Yellen all’Ue: “Via all’embargo al petrolio russo”

Una forte spinta ad approvare il pacchetto di sanzioni che contiene l’embargo al petrolio russo, un richiamo all’unità d’intenti per finanziare l’Ucraina e mettere sempre più all’angolo Putin, relegandolo ad un “isolamento economico, finanziario e strategico”. Usa espressioni forti Janet Yellen, segretario al Tesoro americano, per galvanizzare gli interlocutori europei al Brussels Economic Forum, il summit annuale della Commissione Europea che da vent’anni raduna decisori politici, leader economici, accademici ed esponenti della società civile, chiamati ad individuare le chiavi strategiche per orientare le politiche economiche internazionali.
L’intervento più atteso non delude le aspettative, Yellen utilizza il podio per rilanciare il messaggio che la Casa Bianca ripete come un mantra dall’inizio del conflitto. “Se Putin continua la sua atroce guerra – dice – l’amministrazione Biden lavorerà con l’Unione europea e gli altri partner per spingere ulteriormente la Russia verso l’isolamento economico, finanziario e strategico e il Cremlino sarà sempre più costretto a scegliere tra sostenere la propria economia e finanziare la brutale guerra di Putin”. Il bersaglio è sempre lui, il nemico pubblico numero uno che il segretario al Tesoro Usa nomina più volte non a caso, facendo riferimento ai risultati che la politica delle sanzioni sta ottenendo nel depotenziare la spinta russa. “Gli Stati Uniti, l’Europa e i nostri partner, che rappresentano oltre la metà dell’economia mondiale, hanno imposto alla Russia una serie senza precedenti di sanzioni finanziarie e controlli sulle esportazioni. Questo approccio multilaterale ci ha permesso di imporre costi e limiti significativi all’economia russa, che credo stiano degradando la sua capacità di portare avanti questa guerra”.
Il messaggio arriva all’immediata vigilia del varo, da parte della Commissione europea, del RePowerEu, il piano da 195 miliardi di euro che dovrebbe segnare l’avvio di una strategia unitaria europea per l’approdo ad un’autentica indipendenza energetica. “So che l’Europa sta affrontando una situazione particolarmente difficile sul fronte dell’energia – ammette Yellen -. La Russia sta usando l’energia come arma contro coloro che si oppongono alla sua aggressione e gli Stati Uniti si impegnano a collaborare per soddisfare le sue esigenze energetiche rompendo la dipendenza dall’energia russa, anche attraverso l’aumento dell’export di Gnl in Europa”.
Una collaborazione che prevede, però, che l’Unione dia efficacia ai propositi di embargo su gas e petrolio russi. Il segretario al Tesoro lo fa capire indirettamente complimentandosi con i leader europei “per la loro proposta di eliminare gradualmente tutte le forniture energetiche russe entro sei mesi”. Proposta che tarda, però, a trasformarsi in fatti concreti per la ferma opposizione dell’Ungheria e le perplessità di alcuni Stati membri. Per tutti vale il commento di Antonio Taiani, europarlamentare e coordinatore di Forza Italia: “La situazione dell’energia è diversa da Paese a Paese, per noi italiani è più importante il gas del petrolio, per altri è più importante il petrolio del gas. Quindi, per quanto riguarda queste scelte, serve trovare una soluzione che può anche essere una soluzione differenziata. Ma dobbiamo tenere conto che non si possono fare danni più ai nostri Paesi che alla Federazione Russa”.

Una forte spinta ad approvare il pacchetto di sanzioni che contiene l’embargo al petrolio russo, un richiamo all’unità d’intenti per finanziare l’Ucraina e mettere sempre più all’angolo Putin, relegandolo ad un “isolamento economico, finanziario e strategico”. Usa espressioni forti Janet Yellen, segretario al Tesoro americano, per galvanizzare gli interlocutori europei al Brussels Economic Forum, il summit annuale della Commissione Europea che da vent’anni raduna decisori politici, leader economici, accademici ed esponenti della società civile, chiamati ad individuare le chiavi strategiche per orientare le politiche economiche internazionali.
L’intervento più atteso non delude le aspettative, Yellen utilizza il podio per rilanciare il messaggio che la Casa Bianca ripete come un mantra dall’inizio del conflitto. “Se Putin continua la sua atroce guerra – dice – l’amministrazione Biden lavorerà con l’Unione europea e gli altri partner per spingere ulteriormente la Russia verso l’isolamento economico, finanziario e strategico e il Cremlino sarà sempre più costretto a scegliere tra sostenere la propria economia e finanziare la brutale guerra di Putin”. Il bersaglio è sempre lui, il nemico pubblico numero uno che il segretario al Tesoro Usa nomina più volte non a caso, facendo riferimento ai risultati che la politica delle sanzioni sta ottenendo nel depotenziare la spinta russa. “Gli Stati Uniti, l’Europa e i nostri partner, che rappresentano oltre la metà dell’economia mondiale, hanno imposto alla Russia una serie senza precedenti di sanzioni finanziarie e controlli sulle esportazioni. Questo approccio multilaterale ci ha permesso di imporre costi e limiti significativi all’economia russa, che credo stiano degradando la sua capacità di portare avanti questa guerra”.
Il messaggio arriva all’immediata vigilia del varo, da parte della Commissione europea, del RePowerEu, il piano da 195 miliardi di euro che dovrebbe segnare l’avvio di una strategia unitaria europea per l’approdo ad un’autentica indipendenza energetica. “So che l’Europa sta affrontando una situazione particolarmente difficile sul fronte dell’energia – ammette Yellen -. La Russia sta usando l’energia come arma contro coloro che si oppongono alla sua aggressione e gli Stati Uniti si impegnano a collaborare per soddisfare le sue esigenze energetiche rompendo la dipendenza dall’energia russa, anche attraverso l’aumento dell’export di Gnl in Europa”.
Una collaborazione che prevede, però, che l’Unione dia efficacia ai propositi di embargo su gas e petrolio russi. Il segretario al Tesoro lo fa capire indirettamente complimentandosi con i leader europei “per la loro proposta di eliminare gradualmente tutte le forniture energetiche russe entro sei mesi”. Proposta che tarda, però, a trasformarsi in fatti concreti per la ferma opposizione dell’Ungheria e le perplessità di alcuni Stati membri. Per tutti vale il commento di Antonio Taiani, europarlamentare e coordinatore di Forza Italia: “La situazione dell’energia è diversa da Paese a Paese, per noi italiani è più importante il gas del petrolio, per altri è più importante il petrolio del gas. Quindi, per quanto riguarda queste scelte, serve trovare una soluzione che può anche essere una soluzione differenziata. Ma dobbiamo tenere conto che non si possono fare danni più ai nostri Paesi che alla Federazione Russa”.

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