Riforma Nordio: il SÌ che lascia la caciara a bocca asciutta
La riforma Nordio riduce le custodie cautelari ingiustificate, tutela gli innocenti e rafforza le garanzie costituzionali. Votare SÌ significa civiltà, equilibrio e giustizia, contro la caciara politica.
L’efficacia concreta dell’interrogatorio preventivo
L’interrogatorio preventivo introdotto nel 2024 ha prodotto risultati tangibili: nel 2025, le custodie cautelari sono state dimezzate. Centinaia di arresti evitati, centinaia di vite risparmiate dall’arbitrio della burocrazia. Non sono opinioni, ma dati concreti: grazie all’implementazione di una garanzia processuale da paese civile, si sono evitate ingiustizie che solo pochi anni fa sarebbero sembrate inevitabili.
Non è un favore a un governo, né un artificio legislativo: è una legge che funziona e che restituisce dignità al cittadino.
Il principio costituzionale confermato dal referendum
Mentre i dati parlano da soli, la politica grida più forte. Come sottolinea Luigi Bobbio, magistrato e già senatore della Repubblica, “In primis, i fautori del no al referendum se ne fregano che questo referendum non è abrogativo di una legge ordinaria… bensì un referendum confermativo di una legge costituzionale che ha introdotto un principio che va a favore di tutti gli italiani e dovrebbe essere pertanto patrimonio comune.”
Bobbio non si limita all’osservazione: prosegue con chiarezza chirurgica: “Pensano di usare lo stesso schema politico da quattro soldi che è stato adoperato nei precedenti referendum abrogativi” e “Stanno cercando di privare gli italiani di una forte e nuova garanzia costituzionale, truffandoli per raggiungere in modo trasversale lo scopo di parte di provocare la caduta del governo o comunque una sua sconfitta politica.”
Il punto è evidente: il referendum non è un voto di governo, ma un atto di civiltà, conferma di un principio universale che appartiene a tutti gli italiani.
Come sottolinea anche l’On. Giorgio Mulè, vicepresidente Camera dei deputati:
“Nessun attentato all’autonomia e all’indipendenza delle toghe, nessun pm sottoposto al controllo del governo, ma solo separazione delle carriere con un giudice finalmente terzo e imparziale con un nuovo Csm selezionato col sorteggio per dire basta alla correntocrazia. Basta con la grande menzogna: il 22 e 23 marzo andiamo a votare SI al referendum sulla giustizia.”
A rinforzare questo concetto interviene il Comitato Sì Riforma: “Giudici e PM operano nello stesso sistema, ma con funzioni diverse: come anestesista e chirurgo, collaborano con responsabilità distinte. Paragone richiamato da Sabino Cassese ad Atreju: distinguere le carriere rafforza equilibrio e credibilità.” Distinguere ruoli e responsabilità non indebolisce la giustizia: la rende più solida, trasparente e credibile.
Referendum, Riforma Nordio: il SÌ della ragione e della giustizia
Votare SÌ non significa favorire un governo o un partito, ma scegliere civiltà contro caciara, principio contro tattica, garanzia contro teatrino politico. La riforma Nordio funziona: tutela gli innocenti, riduce l’arbitrio e rafforza le garanzie costituzionali.
Chi voterà SÌ afferma, con testa e coscienza, che la giustizia conta più della politica, e che il diritto degli italiani non si baratta per la tattica di parte. Centinaia di vite salvate, una Costituzione più solida e la caciara politica impotente di fronte alla realtà: questo è il SÌ che serve.
Leggi anche: Scelta la data del referendum, si vota 22 e 23 marzo
Torna alle notizie in home