che tira, è cercare di contenersi, visto il moltiplicarsi non solo del numero degli impegni, ma anche dell’attenzione che verrà riservata ad ogni singola mossa.

Se vogliamo vincere la timidezza nei confronti di una figura autorevole, basta immaginarsela sul water. Così ci insegnavano le nonne più arzille, quando andavamo a piangere per paura delle interrogazioni più severe dei professori a scuola. Ed eccoci, dopo giorni e giorni di solennità, facendo ogni tipo di sforzo per immaginare il re Carlo III del Regno Unito, capo della Chiesa Anglicana sulle nuove monete, sui francobolli e cercando di imparare almeno una strofa di God Save the King, che ora è il momento di tornare ad essere un po’ più quello che siamo sempre stati: pirandelliani? Boccacceschi, irriverenti? Siamo italiani e prima dei reali, ci interessa la realtà. Che è anche fatta di scivoloni, gaffe e vizi. Cosa che se non ci fossero stati, a quest’ora la monarchia britannica l’avremmo studiata giusto sui libri di storia. Con tanti, tanti sbadigli. Ma i gossip ci attirano sempre di più e ora è il momento di sbirciare sotto al kilt del nuovo sovrano. Dalle famose intercettazioni in cui avrebbe voluto essere il tampax dell’attuale regina consorte, alla prima uscita di senno, perché la penna con la quale stava firmando uno dei primi documenti da sovrano lo aveva sporcato, facendo ricamare i dietrologi su una presunta idiosincrasia nei confronti delle penne, Carlo è noto per essere viziatello e per un tot di intemperanze, cosa che prima o poi finirà nelle pagine firmate o vendute ai Netflix di turno da quel centinaio di dipendenti liquidati da Clarence house a poche ore dalla sua incoronazione. Ma torniamo nel bagno dei signori, o meglio, in quello stesso di sua Maestà, per scoprire che il sovrano pretende asciugamani perfettamente piegati e mutande stirate in un modo tutto suo particolare.

Tra le manie di Carlo III, da quanto racconta una lingua biforcuta di un ex maggiordomo, c’è anzitutto un bagno mattutino con la vasca riempita di acqua tiepida per metà. E fin qua, vizio, peraltro condiviso anche con la Regina Elisabetta II, che voleva 17 cm di acqua e non più, tutto ok. L’importante è che si lavi. Carlo aggiunge, però al rito, una fissa specifica: il tappo della vasca deve essere rivolto sempre nella stessa direzione. Scaramanzia? Chi lo sa? Se volete togliervi qualche sfizio, su Amazon c’è il documentario “Serving the Royals: “Inside the Firm”, dove l’ex maggiordomo di Buckingham Palace Paul Burrell, rivela fisime e manie del nuovo monarca britannico, senza risparmiarsi dettagli di alcun tipo. Ogni mattina il pigiama di re Carlo III viene stirato accuratamente, così come le stringhe delle sue scarpe. Rendiamoci conto: le stringhe. Va bene: l’operazione durerà si e no 10 minuti, ma rendiamoci conto. A cosa servono le stringhe stirate? Dio salvi il Re, dalle stringhe storte e arricciate, concediamogliela. Chi pianifica di ospitare a casa Sua Maestà e (regina) consorte potrà risparmiare sulla carta igienica: Carlo se la porta da casa, vuole la sua. Non sia mai che le natiche regali non tocchino i mille veli selezionati dopo un casting accuratissimo. La fonte è il libro “The Palace Papers: Inside the House of Windsor – The Truth and The Turmoil”, dove l’autrice racconta che in occasione di visite da amici o di viaggi, Carlo fa portare la sua carta igienica preferita, ma non solo. Nell’armamentario arrivano anche l’asse del gabinetto, il suo letto ortopedico e due quadri con paesaggi della Scozia. In pratica ogni viaggio è un vero e proprio trasloco. Per fortuna che ha parlato di spending review. E questo non riguarda solo la stanza da bagno ma anche le stoviglie e certe golosità per la prima colazione: nel suo bagaglio non mancano mai le sue personali posate d’argento e otto tipi di miele. Questo dovrebbe renderlo un soggetto dolce. O almeno diabetico. Non ci risulta che sia né l’uno, né l’altro.

E che le sfuriate di questi giorni siano da un lato semplicemente frutto delle tensioni e del peso delle responsabilità arrivate (si fa per dire) da un giorno all’altro. Dall’altro, figlie di un carattere tutt’altro che semplice che da eternamente figlio si è potuto permettere di assecondare senza che la madre, in altre faccende affaccendata, glielo facesse notare eccessivamente.

Quello che dovrà fare adesso, con l’aiuto della moglie Camilla, da tempo consapevole dell’aria che tira, è cercare di contenersi, visto il moltiplicarsi non solo del numero degli impegni, ma anche dell’attenzione che verrà riservata ad ogni singola mossa.

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