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Ex Ilva, chiesti sette miliardi di danni ad Arcelor Mittal

La richiesta record dei commissari di Acciaierie d'Italia: "Un vero e proprio piano predatorio"

di Pietro Pertosa -


Sette miliardi di danni per l’ex Ilva. Se non è un record, poco ci manca. A tanto ammonterebbe la richiesta di risarcimento che i commissari di Acciaierie d’Italia hanno presentato al tribunale di Milano nei confronti di Arcelor Mittal. Come riferisce il Financial Times, il documento riporta le firme di Giovanni Fiori, Giancarlo Quaranta e Davide Tabarelli. E parla di vero e proprio “piano predatorio” che sarebbe stato messo in atto dalla multinazionale franco-indiana.

Sette miliardi per aver “impoverito” l’Ilva

Il dissesto, secondo i commissari, “non sembra essere il risultato di errori gestionali isolati o di un improvviso peggioramento del contesto industriale” ma sarebbe stata rilevata “una strategia coerente, deliberata e di lungo periodo”. Finalizzata, affermano nel ricorso, al “trasferimento sistematico ed unilaterale delle risorse verso la multinazionale siderurgica”. Un’azione che è andata avanti per sei anni, dal 2018 e fino al 2024. “Credo sia una delle cause di risarcimento più significative della nostra storia”, ha commentato ieri da Firenze il ministro all’Industria Adolfo Urso. Che punta a trovare un acquirente serio, e comunque “migliore” di Arcelor Mittal, per garantire un futuro luminoso alla siderurgia italiana: “Mi auguro che si possa concludere al meglio questa fase con l’assegnazione degli impianti a chi ha davvero intenzione di investire per il rilancio produttivo di un sito così importante e strategico per l’Italia e per l’Europa sulla via della piena decarbonizzazione”.


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