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Nucleare, il progetto Enea che azzera i rifiuti

Le potenzialità dei nitruti. Intanto Newcleo chiude un round di finanziamenti da 75 milioni

di Maria Graziosi -


Enea potrebbe aver trovato il nuovo combustibile nucleare in grado di abbattere i rifiuti. E mentre i progetti di ricerca continuano e puntano a cercare un materiale capace di essere utile al funzionamento dei reattori del futuro, azzerando (o provando a farlo) i rifiuti, Newcleo chiude un nuovo round di finanziamenti. Grazie a cui ottiene fino a 75 milioni di euro, che saranno graziosamente elargiti da alcune delle più grandi (ed energivore) imprese del Paese.

Enea e il progetto Fredmans per rifiuti zero sul nucleare

Novità interessanti, dunque, si agitano sullo scenario dell’atomo del futuro. A cominciare, appunto, dal progetto Fredmans. L’obiettivo delle ricerche, al Centro sperimentale di Bologna, è quello di trovare un combustibile di ultima generazione. Che sia in grado di migliorare “sicurezza, sostenibilità e costi” dell’energia nucleare. Se non è un Santo Graal, poco ci manca. Ma, a differenza di quelle del Sacro Calice, le ricerche per questo nuovo materiale sembrano aver già dato dei buoni risultati. Si lavora, infatti, sui nitruri. In pratica sui quei composti chimici formati dall’azoto e da un elemento meno elettronegativo.

Stampa 3D e manifattura additiva

“L’obiettivo più ampio è creare un contesto sinergico di ricerca teorica e sperimentale per reimmaginare l’attuale processo (fabbricazione, riprocessamento e rifabbricazione) e far sì che il combustibile venga già prodotto tramite tecniche e tecnologie avanzate, come la manifattura additiva e la stampa 3D, che possano poi facilitarne il recupero e la gestione”, ha spiegato il responsabile del progetto per ENEA Francesco Lodi, ricercatore del Dipartimento Nucleare. Che ha aggiunto: “Abbiamo lavorato a stretto contatto con la start-up svedese Blykalla per definire il layout di un impianto per la fabbricazione industriale di nitruri sulla base di tecnologie e metodologie innovative”.

Newcleo “imbarca” pure Danieli e Caltagirone

L’interesse verso la soluzione nucleare è al centro delle strategie di investimento delle aziende. E il caso Newcleo lo dimostra. Dalla sua fondazione fino all’ultimo round di finanziamenti, la società ha incassato qualcosa come 645 milioni di euro. L’ultima tornata ha visto l’ingresso, tra i nuovi soci, di aziende come Danieli, la Cementir Holding cara alla famiglia Caltagirone. E, ancora, sono entrati nell’affare pure NextChem, società controllata dal gruppo Maire, e Orion Valves. L’ultimo giro di finanziamenti, inoltre, ha visto il rafforzamento delle posizioni di Azimut e delle industrie Tosto oltre al fondo pensione Cern. Newcleo, come noto, punta alla produzione di reattori nucleari “small” che appaiono come la prima, e prossima, frontiera dell’atomo: gli Smr.

Buono e il progetto Precursor

“La nostra capacità di fornire soluzioni energetiche a basse emissioni di carbonio con un impatto concreto per le aziende ad alta intensità energetica si sta dimostrando un forte elemento di attrazione per investitori industriali e finanziari”, ha detto Stefano Buono, Ceo di Newcleo. “Questo finanziamento sosterrà il potenziamento delle nostre infrastrutture di ricerca e sviluppo in Europa, inclusa la costruzione del nostro reattore non nucleare Precursor, e accelererà la nostra espansione negli Stati Uniti, che oggi rappresentano il mercato più dinamico per le tecnologie dei reattori avanzati. Gli Stati Uniti – ha chiosato – ospitano inoltre investitori istituzionali strategicamente allineati a noi e opportunità di mercato che siamo pronti a cogliere”.


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