Zelensky ribadisce che l’adesione alla Nato è una garanzia di sicurezza

In un’intervista alla Bbc il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ribadisce che l’adesione alla Nato è una “garanzia di sicurezza” per il Paese.  Quando gli è stato chiesto se Kiev sia pronta a rinunciare alla sua ambizione di unirsi all’Alleanza, il presidente ucraino ha risposto: “Non è questione di ambizione. Abbiamo perso 15.000 persone. Non è un’ambizione, è la nostra vita, riguarda il futuro delle persone. Se parliamo di Nato, Ue, dei territori temporaneamente occupati, stiamo parlando della nostra indipendenza. Questo è quello che vogliamo e faremo per il nostro futuro”. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha telefonato al capo di Stato ucraino esprimendo la “solidarietà dell’Ue all’Ucraina” per l’asilo colpito. “Stiamo seguendo da vicino la situazione sul campo”, ha scritto in un tweet Michel aggiungendo che “è urgentemente necessaria una de-escalation”. Da Bruxelles arriva una ferma presa di posizione contro le manovre in Donbass. “L’Unione europea condanna fermamente la notizia del bombardamento di un asilo nido a Stanytsia Luhanska. Questo attacco indiscriminato ad infrastrutture civili è del tutto inaccettabile e rappresenta una chiara violazione del cessate il fuoco e degli accordi di Minsk”. Lo afferma in una nota l’Alto rappresentante per politica estera Ue Josep Borrell.  L’Unione europea, “chiede la fine immediata dell’escalation di violenza in corso e loda l’Ucraina per la sua continua moderazione”. Bruxelles ribadisce il “sostegno incrollabile alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti”. Quello del ritiro delle truppe dal confine con l’Ucraina è stato un annuncio “falso” da parte della Russia, che invece ha schierato altri 7.000 soldati: lo afferma la Casa Bianca tramite un alto funzionario dell’amministrazione Biden. Secondo gli Usa Mosca potrebbe lanciare “in qualsiasi momento”.  “Ieri, il governo russo ha detto che stava ritirando le truppe dal confine con l’Ucraina”, spiega il funzionario in un colloquio con i giornalisti. “Hanno ricevuto molta attenzione per questa dichiarazione, sia qui che in tutto il mondo. Ma ora sappiamo che era falso. Abbiamo ora confermato che negli ultimi giorni la Russia ha aumentato la sua presenza di truppe lungo il confine ucraino di ben 7000 soldati”, ha spiegato.

In un’intervista alla Bbc il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ribadisce che l’adesione alla Nato è una “garanzia di sicurezza” per il Paese.  Quando gli è stato chiesto se Kiev sia pronta a rinunciare alla sua ambizione di unirsi all’Alleanza, il presidente ucraino ha risposto: “Non è questione di ambizione. Abbiamo perso 15.000 persone. Non è un’ambizione, è la nostra vita, riguarda il futuro delle persone. Se parliamo di Nato, Ue, dei territori temporaneamente occupati, stiamo parlando della nostra indipendenza. Questo è quello che vogliamo e faremo per il nostro futuro”. Il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha telefonato al capo di Stato ucraino esprimendo la “solidarietà dell’Ue all’Ucraina” per l’asilo colpito. “Stiamo seguendo da vicino la situazione sul campo”, ha scritto in un tweet Michel aggiungendo che “è urgentemente necessaria una de-escalation”. Da Bruxelles arriva una ferma presa di posizione contro le manovre in Donbass. “L’Unione europea condanna fermamente la notizia del bombardamento di un asilo nido a Stanytsia Luhanska. Questo attacco indiscriminato ad infrastrutture civili è del tutto inaccettabile e rappresenta una chiara violazione del cessate il fuoco e degli accordi di Minsk”. Lo afferma in una nota l’Alto rappresentante per politica estera Ue Josep Borrell.  L’Unione europea, “chiede la fine immediata dell’escalation di violenza in corso e loda l’Ucraina per la sua continua moderazione”. Bruxelles ribadisce il “sostegno incrollabile alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina all’interno dei suoi confini internazionalmente riconosciuti”. Quello del ritiro delle truppe dal confine con l’Ucraina è stato un annuncio “falso” da parte della Russia, che invece ha schierato altri 7.000 soldati: lo afferma la Casa Bianca tramite un alto funzionario dell’amministrazione Biden. Secondo gli Usa Mosca potrebbe lanciare “in qualsiasi momento”.  “Ieri, il governo russo ha detto che stava ritirando le truppe dal confine con l’Ucraina”, spiega il funzionario in un colloquio con i giornalisti. “Hanno ricevuto molta attenzione per questa dichiarazione, sia qui che in tutto il mondo. Ma ora sappiamo che era falso. Abbiamo ora confermato che negli ultimi giorni la Russia ha aumentato la sua presenza di truppe lungo il confine ucraino di ben 7000 soldati”, ha spiegato.

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