Non sarà un anno facile per chi ha un mutuo. E non è ancora passato al tasso fisso. La Bce, a differenza di quanto si farà altrove (leggi Cina e con ogni probabilità pure in America) non taglierà i tassi. I falchi stanno circondando la Lagarde e stanno imponendo la loro legge di piombo asserendo che viviamo in un clima di “incertezza” e ribadendo che va perseguito a tutti i costi l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2%. In buona sostanza, ciò vuol dire che, chi ha un mutuo, farebbe bene (se non l’ha già fatto) ad abbondare il variabile per tornare al tasso fisso.
I mutui e l’anno che verrà
È l’ora delle surroghe. E bisogna pure fare in fretta. Perché “l’introduzione delle nuove tasse sulle banche potrebbe innescare forme di recupero dei margini, come l’aggiunta di 0,10 o 0,20 punti percentuali sui finanziamenti”. L’ultimo consiglio in merito è arrivato da Lando Sileoni, segretario dei bancari della Fabi. Che a Mattino 5 ha spiegato come sta la situazione: “Nel 2026 la Banca Centrale Europea non dovrebbe intervenire sui tassi di interesse: una stabilità che, secondo le stime attuali, manterrà il tasso medio dei mutui a tasso fisso intorno al 3,7%”. Ciò vuol dire che, se il tasso variabile “può dare benefici immediati”, quello fisso si rivela “più tutelante”. Allo stato attuale, la richiesta di mutui sta salendo. Specialmente al Sud. Pensare già oggi a come impostarlo può rivelarsi la mossa azzeccata per garantirsi un risparmio vero a lungo termine.