Welfare e innovazione, la case history di Brovind: la caparbietà di Paola Veglio che fa crescere Cortemilia

 

La determinazione e l’impegno possono fare la differenza, nella storia di un’impresa, non solo guardando ai risultati economici. La storia di Paola Veglio, ad di Brovind vibratori, è emblematica. Classe 1979, studi al Politecnico di Torino in Ingegneria elettronica e una lunga gavetta prima di diventare la guida aziendale. Un percorso lontano dallo stereotipo classico della donna in carriera e che invia oggi i segnali di una forte determinazione e un impegno per la comunità di Cortemilia, in provincia di Cuneo.

Lo racconta lei stessa: “Donna, in un ambiente metalmeccanico, con un cognome pesante, la testa dura e sognatrice. Ho iniziato a lavorare in azienda mettendo la resina nelle sonde dei controller. Non è stato facile, per anni l’espressione “i bastoni tra le ruote” era davvero poco rispetto a ciò che vivevo ogni giorno. Mio padre mi ha sempre buttato nell’arena: arrangiati o muori! Ho portato a casa qualche livido, ma anche tante soddisfazioni. Alla fine, riuscire a scardinare porte chiuse è stato stimolante e fortificante”.

I risultati sono arrivati. Brovind ha intrapreso un percorso di crescita, passando da 39 addetti ai 160 attuali, con un aumento del fatturato da 5,4 milioni a 18 milioni di euro, ma anche un respiro internazionale, con l’apertura di una filiale in Brasile e l’inaugurazione entro il 2022 di una sede commerciale negli Stati Uniti.

Non mancano l’attrazione di nuovi talenti e un reparto di Ricerca e Sviluppo che progetta soluzioni innovative e personalizzate, in aderenza ad un mercato sempre più mutevole nei settori food, farmaceutico, automotive ed elettro-meccanico.

“Crediamo molto nelle persone – dice l’imprenditrice – e investiamo energie per la loro formazione. Collaboriamo con gli istituti tecnici e le università per accogliere e formare gli studenti, offrire loro un lavoro tecnico-specialistico e rendere Cortemilia, conosciuta soprattutto per l’enogastronomia e il turismo, un polo tecnologico attrattivo per le menti più brillanti”.  Proprio a Cortemilia, un impegno per il territorio, con un polo industriale inusuale nell’Alta langa, dove si è azzerata di fatto la disoccupazione e la comunità locale gode di servizi integrati di welfare, supporto allo sport, all’istruzione, alla cultura. Dove Brovind ha acquistato e sta ristrutturando un polo produttivo dismesso di 10mila metri quadri, per creare nuovo valore e lavoro.

Un coraggio non da poco, in un piccolo territorio abitato da sole 2300 persone. Una caparbietà che non si ferma. Una nuova iniziativa impegna Paola Veglio. Una Strada per le Langhe è un progetto che vuole rispondere alle esigenze dell’Alta Langa ove i Comuni vivono enormi disagi a causa dell’assenza di adeguate vie di comunicazione: tempi di percorrenza eccessivi, viabilità pericolosa, inquinamento, difficoltà di accesso ai principali centri abitati e alle strutture sanitarie. Un freno allo sviluppo sociale, economico, culturale e turistico, ormai divenuto ingiustificato.

“In molti sono scettici – afferma la Veglio – e pensano che sia un progetto irrealizzabile, ma io sono convinta che i limiti esistano solo nelle nostre teste e se non ci proviamo di sicuro non ce la faremo mai. Sono la prima a essere consapevole che recuperare i fondi necessari sarà una vera sfida, ma è un’urgenza non più procrastinabile. I nostri territori moriranno, se non troviamo il modo di ripopolare queste zone, dando servizi, potenziando le aziende presenti e collegandole con i grandi centri. Lo dobbiamo ai nostri stupendi territori e alle persone che hanno deciso di viverci”.

 

La determinazione e l’impegno possono fare la differenza, nella storia di un’impresa, non solo guardando ai risultati economici. La storia di Paola Veglio, ad di Brovind vibratori, è emblematica. Classe 1979, studi al Politecnico di Torino in Ingegneria elettronica e una lunga gavetta prima di diventare la guida aziendale. Un percorso lontano dallo stereotipo classico della donna in carriera e che invia oggi i segnali di una forte determinazione e un impegno per la comunità di Cortemilia, in provincia di Cuneo.

Lo racconta lei stessa: “Donna, in un ambiente metalmeccanico, con un cognome pesante, la testa dura e sognatrice. Ho iniziato a lavorare in azienda mettendo la resina nelle sonde dei controller. Non è stato facile, per anni l’espressione “i bastoni tra le ruote” era davvero poco rispetto a ciò che vivevo ogni giorno. Mio padre mi ha sempre buttato nell’arena: arrangiati o muori! Ho portato a casa qualche livido, ma anche tante soddisfazioni. Alla fine, riuscire a scardinare porte chiuse è stato stimolante e fortificante”.

I risultati sono arrivati. Brovind ha intrapreso un percorso di crescita, passando da 39 addetti ai 160 attuali, con un aumento del fatturato da 5,4 milioni a 18 milioni di euro, ma anche un respiro internazionale, con l’apertura di una filiale in Brasile e l’inaugurazione entro il 2022 di una sede commerciale negli Stati Uniti.

Non mancano l’attrazione di nuovi talenti e un reparto di Ricerca e Sviluppo che progetta soluzioni innovative e personalizzate, in aderenza ad un mercato sempre più mutevole nei settori food, farmaceutico, automotive ed elettro-meccanico.

“Crediamo molto nelle persone – dice l’imprenditrice – e investiamo energie per la loro formazione. Collaboriamo con gli istituti tecnici e le università per accogliere e formare gli studenti, offrire loro un lavoro tecnico-specialistico e rendere Cortemilia, conosciuta soprattutto per l’enogastronomia e il turismo, un polo tecnologico attrattivo per le menti più brillanti”.  Proprio a Cortemilia, un impegno per il territorio, con un polo industriale inusuale nell’Alta langa, dove si è azzerata di fatto la disoccupazione e la comunità locale gode di servizi integrati di welfare, supporto allo sport, all’istruzione, alla cultura. Dove Brovind ha acquistato e sta ristrutturando un polo produttivo dismesso di 10mila metri quadri, per creare nuovo valore e lavoro.

Un coraggio non da poco, in un piccolo territorio abitato da sole 2300 persone. Una caparbietà che non si ferma. Una nuova iniziativa impegna Paola Veglio. Una Strada per le Langhe è un progetto che vuole rispondere alle esigenze dell’Alta Langa ove i Comuni vivono enormi disagi a causa dell’assenza di adeguate vie di comunicazione: tempi di percorrenza eccessivi, viabilità pericolosa, inquinamento, difficoltà di accesso ai principali centri abitati e alle strutture sanitarie. Un freno allo sviluppo sociale, economico, culturale e turistico, ormai divenuto ingiustificato.

“In molti sono scettici – afferma la Veglio – e pensano che sia un progetto irrealizzabile, ma io sono convinta che i limiti esistano solo nelle nostre teste e se non ci proviamo di sicuro non ce la faremo mai. Sono la prima a essere consapevole che recuperare i fondi necessari sarà una vera sfida, ma è un’urgenza non più procrastinabile. I nostri territori moriranno, se non troviamo il modo di ripopolare queste zone, dando servizi, potenziando le aziende presenti e collegandole con i grandi centri. Lo dobbiamo ai nostri stupendi territori e alle persone che hanno deciso di viverci”.

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