L'identità: Storie, volti e voci al femminile Poltrone Rosse



Esteri

Ice e Pasdaran a Milano-Cortina: il doppio spauracchio dell’opposizione

La polemica

di Ernesto Ferrante -


La presenza dell’agenzia statunitense Immigration and Customs Enforcement (Ice) nel comparto di sicurezza per le Olimpiadi di Milano Cortina 2026, sta monopolizzando il dibattito politico e mediatico. A nulla sono valse le precisazioni del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi sulle sue articolazioni, quella operativa in azione a Minneapolis e quella investigativa, l’Homeland Security Investigation, composta da analisti già presenti in 50 Paesi al mondo, Italia compresa, che forniscono un contributo in termini di scambio di informazioni, con il coordinamento delle forze di polizia nazionali. L’occasione è sembrata troppo ghiotta alle varie componenti del centrosinistra, alla costante ricerca della “bonorum cessio culo nudo super lapidem”, nota anche come “pietra dello scandalo”, sulla quale far sedere la premier Giorgia Meloni e i suoi ministri.

L’opposizione all’attacco sull’arrivo dell’Ice

“Non sono i benvenuti. Piantedosi dice di non vedere problemi, noi i problemi li vediamo viste le modalità operative di queste squadracce”, ha tuonato la segretaria del Pd Elly Schlein, suonando la carica. “L’Ice non è la benvenuta in Italia: visto che il governo non ha il coraggio di dirlo a Trump, proveremo noi a mandargli questo messaggio”, ha affermato il segretario di +Europa, Riccardo Magi, annunciando un flash mob per oggi alle ore 15 davanti all’ambasciata americana in Via Veneto. “Noi intanto stiamo raccogliendo firme, siamo già arrivati a 50mila per dire che l’Ice non deve entrare nel nostro territorio: è anche una questione di diplomazia”, ha rincarato la dose Elisabetta Piccolotti di Avs ai microfoni di Rai3, nel corso di Agorà.

Le mosse della sinistra in Europa

La polemica ha valicato i confini nazionali. La co-presidente del gruppo della Sinistra al Parlamento europeo, l’eurodeputata francese Manon Aubry, ha inviato una lettera a Ursula von der Leyen, Kaja Kallas e Antonio Costa, chiedendo loro di negare l’accesso all’Ice in Europa. Invocate misure restrittive, segnatamente divieti di viaggio, a tutti gli agenti con effetto immediato.

“La sicurezza nazionale è di esclusiva responsabilità di ogni Stato membro. È stabilito nei trattati. La Commissione non ha competenza in merito e ulteriori domande sulle specifiche misure adottate dovrebbero essere rivolte alle autorità italiane”, ha replicato Markus Lammert, portavoce dell’esecutivo Ue, nel corso del briefing giornaliero con la stampa, chiudendo subito la questione.

Il giallo sui Pasdaran

A rendere ancora più “piccante” la giornata, ha contribuito il presidente della Commissione Affari costituzionali, Alberto Balboni, sostenendo in aula al Senato che la sicurezza degli atleti iraniani alle Olimpiadi invernali sarà garantita dai Pasdaran. Oro colato per il Partito democratico. I senatori Antonio Misiani e Cristina Tajani hanno provveduto immediatamente a far sapere di aver presentato un’interrogazione ai ministri dell’Interno e degli Affari esteri.

La nota dell’ambasciata dell’Iran

Pronta la replica dell’ambasciata iraniana a Roma attraverso una nota: “La delegazione della Repubblica Islamica dell’Iran ai Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina sarà composta da quattro atleti della disciplina dello sci, un allenatore, il capo delegazione e un consigliere olimpico della Repubblica Islamica dell’Iran”. Auspicata la verifica della veridicità delle notizie, “prima di qualsiasi analisi o presa di posizione politica”. Tra le tante milizie vere o presunte in arrivo, ne manca una, realmente necessaria: quella della ragionevolezza.


Torna alle notizie in home