Le idee tossiche del sindaco di Bologna Lepore
A Bologna il sindaco Matteo Lepore ha trovato una ricetta geniale per limitare i danni del crack: regalare ai tossicodipendenti le pipe per fumarlo. L’obiettivo dichiarato è quello della “riduzione del danno fisico” dovuto alla condivisione di strumenti infetti. Quindi: drogatevi, fatevi piste di coca, iniettatevi eroina, fumatevi crack, finite pure in overdose di speedball o freebase, e perché no, mettiamoci pure il fentanyl così finiamo come a San Francisco con gli zombie per strada. Ma sì fate un po’ come vi pare ma mi raccomando: fatelo in maniera igienica e sicura. A spese dei contribuenti.
Ovviamente è una provocazione, la droga è un problema serio e il suo utilizzo andrebbe disincentivato, non certo perché da queste parti siamo bacchettoni o proibizionisti – ognuno è libero di disporre a proprio piacimento dei propri denari e anche di assumersi la responsabilità degli effetti delle sostanze stupefacenti sulla propria salute. Finché appunto non incide sulla sicurezza degli altri e sulle loro tasche. E sulla sanità pubblica. Ecco, qualcuno spieghi all’amministrazione bolognese che il problema di chi si droga non è la riduzione delle patologie correlate, come le infezioni causate dall’utilizzo di pipe condivise, ma è la sostanza usata.
Non stiamo parlando di una cannetta ma di crack che, ricordiamolo, è una delle droghe più distruttive e pericolose che esistano, in grado di creare una dipendenza rapida e devastante. Una logica che lascia interdetti: pensare che basti una pipetta sterile per ridurre il danno è un insulto all’intelligenza. Questa non è riduzione del danno, è riduzione del pudore politico. E si chiama resa culturale, incapacità di affrontare il problema alla radice: non centri di recupero, non progetti di prevenzione, pipe gratis, come fossero gadget di una fiera campionaria. Chissà se ci sarà anche il logo del Comune inciso sopra, magari con lo slogan “fuma responsabilmente”. È questa la città modello che vogliamo?
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