L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Cronaca

Chiuso il Piper a Roma. Sigilli al locale simbolo della movida nella Capitale

di Lino Sasso -


Sigilli al Piper Club, ovvero chiuso uno dei locali simbolo di Roma. Gli agenti della Questura di Roma hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo, disposto dalla Procura, che ha portato alla chiusura immediata della discoteca di via Tagliamento. Il provvedimento arriva al termine di una serie di controlli che hanno fatto emergere numerose e gravi irregolarità. Secondo quanto si apprende da fonti investigative, alla base della decisione ci sarebbero diverse criticità sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene. In particolare, gli inquirenti avrebbero riscontrato modifiche strutturali e all’impiantistica realizzate senza le necessarie certificazioni, con potenziali rischi per l’incolumità dei clienti.

Un’icona tra i locali della Capitale

Il Piper Club è una delle discoteche più iconiche di Roma e d’Italia. Inaugurato nel 1965 in via Tagliamento, è stato il tempio della musica beat e del rock negli anni Sessanta, lanciando mode, artisti e intere generazioni. Sul suo palco si sono esibiti nomi destinati a diventare leggendari, da Patty Pravo a gruppi internazionali, trasformando il Piper in un simbolo della controcultura giovanile. Negli anni ha attraversato diverse trasformazioni, restando però un punto di riferimento della movida romana e un luogo profondamente intrecciato alla storia musicale e culturale della città.

Criticità sotto il profilo della sicurezza e dell’igiene

Tra le contestazioni che hanno portato alla chiusura figurano anche problemi legati alle vie di fuga e all’evacuazione di emergenza, ritenute non adeguate in caso di necessità. Non meno preoccupanti le condizioni igienico-sanitarie, giudicate pessime dagli organi di controllo, così come la presenza di un numero di clienti nettamente superiore alla capienza massima consentita. Un aspetto, quest’ultimo, che incide direttamente sui livelli di sicurezza del locale e che ha pesato in modo determinante nella decisione di disporre il sequestro preventivo. Il caso del Piper chiuso a Roma non rappresenta un episodio isolato. L’operazione, infatti, si inserisce in una più ampia attività di vigilanza avviata già lo scorso anno dalla polizia, che ha intensificato i controlli sui locali notturni della capitale.

Il Piper è tra i circa 60 chiusi a Roma negli ultimi mesi

Un impegno portato avanti anche in vista del Giubileo, con l’obiettivo di garantire standard elevati di sicurezza in una città destinata ad accogliere milioni di visitatori. Ma che probabilmente ha subito un’accelerazione dopo la tragedia di Crans-Montana. Nel corso del 2025, infatti, circa 60 locali sono stati chiusi per irregolarità simili o analoghe, a conferma di una linea rigorosa adottata dalle autorità. La chiusura del Piper, storico punto di riferimento della movida romana, segna dunque un passaggio emblematico di questa strategia. Ora spetterà ai gestori dimostrare la piena regolarità della struttura e intervenire sulle criticità segnalate. Solo dopo l’adeguamento alle prescrizioni e le verifiche previste dalla legge, il locale potrà eventualmente riaprire. Nel frattempo, il messaggio delle istituzioni appare chiaro: sicurezza e rispetto delle regole vengono prima di tutto, anche quando si tratta di luoghi simbolo della storia notturna di Roma.


Torna alle notizie in home