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Sanremo 2026, Bravi “All’Ariston con una visione più chiara e un progetto nuovo”

di Italpress -


MILANO (ITALPRESS) – Tornare all’Ariston in gara per la terza volta, per Michele Bravi, va oltre il semplice rimettere piede su un palco conosciuto. “Questa volta arrivo a Sanremo con una calma diversa. La prima volta c’era l’entusiasmo dell’esordio, poi è arrivata l’ansia. Oggi ho una visione più chiara e questo cambia il modo di stare su quel palco. Per me questo Sanremo è l’apertura di un nuovo progetto”, spiega il cantante umbro parlando di “Prima o poi”, brano con cui affronta la gara 2026.
“Cantare questo brano sul palco sanremese, senza che nessuno debba schiacciare play, mi permette di costruire un’ambientazione narrativa diversa”, spiega Bravi. “Sanremo, al di là di tutto, è un’esposizione mediatica enorme: è una piazza gigantesca. Ed è proprio per questo che ti dà la possibilità di far partire davvero un progetto”. Nel nuovo progetto di Bravi, “Prima o poi” “fa un po’ da testa d’ariete al concept musicale che verrà dopo”, anticipa il cantante sottolineando che più che alla competizione, in questo momento è concentrato sul racconto. “A Sanremo le prime due volte ero dentro un mondo molto definito: la ballata cantautorale. Qui resto nella ballata, ma tutto parte da un sistema teatrale di costruzione della canzone”, continua.
E rivela: “Nel mio brano quest’anno l’orchestra non è un tappeto musicale, sarà in dialogo continuo con la mia voce”, anticipa Bravi, che ha lavorato agli arrangiamenti insieme ad Alterisio Paoletti, che dirigerà l’orchestra nell’esecuzione sanremese. Lo stesso sguardo cinematografico guida anche il videoclip di “Prima o poi”, concepito come un cortometraggio che vede l’esordio alla regia di Ilenia Pastorelli. “Io tendo ad avere molto controllo sul mio contenuto artistico – ammette Bravi – affidarmi completamente a qualcun altro è stato un esercizio”. E lo stesso videoclip, poi, ha inciso anche sul brano: “Dopo averlo visto sono tornato in studio e ho registrato di nuovo la canzone: era come se la punteggiatura fosse cambiata, come se la lettura fosse diventata più fluida”. Il cuore del pezzo, spiega Bravi, “è una riflessione sul sentirsi fuori posto, raccontata attraverso immagini volutamente riconoscibili. Parlo di goffaggine. Noi ci immaginiamo i sentimenti in un modo, poi la vita è molto più storta. Però quella caricatura ci piace, ci aiuta a raccontarci. Io, per esempio, non riesco ad andare a Sanremo e pensarmi fighissimo”.
Nella serata dei duetti, Bravi salirà sul palco con Fiorella Mannoia, con cui omaggerà Ornella Vanoni con “Domani è un altro giorno”. “Fiorella è un pezzo di casa – racconta -. Io non la chiamo se ho un problema con una canzone, la chiamo se sto male”, aggiunge Bravi.
Interpellato sull’eventuale partecipazione all’Eurovision, riservata al vincitore di Sanremo, non si sbilancia: “E’ una questione che mi riservo di valutare. Non mi fascio la testa prima che le cose accadano. Se dovessi trovarmi davvero a decidere, vorrei capire bene il contesto e le regole, non fermarmi a quello che passa sui social”.
E sul disco in lavorazione, quello del nuovo progetto, che dovrebbe contenere anche “Prima o poi” dice: “Non mi piace la parola rinascita. La vita non si ferma e poi ricomincia. È un continuum, con dentro anche la noia, l’attesa, che per me sono parte fondamentale del processo creativo”. Parlando infine della cerimonia olimpica e della censura denunciata da Ghali, Bravi sposta il fuoco dal dissenso al silenzio: “Quando un artista prende posizione, viene chiamato dissidente. Io non lo leggo così: sta solo parlando – conclude – Il problema, semmai, resta ciò che non viene detto”.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


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