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A Dubai vogliono comprare un terminal di Venezia

Continua l'interesse degli investitori degli Emirati per infrastrutture portuali strategiche

di Angelo Vitale -


Terminal di Fusina a Venezia: da Dubai l’unica offerta per l’acquisto. Una offerta vincolante proveniente dalla capitale dell’omonimo emirato ha formalmente raggiunto il liquidatore incaricato per l’acquisto del 97% di Venice Ro-Port Mos, la società concessionaria del terminal di Fusina nel porto di Venezia. Ne scrive Il Nordest. La proposta, pur concreta, sarebbe significativamente inferiore ai 46,1 milioni di euro messi a base di gara dall’asta.

La documentazione, in fase di istruttoria e scambio tra le parti. Si attende una possibile chiusura dell’accordo entro la metà di febbraio: così una società di Dubai potrebbe diventare proprietaria del terminal di Venezia. L’offerta non segue più manifestazioni di interesse multiple come nelle prime fasi del bando, tornando invece a una singola proposta vincolante.

Cosa rappresenta il terminal Ro-Ro di Fusina e la sua funzione infrastrutturale

Il terminal di Fusina è un hub intermodale specializzato principalmente nei traffici Ro-Ro (roll-on/roll-off) per merci che viaggiano su ruote, come camion e semirimorchi, dove attraccano linee regolari da Grecia e Turchia. Le aree operative coprono oltre 32 ettari di piazzali, con circa 250mila metri quadri di retroportuali e sezioni dedicate sia alle attività Ro-Ro/Ro-Pax sia alla logistica delle automobili.

Negli ultimi anni, la struttura ha esteso le sue attività anche al segmento crocieristico di media taglia. Divenendo così parte del piano, definito insieme al Commissario per le crociere, di gestire navi che non possono approdare alla stazione marittima di Venezia a causa delle limitazioni del “Decreto Venezia”. Questo accordo di scopo, in scadenza a fine 2026, potrebbe essere implicato nella valutazione del prossimo concessionario. Da qui, il rinnovato dibattito sul terminal di Venezia dopo l’offerta arrivata da Dubai.

Perché si vende il terminal: concordato e strategie di dismissione

La vendita del terminal fa parte della procedura concordataria che coinvolge il gruppo Mantovani, attuale principale azionista con l’84% delle quote tramite le sue controllate, affiancato da minoranze (10% di Adria Infrastrutture e 3% di Alles). Il terminal è stato messo in vendita per accelerare la ristrutturazione finanziaria del gruppo e soddisfare i creditori.

Il valore base di gara per il 97% del capitale è stato fissato a 46,1 milioni di euro, ma l’unica offerta pervenuta da un investitore con sede o collegamenti a Dubai risulta inferiore a quella soglia, sollevando valutazioni strategiche tra i soggetti coinvolti.

Chi potrebbe essere l’acquirente da Dubai e perché investire

Le notizie disponibili non rivelano l’identità dell’offerente mediorientale, ma l’attenzione verso infrastrutture portuali strategiche da parte di operatori degli Emirati Arabi Uniti è un fenomeno ormai consolidato.

Società come DP World (con sede a Dubai) e AD Ports Group (con base ad Abu Dhabi) hanno una lunga storia di acquisizioni e investimenti globali in asset logistici portuali e infrastrutture di scambio commerciale. DP World, per esempio, ha annunciato piani pluriennali di investimento di miliardi di dollari per ampliare la propria rete globale, inclusi progetti in Europa e oltre.

Questi gruppi guardano ai terminal europei come nodi chiave per collegare le rotte di scambio tra Asia, Mediterraneo e mercati europei. L’Italia, con la sua posizione geografica strategica nel Mediterraneo, può rappresentare un importante punto d’accesso per merci e servizi logistici verso il cuore dell’Europa.

Il ruolo di VTP e il possibile diritto di prelazione

La società Venezia Terminal Passeggeri detiene una quota simbolica dell’1% di Venice Ro-Port Mos, ma questo le garantisce un diritto di prelazione su qualsiasi offerta esterna. Se Vtp decidesse di esercitare questo diritto, potrebbe pareggiare l’offerta emiratina e subentrare come nuovo concessionario. Decisioni informali sono in corso tra i vertici e gli advisor finanziari per valutare il potenziale valore reale della gara.

La prelazione potrebbe influire anche su come verrà gestito il terminal crociere, soprattutto se il nuovo proprietario decidesse di non proseguire le operazioni concordate con Vtp.

Prospettive future e impatti sul Porto di Venezia

La vendita del terminal di Fusina segnerebbe una trasformazione significativa nel sistema portuale di Venezia e Marghera, confermando un ruolo sempre più attivo degli investitori stranieri in asset logistici italiani. Mentre alcuni investitori internazionali guardano all’Europa come a un’opportunità di espansione commerciale, l’esito della vendita potrà definire nuovi equilibri nell’organizzazione delle trafile Ro-Ro, crocieristiche e intermodali nel Nord Adriatico.


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