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Esteri

Iran in fiamme, cresce la tensione diplomatica

Teheran convoca gli ambasciatori di Italia, Francia, Regno Unito e Germania

di Giorgio Brescia -


Iran in fiamme, Teheran convoca gli ambasciatori di Italia, Francia, Germania e Regno Unito, mentre cresce la tensione diplomatica.

Tensione diplomatica a Teheran

Il ministero degli Esteri iraniano ha convocato gli ambasciatori di Italia, Francia, Germania e Regno Unito a Teheran dopo che questi governi europei hanno espresso sostegno alle proteste interne.

La convocazione arriva in un momento di forte pressione internazionale per il rispetto dei diritti umani in Iran, e Teheran considera tali dichiarazioni un’ingerenza nei propri affari interni.

L’incontro

Durante l’incontro, le autorità iraniane hanno mostrato ai diplomatici i filmati che descrivono danni e disordini legati alle manifestazioni. Teheran ha chiesto ai governi occidentali di ritirare o modificare le dichiarazioni ufficiali di sostegno ai manifestanti. Il governo iraniano sostiene che tali prese di posizione alimentano l’instabilità e incoraggiano le proteste.

La risposta di Italia, Francia, Germania e Regno Unito

Da Italia, Francia, Germania e Regno Unito, nessun tentennamento. I quattro governi continuano a sostenere il diritto dei cittadini iraniani alla libertà di espressione e alla protesta pacifica.

Roma ribadisce il valore dei diritti umani e allo stesso tempo cerca di preservare il dialogo diplomatico con Teheran. Parigi, Berlino e Londra condividono lo stesso approccio.

La linea dell’Unione Europea

Le istituzioni europee hanno rafforzato la pressione politica su Teheran. Il Parlamento europeo ha deciso di vietare l’accesso ai propri edifici ai diplomatici iraniani, un segnale politico forte contro la repressione delle proteste. Bruxelles usa questa mossa per marcare una distanza netta dal comportamento delle autorità iraniane.

Il possibile intervento degli Stati Uniti

Negli Stati Uniti il presidente Donald Trump ha alzato il livello di attenzione sulla crisi iraniana. Trump ha dichiarato che Washington non resterà a guardare se le forze di sicurezza iraniane continueranno a uccidere manifestanti pacifici.

La Casa Bianca valuta un ventaglio di opzioni che comprende sanzioni più dure, azioni informatiche e misure di pressione strategica. L’amministrazione americana non ha annunciato un intervento militare immediato, ma mantiene tutte le opzioni sul tavolo.

Le mosse di Trump

Trump riceverà martedì un briefing completo dai vertici dell’intelligence e della Difesa. Quel dossier includerà dati aggiornati sulle proteste, sulle vittime civili, sulla stabilità interna dell’Iran e sui rischi di escalation regionale.

Il presidente Usa userà queste informazioni per valutare costi, rischi e benefici di ogni possibile risposta americana. La Casa Bianca collegherà ogni decisione all’andamento della repressione e al comportamento del regime iraniano.

Uno scenario in rapido deterioramento

Le proteste in Iran continuano da settimane e coinvolgono ampie fasce della popolazione. La repressione ha provocato centinaia di morti e migliaia di arresti, secondo fonti internazionali. La crisi ha ormai superato i confini iraniani e ora innesca pure uno scontro diplomatico.


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